Martedì 15 Ottobre 2019
   
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Il pasticcio di Costa Ripagnola

vitto e emiliano

La Regione pronta a ritirare le concessioni. Il privato vuole vederci chiaro

La frittata è fatta. Più volte il presidente della regione Puglia Michele Emiliano ha lasciato dichiarazioni contrastanti sul nuovo progetto approvato dalla Regione Puglia su costa Ripagnola.

Sarà l’effetto “elezioni regionali 2020” ma il Presidente ha voluto rivedere il progetto e le autorizzazioni rilasciate dagli uffici per il progetto turistico-alberghiero sulla costa che collega Polignano a mare a Mola di Bari, meglio conosciuta come parco dei trulli. E proprio quei trulli sono stati la minaccia che ha fatto scoppiare la bomba. Per la regione Puglia quei trulli possono diventare delle camere turistiche, dello stesso parere anche L’amministrazione Vitto che durante una conferenza stampa legge quello che prevede il piano regolatore, e quindi nulla di sconcertante.

Emiliano invece ha sposato la battaglia intrapresa dall’associazione “i pastori della costa” che in quel tratto vorrebbero un parco naturale.

Sarebbe il diciannovesimo in Puglia, Il parco naturale è un’area che viene protetta attraverso l’applicazione di leggi statali o regionali. La finalità di tali leggi è di conservare il più a lungo possibile e al meglio possibile le caratteristiche del paesaggio, le risorse naturali e la biodiversità presenti nell’area che ricade sotto la legislazione dei parchi.

Sono numerosi i parchi salvaguardati istituiti dagli Anni Novanta in poi e chi volesse trascorrere una vacanza all’insegna della Natura, quindi, avrebbe solo l’imbarazzo della scelta. Le zone protette sono pari a circa il 7% del territorio e comprendono due Parchi Nazionali, due parchi regionali, aree marine protette e diverse riserve naturali.

Dunque per Emiliano la strada da intraprendere è questa ed è gia pronto a dare il via per l’iter autorizzativo e che nel giro di sei mesi potrebbe diventare rrealtà, non è dello stesso parere Domenico Vitto che chiede più tempo, soprattutto per rendere partecipe la cittadinanza, e insiste sul considerare il parco una risorsa e non un ostacolo per lo sviluppo del paese.

Nel frattempo però la proprietà rimane in silenzio, ha acquisito tutte le documentazioni necessarie per l’istituzione del parco ed è pronta a ricorrere a qualsiasi mezzo per veder tutelata la propria proprietà e le autorizzazioni gia in possesso e che la regione ha rilasciato.

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