Domenica 18 Aprile 2021
   
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Decreto Cura Italia, Patronati e Caf in tilt

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A breve si potranno presentare le domande per i bonus

Il Decreto Italia è appena entrato in vigore, aiuti alle famiglie, premi per chi ha continuato a lavorare nei servizi essenziali, sconti fiscali e incentivi per la sanificazioni di scuole e imprese, congedi straordinari: sono tantissimi i provvedimenti contenuti nel decreto per fronteggiare l’emergenza epidemica, senza precedenti, causata dal Covid-19.

I patronati dovrebbero dare risposte a coloro che dovranno fare domanda per il congedo parentale coronavirus speciale, o anche per il bonus baby sitter da 600 euro o richieste per altre prestazioni presso l’INPS. Però partiamo dal primo problema, i patronati dovrebbero stare aperti? La risposta è molto vaga, infatti il governo sembrerebbe aver dimenticato la categoria, tanto che lascia a tutti la possibilità di gestione autonoma. I patronati svolgono pertanto servizio in un ufficio dove si recano gli utenti per avere un aiuto per le prestazioni a sostegno del reddito come quelle previste in questo momento per sostenere famiglie, lavoratori e imprese in difficoltà nell’emergenza coronavirus.

Ma il decreto parla chiaro che i cittadini non si devono muovere dalle proprie case, se non per comprovate urgenze. Tra queste dunque non rientrerebbe lo spostamento al patronato. Il decreto Cura Italia dedica a questi l’articolo 36 recante proprio «disposizioni in materia di patronati». Si stabilisce di esercitare: “il mandato di patrocinio in via telematica, fermo restando che la immediata regolarizzazione del citato mandato ai sensi della normativa vigente deve intervenire una volta cessata l’attuale situazione emergenziale prima della formalizzazione della relativa pratica all’istituto previdenziale”. Qualora non fosse possibile allora i commi successivi dell’articolo dispongono che questi devono ridurre l’orario di lavoro nel caso in cui non possano svolgere l’attività da remoto. L’Inps è pronto a dare attuazione a tutte le misure del decreto Cura Italia, L’Istituto si trova a gestire 10 miliardi di euro, in poche settimane, per circa 11 milioni di utenti tra cassa integrazione e gli altri strumenti di sostegno al reddito. Così l’Inps rassicura sull’attuazione rapida di tutte le misure previste dal decreto emanato dal Governo il 17 marzo.

La situazione a Polignano

A Polignano sono diverse le richieste dei cittadini che in questi giorni stanno intasando tutti i mezzi a disposizione dei patronati pur di sapere come muoversi per usufruire degli aiuti previsti dal decreto “cura Italia”.

Le richiesto partono dai bonus ai lavoratori agricoli, tra i quali rientrano anche lavoratori autonomi, commercianti e artigiani, cococo e liberi professionisti, lavoratori stagionali del comparto turistico, lavoratori agricoli e del comparto spettacolo. Per tutti questi soggetti le cui attività stanno risentendo dell’emergenza epidemiologica dovuta al Covid-19 il Decreto Cura Italia ha introdotto, come è noto, alcune indennità di sostegno. A erogare il bonus da 600 euro sarà l’Inps che, come informa una nota, sta ora provvedendo a mettere a disposizione di tutti i soggetti interessati, nel più breve tempo possibile, le procedure telematiche per la trasmissione delle domande ai trattamenti previsti.

In una apposita comunicazione l'Inps comunica che a poter accedere al bonus sono: Coltivatori diretti, coloni e mezzadri iscritti alla Gestione separata dell'Inps. Questi soggetti non devono essere titolari di un trattamento pensionistico diretto e non devono avere altre forme di previdenza obbligatoria. Operai agricoli a tempo determinato e le altre categorie di lavoratori iscritti negli elenchi annuali che nel 2019 abbiano lavorato almeno cinquanta giornate (nel settore agricolo, ovviamente) come dipendenti e non siano titolari di alcun trattamento pensionistico. I liberi professionisti con regolare partita Iva attiva al 23 febbraio 2020 iscritti alla Gestione separata dell'Inps. Non devono essere titolari di un trattamento pensionistico diretto e non devono avere altre forme di previdenza obbligatoria.

Ad oggi i liberi professionisti, come gli agronomi, che versano i contributi ad una cassa previdenziale di settore (come l'Epap) non hanno diritto al bonus di 600 euro. Per loro è stato istituito un Fondo per il reddito di ultima istanza il cui accesso, tuttavia, deve ancora essere normato e che comunque sarà riservato solo a quei professionisti che nel 2019 hanno dichiarato un reddito non superiore ai 10mila euro.

Oltre a quanto citato va ricordato che il Governo ha chiesto che del bonus ne facciano richiesta solo i lavoratori che abbiano realmente risentito dei contraccolpi dell'emergenza coronavirus, questo per evitare di sottrarre risorse a chi ne ha bisogno. Vengono invece esclusi dal bonus i percettori di reddito di cittadinanza.

“Al momento non è possibile fare domanda – dichiara Domenico Pellegrini del patronato Enasc – Devono ancora uscire le circolari attuative, cioè i modelli che ci permetteranno di fare richiesta. Quello che alcuni cittadini stanno firmando sono dei semplici moduli di richiesta. Dunque – continua Pellegrini – al momento se l’Inps non ci da gli strumenti necessari non possiamo procedere. Secondo una prima comunicazione sembrerebbe che da lunedi prossimo potremo accedere al portale Inps per la compilazione delle domande”

Dunque al momento cosa si può fare? “Al momento stiamo procedendo con i congedi parentali, su questo tipo di domanda stiamo già lavorando – continua Pellegrini – e possiamo procedere con la presentazione.”

Il congedo parentale straordinario sarà disponibile per tutti i lavoratori dipendenti, pubblici e privati (anche co.co.co e partite Iva) con figli fino a 12 anni. Se disabili, non sarà stabilito limite di età. Per i ragazzi tra 12 e 16 anni, i giorni di congedo straordinario non saranno retribuiti. Nel caso di genitori-lavoratori dipendenti del settore privato, con figli trai 12 e i 16 anni, l’astensione dal lavoro per il periodo di chiusura delle scuole prevede anche il divieto di licenziamento, purché non vi sia altro genitore beneficiario di strumenti di sostegno al reddito o in modalità di lavoro agile. I 15 giorni sono cumulativi, frazionabili e non possono essere fruiti contemporaneamente da due genitori che lavorano. Il congedo va chiesto al proprio datore di lavoro, avviando la pratica accedendo alla sezione dedicata del sito dell’Inps. “Appena saremo messi nelle condizioni di poter procedere – conclude Pellegrini – saremo i primi a poter dare risposte concrete ai nostri cittadini.”

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