Martedì 24 Novembre 2020
   
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La situazione economica vista da un commercialista

scagliusi

Ormai è accertata la crisi sanitaria in cui stiamo vivendo, il coronavirus ha provocato una vera e propria guerra epidemica con tantissimi morti e tanti altri feriti. Ma dopo la crisi sanitaria, è in arrivo inesorabilmente una crisi economica, la più forte dopo la guerra. Sicuramente più pesante della crisi economica del 2008. Abbiamo chiesto dunque allo studio commercialisti di Domenico Scagliusi la situazione che ci accingiamo ad affrontare.

Grazie Dott. Scagliusi per la sua disponibilità, dunque secondo il decreto del presidente del consiglio i vostri studi devono rimanere aperti, per offrire cosa?

“Gli studi dei professionisti – e dei commercialisti nello specifico caso – si stanno rilevando di particolare importanza in questo momento. Sui nostri studi è stata scaricata la maggior parte della mole di lavoro derivante dai numerosi decreti che contengono importanti misure fiscali a sostegno dell'economia del paese. Dopotutto, come dice un recente spot proprio del nostro ordine, “i commercialisti sono utili al paese”.

Qual è la vostra situazione in questo momento?

“Mai come in questo momento, la nostra attività professionale si sta rivelando essenziale per mantenere il collegamento tra lo Stato e le realtà produttive ed economiche che sempre di più - ed ogni giorno proprio in questo periodo storico - si vedono subissati di informazioni e decreti a volte di difficile comprensione anche per noi professionisti. Per i nostri studi in questo momento non c'è pace, il telefono squilla incessantemente, whatsapp è diventato un mezzo di comunicazione e scambio di documentazione al pari della mail. Per la nostra professione – è innegabile – c'è un surplus di lavoro che però, almeno personalmente, riempie di orgoglio e di soddisfazione anche se in questo periodo toglie qualcosa agli affetti più cari!”

Qual è la situazione economica del paese?

“È sotto gli occhi di tutti... la situazione economica fa il pari con la desolazione che si nota in strada. Molti negozi chiusi in quanto considerati non essenziali fanno il paio con quelle attività che invece sono state chiuse per evitare contatti ravvicinati tra gli avventori. Il problema è però il mantenimento economico dei tanti liberi professionisti, dei tanti imprenditori e dei loro dipendenti che devono anche fare i conti con le bollette, gli affitti da pagare, il sostentamento familiare. La situazione non è facile!”

Secondo lei i bonus e benefici messi a disposizione dalla Stato ed inseriti nel decreto “cura Italia” sono sufficienti?

“Sono solo un primo passo per tamponare una situazione emergenziale, nuova ed inaspettata. Sembra che l'Unione Europea allenterà i cordoni della borsa e i vincoli. Questo permetterà di intraprendere iniziative economiche più coraggiose, soprattutto per il dopo crisi, in cui servirà un vero e proprio piano di rilancio economico del paese.”

Quali sono le richieste continue che state avendo?

“Rispondiamo in maniera puntuale a quanto, in maniera confusa, viene divulgato dai media. In particolare le principali richieste sono relative al bonus di 600 euro che spettano a lavoratori stagionali del turismo, ai lavoratori agricoli e ai lavoratori dello spettacolo, all'indennità una tantum di 600 euro dovuta dall'inps ad artigiani, commercianti, coltivatori diretti e imprenditori agricoli o professionisti di partita iva iscritti alla gestione separata, o domande cassa integrazione ordinaria o in deroga per i dipendenti delle aziende che hanno subito chiusure o riduzioni di lavoro e di commesse. Inoltre molti ci chiedono del credito di imposta del 60% sui locali commerciali C/1 spettante per il canone di locazione del mese di Marzo 2020”

Quali domande si possono presentare in questo momento?

“A parte il credito di imposta che è automatico e si può già utilizzare in compensazione a partire dal 25 marzo, a breve, entro fine settimana, la Regione Puglia appronterà la piattaforma per la richiesta della cassa integrazione in deroga. Per le altre domande, l'Inps sta predisponendo le domande e le linee guida che saranno pronte entro fine marzo.”

Cosa consigliate di fare ai cittadini polignanesi?

“Di farsi seguire da un professionista per districarsi nella giungla di normative e decreti che si sono succeduti e per l'adeguato supporto alle varie domande da inoltrare agli Enti. Ma soprattutto di restare a casa!”

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