ANTENNA SAN GIOVANNI RISCHIA RIMOZIONE: INCHIESTA

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NON C'E' ALCUN ALLARME O PERICOLO DA INQUINAMENTO ELETTROMAGNETICO

Il piano di Fantasia è uno dei migliori ma il comune non ha dato un seguito. Mancano Forum e monitoraggio.

Maria Centrone: "L'antenna rischia la rimozione".

Cerchiamo di fare un po’ di chiarezza sulla questione dell’antenna impiantata nell’area Agip in contrada San Giovanni. Due giorni prima del consiglio comunale di ieri sera, (dove tra l'altro consiglieri e sindaco ci sono apparsi piuttosto impreparati in materia) lunedì scorso abbiamo fatto quadrato attorno alla vicenda e raccolto documentazioni ufficiali.

A POLIGNANO I VALORI PIU' BASSI DI ESPOSIZIONE - Abbiamo consultato il Piano di Zonizzazione Elettromagnetica (PZE) redatto nel novembre 2006 dal Dott. Ing. Pasquale Fantasia. Da un’attenta lettura del documento si evince che l’Italia è il paese con i valori di attenzione di Campo Elettrico più cautelativi al mondo, dove la soglia è fissata a un’intensità di frequenza di 20 V/m (volt metro). Questo vale tanto più per Polignano dove i valori sono stati volutamente conservati ben al di sotto della soglia di 6 V/m validi sul territorio nazionale, parliamo di valori fermi a 2 V/m.

Vorremmo quindi, prima di addentrarci nella questione specifica di San Giovanni, tranquillizzare tutti i cittadini perché dal colloquio da noi tenuto con Pasquale Fantasia, sicuramente una voce autorevole in materia d’inquinamento da campi elettromagnetici (ha curato il monitoraggio anche di Polignano) viene fuori un quadro rassicurante. Quindi nessun allarmismo da parte dei residenti di San Giovanni, o dagli abitanti di Polignano che non sono esposti a nessun tipo di rischio.

Nel caso dell’impianto nella stazione Agip, bisogna tuttavia sottolineare che si è andati in deroga al Piano di Zonizzazione Elettromagnetica, che non è invece derogabile (a pag.6 del piano, disponibile sul sito del comune di Polignano, possiamo leggere che “numerose sentenze dei Tar regionali confortano la tesi dell’inderogabilità di regolamento comunale e PZE”). I criteri di localizzazione prevedono infatti che abbiano precedenza “le aree incluse nel demanio Comunale; in caso contrario ricorso allo strumento dell’esproprio/acquisizione bonaria al patrimonio comunale”.

Il gestore, con l’intento di fornire copertura in quel tratto di statale16, deve far richiesta per l’impianto dell’antenna a chi di competenza - Ufficio Tecnico Comunale - e solo in caso di mancata risposta entro 30 giorni può andare avanti da solo nell’individuazione del sito.

IL CASO ANTENNA SAN GIOVANNI - Invece, in questo caso, sembra che il gestore abbia direttamente espresso antenna_san_giovanni_2preferenza indicando il sito e chi di competenza ha approvato. A questo punto il dirigente Maria Centrone ha fatto presente che vi era un piano da rispettare, e delle zone già individuate.

La stessa Dott.ssa Centrone ci ha riferito di aver subito scritto al Sindaco, all’Assessore all’Urbanistica e al Dirigente dell’UTC specificando che “è stata rilasciata  dall’UTC l’autorizzazione  all’installazione senza informare questo ufficio, senza espletare alcuno degli approfondimenti evidenziati dal suddetto professionista (Dott. Ing. Fantasia n.d.r)”. Il problema è sorto anche perché il sito, individuato dal piano, doveva servire alla copertura della zona porto e zona San Vito, e non era stato pensato per la copertura della statale 16.

L'EQUIVO DEL PARERE DI FANTASIA - Tuttavia, come sottolinea il Dott. Ing. Fantasia “Non è stata fatta una ricerca territoriale al fine di individuare un’alternativa al sito privato, con tutti i vantaggi del pubblico di incassare i proventi dalla allocazione dell’antenna come previsto dal piano”. Si legge nella nota inviata dall’ingegnere in data (29 aprile 2009) su richiesta dell’UTC che il suo parere è favorevole ma solo “una volta esaurita la ricerca territoriale di proprietà nelle disponibilità dell’A.C (aree pubbliche, rotatorie e relitti stradali, etc) della stessa valenza di copertura”. Al contrario di quanto sostiene  l’ing. Stama nelle dichiarazioni rilasciate al settimanale Fax (26 settembre 2009, pag. 25), sul quale si legge: “sull’installazione dell’antenna nell’area Agip di San Giovanni esiste il parere favorevole proprio di chi ha fatto il Piano delle antenne” il parere dell’Ing. Fantasia era infatti positivo ma a patto che venisse rispettato il regolamento.

IL COMUNE NON DA UN SEGUITO AL PIANO - Alla luce di tutto questo, se c’è qualcosa per cui sia giusto che la cittadinanza insorga si tratta del mancato rispetto delle regole che il comune si è dato in materia di zonizzazione elettromagnetica, e per il mancato incasso da parte del comune dei proventi che l’allocazione dell’antenna su suolo pubblico avrebbe portato alle casse comunali.

FORUM E MONITORAGGIO - A partire da queste considerazioni, vi è un altro aspetto non indifferente. Il nostro comune si è dotato di un regolamento davvero invidiabile nel 2006, piano a cui però non è seguito come previsto né il monitoraggio delle frequenze delle antenne o di eventuali abusi (cosa che non ci consente di stabilire se nei tre anni trascorsi dall’approvazione siano poi state rispettate tutte le regole), né il forum, come previsto a pagina 10 del regolamento: “Forum consultivo permanente: e la forma assembleare attraverso cui vengono partecipate le informazioni e discusse, cercando di non ricorrere al metodo maggioritario per ottenere la massima condivisione delle scelte; ne fanno parte gli assessori alle politiche ambientali e urbanistica e i rispettivi responsabili di area, l’Arpa Puglia e l’Asl (attraverso i propri rappresentanti), i gestori degli impianti, i comitati cittadini, e le associazioni ambientaliste”.

La stessa Dott.ssa Centrone specifica nella comunicazione succitata che l’autorizzazione è stata rilasciata senza che la localizzazione degli impianti sia stata discussa dal Forum consultivo previsto dal piano. Riassumiamo: a Polignano da quando esiste il PZE nessuno potrà più istallare antenne senza che vengano consultate tutte le categorie contemplate all’interno del forum consultivo e senza che la precedenza venga data a suoli pubblici o espropriati a tal fine. Ma in questo caso qualcosa non ha funzionato.

Per questo forse sarebbe meglio dar seguito a quanto previsto dal PZE sia in materia di consultazione con i cittadini che per quanto concerne il monitoraggio, in questo modo si eviterà in futuro di dover correre ai ripari prendendo provvedimenti e impugnando i regolamenti, che pur ci sono, a giochi già iniziati. Come spesso accade in Italia le leggi esistono già, basta applicarle. (Vigilate gente vigilate!)