Domenica 12 Luglio 2020
   
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Guerra all’Ufficio Tecnico di Polignano

A sinistra, la dott.ssa Marilena Ingrassia

Il Tar respinge il ricorso della dirigente Marilena Ingrassia. Concorso regolare

Il Tar (Tribunale Amministrativo Regionale per la Puglia) di Bari ha respinto, con una ordinanza, la richiesta di sospensiva presentata dalla dottoressa Marilena Ingrassia attuale dirigente del Comune di Polignano a Mare. Ingrassia aveva presentato ricorso chiedendo la sospensiva del risultato del concorso per dirigente Area Tecnica a tempo indeterminato per l’ente comunale polignanese. Il concorso è stato vinto nel febbraio scorso dall’ingegner Vito Raffaele Lassandro con un punteggio di 61,45. Mentre al secondo posto si è classificato Domenico Satalino con 57,14 punti.

La bufera giudiziaria

Lassandro in passato è stato coinvolto nell’operazione “Pura Defluit” eseguita dai finanzieri del Nucleo di Polizia Tributaria Bari e dai carabinieri del Comando Provinciale Bari. Arrestato nel luglio 2017 quando era a capo dell’Ufficio Tecnico del Comune di Gioia del Colle, nell’immediato ottobre 2017 gli furono revocati i domiciliari con conseguente reintegro lavorativo. Evidentemente le prove a suo carico, ossia una intercettazione ambigua, non erano sufficienti per incriminarlo. Il dirigente faceva parte della commissione giudicatrice che assegnò l’appalto per i lavori di ristrutturazione del Teatro Comunale Luciani di Acquaviva delle Fonti. Quell’operazione voleva dimostrare come imprenditori, tecnici e amministratori pubblici di alcuni Comuni del barese avessero truccato almeno cinque gare d’appalto tra il 2015 e 2017 per ricavarne tangenti.

Quel “regalo” di Scagliusi

Quelle indagini, svolte sotto il coordinamento dei pm Marco D’Agostino e Claudio Pinto, portarono alla luce anche il coinvolgimento dell’allora assessore ai Lavori Pubblici della Regione Puglia, Gianni Giannini, molto di casa a Polignano. La figlia di Giannini avrebbe ricevuto in regalo un salotto donatole dall’imprenditore polignanese Modesto Scagliusi titolare del ristorante “Grotta Palazzese” e del mobilificio “Soft Line”. Secondo la Procura Scagliusi in cambio avrebbe ottenuto un finanziamento regionale da 2 milioni di euro per lavori di ristrutturazione al ristorante.

“Lassandro, persona per bene”

Dell’ingegner Lassandro, il giornale Gioianet scriveva: “L’Ufficio Tecnico di Gioia ha vissuto momenti di “grazia” e legalità da quando l’ingegner Raffaele Lassandro è stato nominato dal Commissario. Il suo impegno confermato da più parti è indiscusso. Presente ben oltre l’orario retribuito, attento, dinamico, mente agile, di grande progettualità e competenza, di quelle che fanno la differenza e permettono di raggiungere obiettivi importanti: finanziamenti milionari per progetti ben impostati in assoluta legalità.

Il suo coinvolgimento nelle indagini e l’arresto per il caso "Pura defluit" alla vigilia di un nuovo e ancor più “pesante” incarico in Calabria, ha gettato molti dipendenti dell’U.T.C. nello sconforto. Forse qualcuno - i tecnici che si sono visti negare autorizzazioni in questi due anni - ha anche gioito, ma i più non hanno creduto alle accuse. Una persona troppo per bene, parere che sentiamo di condividere”.

I primi passi a Polignano

Nel 2018, dopo la bufera giudiziaria, Lassandro è stato preso in “prestito” dal Comune di Polignano nell’ambito di una convezione tra il nostro ente e quello di Santeramo in Colle, suscitando un vivace dibattito politico locale. L’arrivo dell’ingegnere fu accolto molto positivamente dal sindaco Domenico Vitto.

L’ordinanza del Tar

Dunque, i magistrati del capoluogo barese non rilevano alcun “periculum in mora necessario per la concessione della richiesta sospensiva” presentata dall’attuale dirigente Ingrassia. Per il Tar la procedura concorsuale è assolutamente regolare. L’amministrazione comunale Vitto si starebbe già adoperando per affidare, a breve, l’incarico all’ingegner Lassandro. Alla Ingrassia, che avrebbe rivendicato un aumento dello stipendio e che potrebbe per questo far causa al Giudice del Lavoro, non resta ora che rivolgersi al Consiglio di Stato come ultima possibilità.

NICOLA TEOFILO

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