Domenica 17 Novembre 2019
   
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Michele Emiliano contro Polignano

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L’istituzione del parco naturale esteso a tutto il territorio polignanese.
Cosa cambierebbe?

Si apre uno scenario preoccupante per Polignano a mare e per il futuro turistico del paese, dopo la conferenza di servizi tenutosi a Bari alla presenza del presidente Michele Emiliano, dei sindaci di Polignano a mare e Monopoli, oltre alle associazioni di categoria e alle associazioni naturalistiche, giungendo alla conclusione che la Regione Puglia torna sui suoi passi, sul progetto di costa Ripagnola, escludendo il progetto turistico-alberghiero e dando il via libera all’iter per l’istituzione di un parco naturale.

Fin qui niente di male, il problema che il presidente vuole allungare l’istituzione del parco da Costa Ripagnola fino a Cala-Incina, dunque per tutto il territorio polignanese e in parte quello Monopolitano.

Un danno incalcolabile per il paese? Questo lo vedremo, nel frattempo il Sindaco Vitto ha fiutato “l’inganno”, e continua inesorabilmente a chiedere tempo al Presidente Emiliano. Il tempo necessario per confrontarsi con il paese, con i cittadini e a chiedere più volte che il parco naturale debba essere una fonte di sviluppo e non un blocco. Essi, quello che Vitto ha fiutato è proprio questo. Il parco naturale per Polignano potrebbe rivelarsi un blocco per il comparto turistico. Si fa presto a capirne il motivo.

Le politiche dell’ambiente e la salvaguardia degli ecosistemi sono tra gli elementi focali sui quali si fondano le attuali competizioni economiche e le sfide sociali. Allo stesso tempo, la valorizzazione del capitale umano, trasversale al percorso di tutela ambientale e di crescita in genere, è divenuto l’elemento qualificante delle strategie partecipate di pianificazione e sviluppo del territorio.

Secondo la legge regionale con la quale si istituivano delle aree naturali protette (L.R.19/1997) ha individuato l’obiettivo prioritario dell’intervento, consolidare l’integrazione, a livello regionale e territoriale, delle politiche e delle azioni di pianificazione e di gestione delle risorse naturali; promuovere collaborazioni e sinergie, a livello regionale e territoriale.

L’impianto del sistema prevede, inoltre, che i progetti e le azioni regionali e locali di informazione, educazione e formazione si muovano in sinergia con la politica di tutela e di valorizzazione del patrimonio naturale pugliese, la frammentarietà delle azioni e l’assenza di coordinamento tra i diversi soggetti interessati sono tra i principali ostacoli all’attuazione delle finalità di tutela del territorio producendo sovrapposizione, sprechi, scarsa incisività degli interventi messi in campo con effetti sfavorevoli soprattutto a danno delle aree naturali protette.

Il vincolo paesaggistico, che è alla base della formazione di un parco naturale, costituisce la conseguenza di un procedimento amministrativo caratterizzato da una fortissima presenza dello strumento. Vincolo che di conseguenza potrebbe bloccare altre aree del paese che da anni sono in attesa di un segnale, ma che nel frattempo sono considerate a tutti gli effetti aree turistico-alberghiere.

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