TRICOM VINCE A META' ORDINANZA DEL CONSIGLIO: ESCLUSIVO

TRICOM

Il Consiglio di Stato ha accolto il ricorso della Tri.Com contro il Comune di Polignano a Mare rappresentato e difeso dall’avv. Pappalepore, a seguito dell’esame degli atti dell’11 settembre scorso nella quinta sezione di Roma.

VITTORIA A META’. PER IL COMUNE NON CAMBIA NULLA - Un altro colpo di scena, il secondo di fila, ma di fatto una vittoria a metà per la Tri.com, teorica, che non cambia le cose: il Comune continuerà a gestire i tributi e resterà titolare della banca dati sequestrata dal pm Rossi (già nelle mani di dirigente Paladino e dell’assessore Matteo Colella per la riscossione della TARSU che i polignanesi pagheranno entro dicembre e per la quale riceveranno i bollettini a casa).

MAGGIO 2009 - Andiamo per ordine. Con la precedente ordinanza n. 2549 del 19 maggio 2009, con la quale era stato accolto il primo ricorso del Centro Tricom s.p.a., il giudice aveva sospeso il provvedimento di autotutela adottato dall’amministrazione comunale. Gli stessi uffici comunali avevano ammesso “di non poter garantire la gestione diretta dei tributi comunali” e che, contraddittoriamente, era stato successivamente affidata l’attività di front-office.

11 SETTEMBRE 2009 - L’ordinanza di venerdì 11 settembre resa dal Consiglio di Stato su ricorso per ottemperanza proposto dalla Tri.Com, per l’esecuzione della precedente ordinanza dello stesso Consiglio di Stato, non sposta di una virgola lo “stato dell’arte” della questione sull’accertamento e la riscossione dei tributi del comune di Polignano.

Difatti, a seguito dell’avvio delle indagini penali da parte della Procura e del pm Rossi, in particolare, al provvedimento di sequestro con il quale è stato anche nominato custode giudiziale lo stesso comune di Polignano, l’ordinanza in questione stabilisce che la gestione del servizio oggetto del ricorso venga svolta dal custode giudiziario (ovvero, il Comune), dal momento che l’ordinanza resa dal giudice amministrativo non può in alcun modo intaccare quanto disposto dal giudice penale.

LA GESTIONE DEI TRIBUTI RESTA AL COMUNE - In conclusione, sebbene il collegio abbia accolto la domanda cautelare della Tri.Com, in attesa della decisione nel merito da adottarsi con sentenza, la gestione del servizio continuerà a essere svolta dal comune.

Peraltro, è appena il caso di sottolineare che, nel decidere il merito del ricorso, il giudice amministrativo (come già rilevato nella precedente ordinanza), non potrà che prendere atto della propria incompetenza, in quanto (relativamente alle richieste della Tri.Com) si tratta di materia che la legge attribuisce alla competenza del tribunale ordinario e non di TAR e Consiglio di Stato e che il comune, in qualità di custode giudiziario, non potrebbe in alcun modo consentire l’utilizzo della banca dati-anagrafe tributaria al soggetto nei cui confronti è stato operato il sequestro penale (cioè, la Tri.Com).

LE CONTRADDIZIONI DEL CASO - C'è un'evidente contraddizione di fondo sul caso Tri.Com. Da un lato la società di riscossione tributi batte cassa (ricordiamo che deve al comune di Polignano ancora 250mila euro) dall'altro c'è una nota scritta e inviata a Palazzo da Patrizia Saggese, presidente del cda della Tributi Italia tramite la quale si tenta, con le carte bollate, di riappacificare le relazioni tra ente e azienda. Quale futuro tra il comune e la Tributi Italia?

LEGGI L'ORDINANZA INTEGRALE DEL CONSIGLIO DI STATO

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