Lunedì 21 Settembre 2020
   
Text Size

Costa Ripagnola, classico pasticcio all’italiana

costa ripagnola (1)

Intanto la Procura di Bari apre un’inchiesta

Non si placano le polemiche sul progetto Costa ripagnola, dopo il dietrofront del presidente Michele Emiliano nel bloccare le autorizzazioni vigenti, che la stessa Regione Puglia ha concesso e che prevedevano la ristrutturazione dei trulli esistenti trasformandoli in piccole camere turistiche-alberghiere.

Il paese è diviso tra chi vorrebbe dare seguito al progetto, come l’amministrazione Vitto la quale si ritiene esterna alle varie autorizzazioni, vedendo un progressivo rilancio di altre aree del paese. Dall’altra parte invece c’è chi è entusiasta nell’essere riuscito a bloccare l’attuale progetto e a vedere vicina la realizzazione di un parco naturale.

Si è riunito il comitato di “VIA” della Regione Puglia cioe la valutazione di impatto ambientale, lo stesso che solo qualche mese fa aveva concesso le autorizzazioni, per dare corso alle attività di approfondimento già intraprese, con la quale si chiedono specifiche verifiche ambientali, urbanistiche e paesaggistiche sul progetto della Serim nell’area costa Ripagnola.

“Dopo un’attenta analisi – dichiara Barbara Valenzano direttore del dipartimento – si è ritenuto necessario acquisire gli atti dell'intero progetto, oggetto di istanza di finanziamento, le valutazioni ambientali di Arpa Puglia, il parere relativo alla conformità urbanistica dell'intervento, e quanto necessario ai fini dell'attuazione della legge regionale 19 del 1997, con cui la Regione identificava una serie di aree destinate a parchi, tra le quali era compresa anche quella di Costa Ripagnola. Gli esperti del Comitato – conclude la direttrice - hanno stilato una dettagliata relazione in cui già si delineano i presupposti per un riesame. I primi di settembre il Comitato Via tornerà a riunirsi per la chiusura della fase istruttoria".

costa ripagnola (2)

Dunque, il parco approvato dalla Regione Puglia nel 2005 prevedeva la realizzazione delle aree in alcuni punti del paese,(Foto 1). E le aree identificate riguardano tutta la zona costiera a Nord di Polignano, Ripagnola per poi saltare completamente il centro abitato e ripartire a sud del paese fino alla località di Pozzovivo.

Diversa invece è la visione che ha proposto il presidente della Regione Puglia Michele Emiliano (Foto2), con la quale si vede chiaramente che l’estensione del parco è di tutta la fascia costiera, evitando solo ed esclusivamente il centro storico, per giungere fino a Cala Incina per il territorio di Polignano e proseguire fino alle porte di Monopoli in direzione del depuratore.

Dopo la lotta intrapresa da l’associazione di Conversano “I pastori della costa” è nata l’associazione di Polignano “Si parco-no pacco”, e secondo i ben informati ci sarebbe in progetto la nascita di un’altra associazione sempre a tutela del territorio.

Fondamentalmente le idee non sono diverse, nel senso che tutti sono d’accordo per l’istituzione di un parco naturale nella zona di Costa Ripagnola, la divergenza di vedute invece cambia dopo la forzatura del presidente Michele Emiliano di voler istituire il parco naturale per 12 km di costa. Quindi sarebbe un’estensione per tutto il territorio di Polignano che provocherebbe il blocco totale del paese.

Una delle attività che verrebbe bloccato è proprio il tanto atteso piano delle coste. Dal palazzo di città ci fanno sapere che il piano delle coste è pronto per essere portato in consiglio comunale per l’approvazione e che il crono programma amministrativo lo vedeva all’ordine del giorno del consiglio comunale di settembre.

Dunque tutto da rivedere. Con la mossa di Michele Emiliano si procederà ad un taglio definitivo del paese per la crescita turistica. Niente più bandi per creare spiagge attrezzate, niente più pedane in legno sulla roccia per poter lasciare la facile fruibilità della costa.

Il piano coste, come sostiene la stessa Regione Puglia guidata da Michele Emiliano recita “Il Piano Regionale delle Coste (PRC) è lo strumento che disciplina l'utilizzo delle aree del Demanio Marittimo, con le finalità di garantire il corretto equilibrio fra la salvaguardia degli aspetti ambientali e paesaggistici del litorale pugliese, la libera fruizione e lo sviluppo delle attività turistico ricreative. Nel più generale modello di gestione integrata della costa, esso persegue l'obiettivo imprescindibile dello sviluppo economico e sociale delle aree costiere attraverso criteri di eco - compatibilità e di rispetto dei processi naturali.”

Ora è la Procura di Bari che vuole vederci chiaro. Infatti è stata aperta un’inchiesta per capire realmente cosa è successo e quali sono le autorizzazioni in possesso. Attraverso i carabinieri forestali si vuole accertare la correttezza del procedimento, attraverso l’acquisizione dei documenti autorizzativi. La Procura infatti, ha aperto un fascicolo dopo l’esposto presentato dalle associazioni ambientaliste che facevano notare delle anomalie tra il progetto presentato e le autorizzazioni rilasciate dagli uffici regionali.

costa ripagnola (1)

Aggiungi commento

rispettando il regolamento http://regolamento.lavocedelpaese.it/

ULTIMI COMMENTI