Sabato 25 Maggio 2019
   
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Strisce blu: il comune incassa 172mila euro

strisce blu

E’ cambiata da un anno la gestione delle aree dei parcheggi comunali in paese. A giugno 2018 è subentrata la Gestopark , vincitrice del bando di gestione indetto dall’amministrazione Vitto e che ha dovuto rivedere tutte le aree in concessione alla ditta precedente, re-installare le nuove colonnine per la riscossione e rilascio del tagliando, oltre a rendere visibili i colori delle strisce blu a pagamento. Per tanto sono state riviste nuove aree e rese a pagamento, come ad esempio l’area retrostante il campo sportivo resa disponibile per far parcheggiare i bus turistici, cosi da evitare ingorghi in centro.

Altro punto fondamentale inserito nel bando di concessione era la pulizia delle aree a parcheggio. O meglio, il vincitore del bando si impegnava a sistemare e a tenere in maniera decorosa l’area, cosa riuscita abbastanza bene lo scorso anno, ma forse un maggiore controllo avrebbe evitato di mostrare un biglietto da visita non proprio all’altezza del paese.

La ditta ora fungerà anche da “agente contabile” e sarà tenuta a produrre al Comune il conto annuale della gestione, che per l’anno 2018 il totale degli incassi dei parcheggi a pagamento è di circa 618mila euro, mentre l’importo di competenza e riversato dalla GESTOPARK al Comune di Polignano sempre per lo stesso anno è di circa 172mila euro.

Dunque con dei calcoli alla mano viene fuori che del totale introito il comune incasserebbe circa il 34%. Niente male potremmo dire, considerando che a carico dell’azienda ci sarebbe il servizio di manutenzione e pulizia delle aree, oltre a provvedere all’assunzione del personale per il servizio di controllo del ticket.

Il problema è ora capire dove sono destinati i 172mila euro rimasti nelle casse del comune, ma c’è di più. Le riscossioni vengono infatti affidate al gestore del servizio, che è dovrebbe essere controllata dal Comune. Secondo il nuovo codice della strada, che stabilisce la destinazione delle somme incassate, a oggi vincolati a interventi legati alla garanzia della sicurezza stradale.

Insomma, se prima i soldi riscossi con le contravvenzioni dovevano essere utilizzati per interventi di miglioramento delle infrastrutture stradali, per il pagamento dell’assistenza e previdenza della Polizia di Stato, al Ministero dell’Istruzione per le campagne sull’educazione stradale e per altre finalità simili, ora diventano “normale profitto” delle società che gestiscono il servizio e i comuni, che le controllano possono usarli come vogliono.

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