Venerdì 28 Febbraio 2020
   
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RdC, chi potrà svolgere i lavori socialmente utili?

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Si chiamano PUC, è sono i nuovi progetti utili alla comunità nei quali potranno essere impiegati tutti colori i quali hanno avuto la possibilità di usufruire del reddito di cittadinanza. Dunque, si preannunciano tempi nuovi per i beneficiari per i quali è arrivato il momento di mettersi in gioco. Infatti con la fase due del decreto voluto fortemente dal movimento cinque stelle, inizia una nuova fase nel quale i beneficiari dovranno realmente guadagnarsi il contributo. Dunque, per prima cosa dovranno firmare il famigerato patto per il lavoro e quindi rendersi disponibili per effettuare i lavori di pubblica utilità.

Superate le perplessità della fase applicativa e degli obblighi assicurativi nei confronti dei lavoratori, il comune di Polignano a mare, in collaborazione con quello di Monopoli e Conversano hanno pubblicato dei bandi rivolti alle aziende per poter presentare dei progetti rivolti ai possessori del reddito di cittadinanza. Fase anche in corso.

Dunque, partiamo dal presupposto che i lavori di pubblica utilità sono delle prestazioni non retribuite e firmando il patto per il lavoro, il lavoratore è obbligato a prestare la propria disponibilità. In caso di rifiuto, si perde in automatico il diritto al reddito di cittadinanza. I progetti riguarderanno gli ambiti culturali, sociali, artistici, ambientali, formativi e di tutela dei beni comuni.

Le attività di pubblica utilità non devono superare le otto ore settimanali da svolgere in un solo giorno o in più giorni, oppure in un solo periodo del mese. Ma il decreto ufficiale dell’otto gennaio 2020 stabilisce che sono esonerati dai lavori di pubblica utilità gli oltre 65 anni, chi frequenta un corso di studi, chi è disabile o si prende cura di un minore o di un disabile.

Nel decreto si evidenzia come i lavori di pubblica utilità non sono da considerarsi delle attività in sostituzione del personale dipendente dell’ente pubblico o di qualsiasi altro ente, pertanto non possono sostituire lavoratori dipendenti assenti o sopperire a mancanze di organico aziendale, e soprattutto non possono essere impiegati in lavori e opere pubbliche date in appalto dal comune.

Quindi è arrivato il momento per i beneficiari del reddito di cittadinanza che in questo periodo organizzativo non abbiano ricevuto nessuna proposta lavorativa, o che sono ancora alla ricerca di un’occupazione di mettersi a disposizione di aziende o enti comunali. Ricordando che un eventuale rifiuto prevede la perdita del beneficio del reddito di cittadinanza.

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