Martedì 24 Novembre 2020
   
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In puglia mancano le protezioni da covid-19

michele emiliano

Il grido di aiuto del governatore Michele Emiliano

La Puglia ha superato quota mille casi Covid-19 (siamo a 1093, con una lieve flessione dell’aumento dei contagi da 93 a 88 tamponi positivi). Il numero dei morti è salito a 48. La prevalenza è ora di 2,5 casi su 10 mila abitanti, ma gli ospedali della regione sono al limite.

“Ci stiamo avvicinando lentamente alla saturazione del sistema – dichiara Michele Emiliano-. Dobbiamo dirlo chiaro, perché altrimenti non riusciamo a capirci: abbiamo gli ospedali pronti, il 118 è efficientissimo, la macchina è attiva. Ma ci mancano i dispositivi di protezione individuale e i ventilatori che la Protezione civile ci ha promesso da giorni. Non è arrivato nulla. Così abbiamo poche ore di autonomia.”

Sono stati creati gli ospedali COVID-19. I posti letto dedicati ora ci sono in tutta la Regione, ma medici e infermieri non si sentono protetti, perché aumentano i contagi nelle corsie. Il Policlinico di Bari ad esempio è stato costretto a chiudere un padiglione chirurgico, dove due medici e due infermieri sono risultati positivi al test. Nell’Ospedale di Altamura il conteggio dei positivi è salito a 18 operatori e il presidio di Castellaneta è completamente out, dopo il contagio di 4 medici e 11 infermieri. Sino a quando personale e pazienti non verranno adeguatamente protetti. Gli ordini di materiale per 38 milioni di euro fatti ieri, non è detto che verranno mai esauditi.

“Devo confessare che sto facendo il “contrabbandiere” – le parole di Michele Emiliano - sia per le mascherine che per i ventilatori. Mi stanno aiutando i governatori di alcuni stati cinesi con cui avevo rapporti istituzionali da tempo. Con questi canali in autonomia abbiamo fatto ordini per 38 milioni di euro di ventilatori e mascherine sperando che riescano ad arrivare. “Ho lanciato questo allarme, sia nelle sedi istituzionali sia a livello pubblico per informare i cittadini di quanto sta avvenendo. Oggi pomeriggio ci sarà una riunione con Governo e gli altri Presidenti di Regione dove tornerò a fare questa richiesta con la massima determinazione possibile.”

“La protezione civile non ci sta mandando nulla – continua il Governatore -. Sono arrivati soltanto quattro, cinque respiratori. Noi abbiamo preparato quello che dovevamo: abbiamo attrezzato 12.200 posti letto dedicati Covid, chiesto la collaborazione delle cliniche private. Tutto è pronto. Fuorché i dispositivi, nonostante la Puglia si fosse mossa con assoluto anticipo, a gennaio quando l’emergenza non era ancora scoppiata. Io sto provando a fare il contrabbandiere acquistando dispositivi da altri Paesi: non mi hanno nemmeno accreditato i fondi sui conti correnti della Protezione civile di cui io dovrei essere il commissario.”

In Regione, intanto, sono partiti i test rapidi sierologici (analisi su una goccia di sangue dopo una puntura sul dito). Indicano la positività anticorpale (IgM e IgG), non la presenza del virus nel sangue. La sperimentazione è partita dall’Istituto Tumori di Bari, dove verranno screenati medici e infermieri.

“Pur non essendo ancora validi per fare diagnosi individuali di malattia – dichiara Pier Luigi Lopalco, Coordinatore della task force regionale – sono comunque in grado di fornire importanti informazioni sulla modalità di circolazione dei virus.”

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