Domenica 12 Luglio 2020
   
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Fogna a San Vvito, una storia di ritardi lunga oltre dieci anni

fogna san vito

Le opere pubbliche non terminate continuano ad essere sotto la lente di ingrandimento dell’opposizione consiliare. Infatti, il consigliere comunale Domenico Pellegrini di Forza Italia torna nuovamente a porre l’attenzione sul tracciato della fogna di San Vito che, dopo più di dieci anni dall’inizio dei lavori, è ancora da completare. L’impianto di sollevamento, che si trova di fronte a Calaponte e che dovrebbe servire tutta l’area, non è mai entrato in funzione, così come quello che si trova in una stradina tra San Giovanni e San Vito. Per il consigliere Pellegrini, l’Amministrazione Vitto è latitante su questo problema, molto sentito sia da tanti cittadini che vivono in quella zona, sia dalle attività produttive e ristorative, che sono costrette a lavorare in una zona paradisiaca, ma sprovvista dei servizi più essenziali.

“Per completare tutto il sistema della fogna a San Vito erano state già destinate centinaia di migliaia di euro – spiega il consigliere Pellegrini – ma a distanza di oltre 10 anni, l’opera resta ancora incompiuta. Non sappiamo quando tutto il sistema sarà in grado di funzionare e quindi di servire i cittadini residenti. I lavori continuano a essere fermi, nonostante le segnalazioni e i solleciti dei nostri concittadini. Tutto questo è scandaloso: neanche nel terzo mondo ci impiegano così tanto tempo. Inoltre, è davvero assurdo non sapere neanche i motivi che hanno portato un ritardo così biblico. Vorremmo sapere dai nostri amministratori cosa c’è che manca per far funzionare il sistema fognario. Sarebbe opportuno intervenire senza perdere ulteriore tempo, anche in vista della prossima stagione estiva. Dopo una trafila durata 16 anni dall'approvazione del progetto esecutivo dei lavori di costruzione della rete di fogna nera e del collettore di collegamento all'impianto di depurazione nelle frazioni di San Vito e San Giovanni, il Comune si decise di affidare l'incarico all'acquedotto Pugliese. Ma ad oggi facciamo davvero fatica a vedere cosa è stato prodotto. L’amministrazione deve dirci a che punto sono i lavori e quando i cittadini vedranno finalmente l’opera realizzata”.

Soltanto a febbraio di quest’anno, i residenti che vivono nella frazione di San Vito e nell’omonima via si sono visti recapitare una lettera da parte di Acquedotto Pugliese. “La informiamo che, a seguito dell’avvio di procedure di contenzioso comunitario contro lo Stato Italiano per inadempienza alle prescrizioni previste dalla Direttiva 91/271/CEE con riferimento ad un insufficiente grado di copertura della rete urbana di fognatura nera negli agglomerati cittadini, la Regione Puglia ha trasmesso ai Comuni una specifica Circolare Presidenziale nr. 8676 del 13 Luglio 2010, richiedendo, tra l’altro, la verifica degli standard igienico-sanitari legati alla fornitura idrica. A tal fine – viene ribadito sempre nella lettera – le rappresentiamo che il mancato allaccio alla rete di fognatura nera comunale, oltre a comportare il rischio di incorrere in sanzioni onerose da parte della Corte di Giustizia Ue, determina il persistere di condizioni igienico sanitarie precarie, in antitesi all’esigenza di salvaguardia della qualità ambientale del territorio e potrebbe essere causa di inquinamento della falda acquifera. E’ inoltre importante rendere noto che la immissione dei reflui in sistemi di raccolta provvisori, quali ad esempio vasche a tenuta non stagna, può essere configurata come illecito sanzionabile in sede amministrativa e/o Penale. Altresì, è opportuno precisare che gli immobili non regolarmente allacciati, potrebbero essere ritenuti inagibili in quanto privi di autorizzazione allo scarico”. Nella lettera, Acquedotto Pugliese chiedeva ai destinatari di comunicare le modalità di smaltimento del refluo.

“E’ evidente che sia fondamentale completare quest’opera. Noi abbiamo anche presentato una interrogazione comunale – spiega ancora il consigliere comunale Domenico Pellegrini – ma non abbiamo ancora ricevuto risposta. L’amministrazione deve dirci a che punto sono i lavori e quando i cittadini vedranno finalmente l’opera realizzata. – conclude Pellegrini – Non è accettabile che nel 2020 ci siano ancora abitazioni sprovviste dell’allaccio della fogna”.

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