Lunedì 24 Febbraio 2020
   
Text Size

SEQUESTRO A COSTA RIPAGNOLA

I sigilli a Costa Ripagnola

Villini al posto dei trulli: la magistratura chiarisca. Intanto è guerra tra Vitto e Lomelo, che prepara un nuovo esposto contro il Comune di Polignano


Venerdì 11 ottobre si pronuncerà il riesame sul parere di via concesso alla ditta privata Serim che intende realizzare un eco-resort sui terreni vista mare di Costa Ripagnola, a nord di Polignano. Ricordiamo che alcuni giorni fa la Procura di Bari ha disposto il sequestro probatorio dell'area a ridosso del mare in zona Costa Ripagnola, dove si trovano i trulli oggetto di recupero da parte della Serim, da trasformare in villini turistici. I magistrati vogliono accertare se l'iter autorizzativo svolto dagli organi competenti, Regione Puglia in primis, sia conforme alla legge. Nel decreto di sequestro i pubblici ministeri, Lino Giorgio Bruno e Baldo Pisani, parlano della necessità di "verificare sull'area quanto indicato nell'istruttoria dei predetti procedimenti".

Quindi, quasi certamente sarà valutata l'ammissibilità urbanistica dell'intervento, la verifica complessiva riferita a tutti gli interventi finanziati, degli indici volumetrici, degli standard nonché dell'effettivo fabbisogno di aumentare le capacità turistico-ricettiva di Polignano a Mare. La Serim ha espresso "piena fiducia nella magistratura" e sostiene che sarà accertata "la conformità a legge dell'intervento".

La questione è diventata ormai cavallo di battaglia degli ambientalisti Verdi e dei Pastori della Costa di Conversano.

“Perché – riporta il sito AmbienteAmbienti.it – la vera domanda a cui finora nessuno ha dato una risposta è solo una: Se c’erano e ci sono dei vincoli insormontabili, se c’è la legge, se è impossibile costruire in quell’area, perché gli uffici dei due enti e la politica hanno portato avanti e sostenuto la costruzione del resort?

 

Lomelo contro Vitto

Mimmo Lomelo, polignanese e leader dei Verdi, ex assessore regionale, annuncia l’arrivo di un nuovo esposto. “In Procura – spiega – sono stati molto più celeri del Comune di Polignano al quale abbiamo chiesto, e mai ottenuto, l’accesso agli atti per verificare le carte. La cosa più grave è che il Comune ha fatto scadere anche i trenta giorni secondo cui avrebbe almeno dovuto rispondere. Abbiamo presentato un esposto-denuncia contro ignoti, rilevando una serie di procedure non corrette. I due magistrati del pool dei reati ambientali, Lino Giorgio Bruno e Baldo Pisani, hanno riscontrato i reati di abuso d’ufficio e violazioni edilizie. Siamo molto fiduciosi che si possa arrivare a stoppare definitivamente e ad annullare quell’autorizzazione viziata da alcuni difetti, come per esempio l’accatastamento di quattro trulli come villini”.

 

Costa sud dimenticata

Lomelo è stato anche vicesindaco e braccio destro del primo cittadino di Polignano Domenico Vitto durante il suo primo mandato. Oggi contesta la posizione di Vitto, in contrasto rispetto a quella del governatore di Puglia Michele Emiliano. Lomelo, tra l’altro, invita ad accendere i riflettori sul tratto di costa sud, compreso tra Port’Alga e Torre Incina, di notevole interesse storico e paesaggistico, lungo la costa dove in passato si voleva realizzare un campo da golf.


Vitto contro Emiliano

Intanto nell’estate appena conclusa abbiamo assistito a un durissimo scontro tra Vitto, appena rieletto al Consiglio Metropolitano di Bari, e il presidente Emiliano.

Il sindaco di Polignano non accolse di buon grado le 17 pagine di relazione in merito al progetto di riqualificazione e valorizzazione di Costa Ripagnola, firmate da Barbara Valenzano, direttore del Dipartimento mobilità, opere pubbliche e paesaggio della Regione Puglia. Nero su bianco si evidenziavano le criticità del progetto di resort sotto il profilo ambientale, paesaggistico, urbanistico.

Michele Emiliano ha già chiarito che, rispetto a un complesso residenziale turistico, preferirebbe un’oasi naturalistica. I pastori della costa vorrebbero un parco naturale protetto, così come fu istituito dalla Regione Puglia e mai reso concreto, simile al parco delle Cinque Terre.


Vitto accusa Lomelo di incoerenza

Vitto ha affidato alla Gazzetta del Mezzogiorno le sue critiche a coloro i quali si oppongono al resort. “Il parco non si fa in un ufficio, bisogna capire come perimetrarlo. Noi abbiamo lottizzazioni già approvate e qualcuno ha in mente di fare un parco per l’intero territorio, ci lasciano libero solo il centro abitato. Noi siamo a favore del parco che sia però occasione di sviluppo non un blocco”.

“Tutto ha inizio nel 1997 quando il commissario ad acta adotta il Piano regolatore generale della città. Al Prg giungono 122 osservazioni. La Regione recepisce gran parte delle osservazioni e approva il Prg nel 2003” - ricorda Vitto. E accusa chi si oppone al progetto. “Oggi, l’ex assessore regionale, Mimmo Lomelo dei Verdi, che sedeva a quei tavoli, protesta a difesa dei trulli; all’epoca protocollava le sue osservazioni e nessuna riguardava i trulli. Non si può, in base al momento politico di un individuo, cambiare idea sulle questioni”. Ancora: “Nel 2005 si va in consiglio comunale e si approva definitivamente il Prg all’unanimità: 21 voti favorevoli su 21 presenti. Quindi, per quanto riguarda la questione dei trulli, si è acquisito un diritto. In questa storia la politica non può e non deve entrare. Se la politica interferisse con ciò che è acquisito dal diritto sarebbe un abuso di ufficio e io non l’ho mai fatto” – si difende Vitto.

Resta da capire come il progetto possa aver ottenuto i pareri favorevoli della Soprintendenza in contrasto a quanto poi scritto nella relazione della Valenzano. Lomelo invoca la legge Galasso ed è pronto alla battaglia. Il ministro agli Affari Regionali Francesco Boccia impugna la legge regionale sul turismo rurale che consente interventi rilevanti su immobili vincolati. Farà chiarezza la magistratura. Si spera.

Aggiungi commento

rispettando il regolamento http://regolamento.lavocedelpaese.it/

ULTIMI COMMENTI