Lunedì 30 Novembre 2020
   
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Revocate le autorizzazioni al resort a Costa Ripagnola

Il ponticello scomparso davanti al resort Cala Ponte

Ma ci sono lame e ponti interrati sui quali è calato il silenzio, vedi Cala Ponte.
Intanto spunta un manufatto moderno a Cala Paura

“Grandissima vittoria per tutte le associazione ambientaliste e un corale ringraziamento all'Avvocato Amenduni!”. L’associazione “I Pastori della Costa – Parco Subito” canta vittoria e festeggia così la notizia dell’avvio di un procedimento di annullamento in autotutela del parere di compatibilità urbanistica a favore del progetto di resort a Costa Ripagnola.

Il procedimento è stato attuato dal Comune di Polignano a Mare contro il progetto di complesso turistico della società Serim di Modesto Scagliusi per la riqualificazione e valorizzazione dell’area Costa Ripagnola, che si vorrebbe realizzare nell’area in cui è in corso l’istituzione di un parco regionale. Il complesso aveva ottenuto parere favorevole, in conferenza di servizi nel febbraio 2019, dallo stesso dirigente comunale che ora chiede l’annullamento in autotutela.

2015 - I lavori di interramento al resort Cala Ponte

L’Associazione “I Pastori della Costa” è nata con l’obiettivo di preservare l’area in questione, situata a nord di Polignano e comunemente chiamata Parco dei trulli, una riserva naturale con diversi accessi al mare da sempre negati.

La Serim vorrebbe invece attuare il recupero architettonico dei trulli da destinare alla fruizione turistico-alberghiera. Prevede inoltre il recupero delle aree archeologiche e del sistema ambientale e vegetazionale con realizzazione di attrezzature per il tempo libero e la balneazione.

Il procedimento di annullamento in autotutela è la risposta all’istanza presentata nei mesi scorsi dall’avvocato Ascanio Amenduni che tutela gli interessi del Comitato “I Pastori della Costa – Parco Subito”. Il legale evidenzia la presenza di una lama che sarebbe stata tombata tra il 2000 e il 2006 proprio nell’area interessata dal progetto Serim. Si evidenziano inoltre delle modificazioni dell’orografia del terreno che sarebbero avvenute attraverso lavori privi di autorizzazione paesaggistica.

La contromossa finale dell’Ufficio Tecnico.

Il piano Serim è stato ultimamente oggetto di scontro politico tra il sindaco di Polignano Domenico Vitto (favorevole al progetto) e Michele Emiliano, il governatore alla guida della Regione Puglia e prossimo candidato alle regionali di settembre 2020, che invece chiede per quell’area l’istituzione immediata del parco regionale.

La Serim replica trovando “pretestuose le ragioni alla base della revoca del parere di compatibilità urbanistica del progetto del resort a Costa Ripagnola”. La società sottolinea come l’avvio del procedimento di revoca del parere sia stato adottato dallo stesso dirigente comunale che lo aveva rilasciato, proprio nel suo ultimo giorno di servizio quale dirigente dell’Ufficio Tecnico Comunale di Polignano. La dirigente in questione è stata infatti sostituita dal vincitore dell’ultimo concorso, contro il cui risultato aveva presentato ricorso al Tar con richiesta di sospensiva dell’esito. Ricorso respinto.

La replica dell’assessore Scagliusi.

L’assessore all’Urbanistica Domenico Scagliusi commenta osservando che si tratta di un “atto tecnico della ex dirigente che fa seguito a una richiesta di approfondimento istruttoria inviata dalla Regione Puglia”. “Noi – fa notare Scagliusi – siamo sempre stati favorevoli al progetto perché abbiamo sempre pensato che un’area naturale protetta del Comune possa dare una spinta al turismo. Noi non siamo mai stati d’accordo alla perimetrazione del parco perché ci sono persone che stanno aspettando di realizzare una casa o un albergo per i propri figli. Questi, dopo aver pagato tasse per tanti anni rischiano ora di vedersi stralciare un diritto. Inoltre, in Quinta Commissione abbiamo dimostrato al presidente Michele Emiliano quanto sia urgente la necessità di posti letto e lo abbiamo fatto attraverso lo studio della domanda e dell’offerta del Comune di Polignano. Se la perimetrazione terrà conto di queste esigenze allora saremo favorevoli. Tra l’altro, il problema dei vincoli non sussiste poiché ci sono già come da piano regolatore; non si può costruire sotto i 300 metri dalla costa. Nel caso non dovessero accogliere le nostre proposte abbiamo già pronto il ricorso”.

Lama interrata a Cala Ponte.

Intanto, parte della maggioranza locale minimizza la questione della lama a Costa Ripagnola che sarebbe stata tombata. Più che una lama quello è un rigagnolo, osservano alcuni esponenti dell’amministrazione politica, che parlano di “accanimento ingiustificato contro Modesto Scagliusi”. A proposito di lame interrate, ci sarebbe quella di Cala Ponte (porto turistico) segnalata con denuncia alla forestale del 2015 dalla consigliera di maggioranza Lucia Brescia. Dopo cinque anni, i riflettori sembrano essersi spenti su quella vicenda. Altra sua denuncia depositata ai carabinieri del Noe riguardava anche un antico ponte letteralmente scomparso a pochi passi dal resort di Cala Ponte. “Perché si fanno due pesi e due misure da parte della Procura?”, si interroga oggi Lucia Brescia, contattata telefonicamente.

Spunta un manufatto a Cala Paura.

Ma, non è tutto. In queste ore, giù a Cala Paura, dove si sta realizzando l’orto botanico in via San Vito, è stata realizzata una sopraelevazione con mattoni rossi moderni, a pochi passi dai trulli e a pochi metri dal mare. Ci domandiamo, il piano casa si poteva adottare lì? E si può mettere in piedi un manufatto in quel terreno destinato al parco, per di più in mattoni moderni? È certamente un pugno nell’occhio. Perché, anche in questo caso, due pesi e due misure?

NICOLA TEOFILO

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