La reazione dell'assessore e del dirigente dopo le sentenze del Tar a favore del comune
Nicola Paladino: "A tempo debito faremo i conti...Qualcuno, tra i politici, ha fatto la scoperta dell'acqua calda"
RIAPRIAMO IL CASO RESPONSABILITA' - Matteo Colella, assessore al Bilancio, accoglie senza sorpresa le sentenze del Tar sui due ricorsi presentati dalla Tri.com Tributi Italia, società di riscossione tasse, contro il Comune di Polignano a Mare. Sui taccuini di polignanoweb.it ospitiamo alcune osservazioni dell’assessore e del dirigente comunale Nicola Paladino, dopo che due giorni fa abbiamo setacciato, con l’ausilio della dott.ssa Maria Centrone, alcuni articoli pubblicati in Italia nella mole infinita di informazioni su uno degli scandali finanziari più colossali della storia del nostro paese, già oggetto di interrogazioni parlamentari.
Il comune ha vinto, ma noi vorremmo indagare più nel merito delle responsabilità.
Andiamo per ordine. Il Tar respinge i due ricorsi presentati dalla Tri.com, peraltro uguali, e su quest’ultimo dettaglio non sono chiare le motivazioni che avrebbero spinto la società a formulare due appelli identici: si potrebbe ipotizzare una forzatura o una strategia legale. Il Tar Puglia respinge la domanda di sospensiva “considerato - si legge nelle ordinanze del 4 novembre scorso - che il comune di Polignano ha ribadito la dichiarazione di decadenza della ricorrente dal rapporto concessorio; considerato che il Dirigente del Settore economico finanziario (Paladino, ndr) ha dato piena assicurazione circa l’efficace gestione interna delle entrate tributarie (prova ne sarebbe la riscossione della Tarsu in questi giorni, ndr); considerata l’ordinanza del 26 febbraio 2009”. Il giudice, pertanto stabilisce che non possono ritenersi sussistenti i presupposti per la concessione della misura cautelare, respingendo in ultimo il ricorso della Tri.Com. In altri termini, il comune è sufficientemente autonomo nella gestione ordinaria dei tributi comunali.
Ora i dubbi sono altri. Cosa farà la Tri.com? Ricorrerà al consiglio di Stato? Di chi sono le responsabilità? Qualcuno,forse, all’epoca non ha fatto il suo dovere? Chi doveva vigilare da Palazzo di Città l’ha fatto? Quanto deve ancora la Tri.com al nostro comune? Perché non è stata ancora predisposta la cancellazione della Tri.Com Tributi Italia?
Colella conferma le indiscrezioni, vale a dire che “Il Ministero per la fiscalità locale ha attivato una procedura per la cancellazione della Tributi Italia dall’albo. La procedura ministeriale - precisa l’assessore - accerterà se la Tri.com possiede o meno i requisiti morali e legali per operare”.
Non si può ancora prevedere quale altra mossa potrà escogitare la Tri.com, se farà ricorso o meno al Consiglio di Stato. Bisognerà attendere la decisione del merito delle sentenze che sarà resa pubblica prima di Natale.
Sulla questione responsabilità da noi sollevata a più riprese, Nicola Paladino si difende dalle accuse e insinuazioni: “A tempo debito - promette - scoperchieremo la pentola e faremo i conti. Non ora, perché sulle carte c’è il segreto istruttorio, ci sono delle indagini in corso. Io avevo l’obbligo di segnalare al ministero tutte le inadempienze della Tri.com e l’ho cominciato a fare già dal 2007. Il 27 ottobre 2009, il ministero, a seguito di tutte le richieste e le segnalazioni inviate dai diversi comuni d’Italia, ha avviato la procedura ministeriale che si esprimerà sui requisiti della Tricom e su eventuale cancellazione della stessa dall’albo”. Dalle confidenze di Paladino si insinua, come un tormentone nella testa, il dubbio che qualcuno abbia potuto ostacolare l'operato tecnico della sua dirigenza comunale quando bisognava agire subito contro la Tri.Com. Lo stesso dirigente assume l'aria di chi sa più di quanto è stato già detto e scritto finora, compresi i motivi di tale presunto ostacolo e l'identità di persone o soggetti politici. Ma non parla, o forse non può. "Per ora" - "poi si" - promette.
Proviamo a cambiare discorso. Secondo Paladino qualcuno, tra i politici, si è preso i meriti di questo successo, facendo la scoperta dell’acqua calda. A quale politico, in particolare, fa riferimento il nostro dirigente?
LE DICHIARAZIONI DI SCAGLIUSI - Torniamo indietro di circa un mese e mezzo, quando Luigi Scagliusi, ex assessore al Bilancio dichiarò al nostro quotidiano, a proposito dello scandalo Tricom, che sono state commesse delle leggerezze: “abbiamo rischiato il dissesto - disse - e ci sono delle responsabilità da chiarire che non sono politiche. Il meccanismo Tricom si poteva vigilare solo tramite controlli indiretti o filtrati. I politici vanno e vengono mentre i tecnici restano. È naturale e verosimile che i centri di potere si possano creare nell'ambito dei tecnici piuttosto che nella parte politica”.
Matteo Colella fa eco a Paladino, e replica quanto dichiarato alla nostra redazione lo scorso primo ottobre: “Dicevo io che il controllo sulla Tricom non competeva a noi revisori dei conti (all’epoca dei fatti Colella era revisore dei conti, ndr) ma al dirigente Paladino che puntualmente lo ha fatto. E’ solo grazie alle segnalazioni di Paladino e a tutti i dirigenti dei comuni coinvolti nello scandalo che il ministero ha avviato la procedura per la cancellazione della Tributi Italia. Qualcuno però si sta prendendo i meriti”.
C’è un ultimo aspetto inquietante della vicenda, con il quale ci ritroveremo prima o poi a fare i conti. All’appello non mancherebbero solo i circa 250mila euro che la Tri.com deve ancora versare al nostro Comune, ma molto di più. Non c'è un effettivo rendiconto di parte delle attività che la società tributi ha svolto. Tra gli ammanchi, ci sono anche gli stipendi che non percepiscono i dipendenti da diverso tempo.
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