Lunedì 24 Febbraio 2020
   
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Xylella fastidiosa, primo incontro con il prof. Bucci

incontro xylella (2)

Si moltiplicano gli incontri sul grave problema della Xylella fastidiosa, divenuto ormai un problema urgente a cui porre il prima possibile rimedio.

Era presente l’onorevole Giuseppe L’Abbate all’incontro di domenica scorsa presso il comando dei vigili urbani. Proprio durante il suo discorso è venuta fuori la richiesta di un accordo, consorzio o unione, usate pure il termine che volete affinché tutti gli enti facciano squadra in un'unica direzione. Debellare la xylella, che è riuscita a mettere in ginocchio un intero comparto economico come quello dell’agricoltura. Un ufficio specializzato che dia risposte concrete e uguali a tutti i cittadini che vogliono informazioni, anche perche questo non è un problema solo dell’agricoltore che vive dall’olio, ma è un problema che attanaglia tutti, anche chi coltiva l’ulivo per estrarre l’olio per se e la propria famiglia.

incontro xylella (1)

Parole che hanno un certo effetto se consideriamo che proprio Polignano ormai da anni non ha un assessore all’agricoltura. In un momento in cui si registra un aumento crescente della richiesta dell’olio extra vergine, si registrano circa 400 frantoi chiusi in Puglia con altrettanti aziende olivicole senza alberi da cui attingere.

All’incontro era presente anche la parte scientifica, il dott. Bucci, colui che ha ricevuto un finanziamento dalla Regione Puglia affinché portasse avanti gli studi per debellare la xylella. Un problema che avanti dal 2013 e che solo ora si sta prestando l’attenzione che merita. Nel frattempo però in Salento la Xylella fastidiosa ha distrutto l’agricoltura olivicola.

Sette lavori sperimentali in tre diverse riviste, da parte di 6 gruppi di ricerca diversi in altrettante istituzioni scientifiche, che in tre nazioni lontanissime trovano la stessa sottospecie di Xylella fastidiosa sugli ulivi che mostrano sintomi di disseccamento rapido.

I dati su 100 ulivi, che già dal 2014 mostravano negli ulivi salentini la forte correlazione tra batterio e sintomi negli ulivi salentini, confermati pur se su piccola scala persino dai periti nominati dalla procura di Lecce e poi dai ricercatori del Salento con la loro osservazione del progredire dei sintomi su 48 ulivi infetti e l’assenza di sintomi su 48 ulivi non infetti; infine un lavoro pubblicato su una rivista del gruppo Nature, che giunge a dimostrare inequivocabilmente che la correlazione tra infezione e patologia ha un valore causale, lavoro che è arrivato “solo” alla fine del 2017 per la semplice ragione che per gli esperimenti di patogenesi sono necessari anni, per non parlare del tempo necessario a passare la peerreview e a pubblicare quei dati.

Il campionamento a tappeto di una malattia che si diffonde a macchia di leopardo di per sé non produrrà mai percentuali alte di ulivi infetti, finché la zona non sia molto compromessa; non è questo il caso della zona di contenimento, che come si sa è di più recente colonizzazione, e tantomeno delle zone cuscinetto e indenne, che in teoria dovrebbero essere prive di focolai.

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