Mercoledì 18 Settembre 2019
   
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Ancora un assalto al territorio polignanese

trulli

Nasce una nuova area da ristrutturare ma i presupposti non sembrerebbero buoni

L’Agosto rovente dell’amministrazione porta ancora con se i suoi strascichi, e il riferimento è alle numerosi concessioni che sono state assegnate nel periodo estivo in alcuni punti del paese di massima importanza. C’è un assalto per la conquista del territorio polignanese, soprattutto a quei luoghi che fino a qualche mese fa erano considerati intoccabili e che identificavano la bellezza del territorio.

Dopo i trulli di Costa Ripagnola, c’è un nuovo caso di trulli da ristrutturare. Questa volta ci troviamo proprio al centro del paese, in Via San Vito. Nei pressi di Cala paura. Nel pieno dell’estate è stata rilasciata una concessione da parte della soprintendenza per la realizzazione di un orto botanico e il ripristino del trullo esistente con annessa struttura rimovibile a fine stagione per ospitare un bar con pergolato.

Il suolo appartiene a due società, una di Castellana Grotte e l’altra di Locorotondo che dopo aver studiato bene il territorio e quello che realmente manca, hanno deciso di presentare il progetto di riqualificazione dell’area e ottenuto il consenso della soprintendenza. Tra le priorità imposte dalla massima autorità, c’è la tutela del territorio con piante autoctone e un laghetto, il quale deve essere costruito senza scavare né sopraelevare. Inoltre c’è la possibilità di ricostruire i muretti a secco esistenti utilizzando le pietre esistenti sul territorio.

Il tutto dunque deve essere realizzato “mantenendo integralmente l’originaria morfologia dei luoghi”, scrive la soprintendenza. Dunque, stando a tutte queste prescrizioni possiamo considerare un ottimo intervento conservativo e di sviluppo del territorio mantenendo intatta la sua bellezza. Dobbiamo ricordare che proprio quel terreno ogni anno è terreno di scontro tra chi deve occuparsi della pulizia e chi invece impediva qualsiasi forma di utilizzo. Ora invece qualcosa è cambiato. Di colpo ci sono tutte le autorizzazioni che fanno sicuramente bene a quel tratto di costa, ma come al solito quello che manca è il controllo. Proprio perche tra le prescrizioni della soprintendenza c’è, come abbiamo scritto sopra, “il ripristino dei muretti a secco utilizzando le pietre già esistenti sul territorio”. Questo vuol dire che non c’è l’uso di nuove pietre.

Cosa però, che come documentato dalle foto arrivate in redazione non risulta essere vero. Quindi i “nuovi” proprietari avrebbero violato le prime prescrizioni, e dunque il caso di intervenire il primo possibile prima che si arrivi all’istallazione del pergolato del bar. Noi continueremo a tenervi aggiornati.

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