Martedì 24 Novembre 2020
   
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Federturismo: occorrono misure d’aiuto di lungo periodo

ROMA EMERGENZA CORONAVIRUS

“Nonostante il pensiero di tutti sia in questo momento rivolto innanzitutto alla tutela della salute - dichiara la Vice Presidente di Federturismo Confindustria Marina Lalli - non possiamo lasciare da solo il sistema economico e occorre fare subito qualcosa per il settore del turismo attraverso interventi immediati e misure di aiuto di lungo periodo.”

Secondo uno studio della Cerved si stima che se l'emergenza del Coronavirus finisse a maggio, per le imprese italiane nel 2020-2021, verrebbe bruciato un giro d'affari complessivo di 275 miliardi di euro, ma nel caso in cui l'emergenza dovesse protrarsi fino a dicembre, la perdita sarebbe di 641 miliardi. Nello specifico il fatturato degli alberghi scenderebbe dai 12,5 miliardi del 2019 ai 3,3 miliardi di quest'anno con un crollo del 73% che sarebbe seguito da agenzie di viaggio, tour operator (- 68%) e aeroporti (-50%).

Le imprese italiane, e quelle del turismo in primis, rischiano il collasso e se il Governo non integrerà il prima possibile i provvedimenti già adottati potremmo non essere più in grado di garantire i livelli occupazionali e la sopravvivenza delle nostre aziende. Con la pubblicazione in Gazzetta del Decreto Cura Italia, dichiarano i vertici di Federturismo Confindustria, le imprese italiane, e quelle del turismo in primis, possono finalmente beneficiare di quella minima boccata d’ossigeno necessaria a superare almeno il mese di marzo/aprile. Restano tuttavia aperti moltissimi nodi relativi al settore turistico che può dire già certamente e totalmente compromessa la stagione estiva 2020 e che pertanto richiede immediatamente nuove e più estese tutele per tutte le imprese e i lavoratori.

Tra le misure più urgenti l’estensione temporale dei differimenti e sospensioni di pagamenti e adempimenti almeno fino al mese di agosto/ settembre. E’ poi quanto mai necessario ampliare il sostegno per il settore alberghiero attraverso l’estensione anche agli affitti della moratoria sui mutui in capo alle proprietà immobiliari, misura senza la quale in molti casi si rischia di vanificare la portata della moratoria stessa.

Serve poi un credito d’imposta del 35% sul mancato fatturato delle imprese turistiche nel 2020, anche attraverso slot trimestrali, uno strumento di sopravvivenza per le imprese turistiche che dovranno avere ossigeno e liquidità per ripartire appena possibile.

Altra misura necessaria è quella della tutela delle imprese del tax free shopping rimaste oggi fuori da ogni misura di sostegno pur essendo parte integrante della filiera turistica. Occorre tutelare in modo più chiaro la portualità turistica italiana attraverso un chiaro riferimento alle relative imprese prima che vengano spazzate via dalle migliaia di disdette già arrivate per tutta la stagione estiva.

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