Domenica 17 Febbraio 2019
   
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Il grido di aiuto di Tuccino: “Sono pronto all’eutanasia”

pasquale tuccino centrone

Disabili gravi, la Regione non eroga gli assegni di cura da sei mesi

Torna sul piede di guerra il Comitato 16 novembre, la onlus che si occupa dei disabili gravissimi, pronta nuovamente a scendere in piazza per veder erogati gli assegni di cura per 2300 persone che oggi più che mai ne hanno bisogno.

comitato 16 novembre

Un problema questo che torna prepotentemente alla ribalta della cronaca, ma a quanto pare, le carenze del settore welfare della regione puglia, sono diventate vere e proprie scuse. Era stato promesso che con l’inizio del nuovo anno tutti i problemi, in riferimento agli assegni di cura per i pazienti colpiti da problemi gravi, quali appunto la SLA avrebbero avuto la normale erogazione in tempi stabili e senza alcun problema. Ma in realtà non è cosi.

Sono passati ormai due mesi, dalla chiusura del bando per la misura di sostegno sociale, spiega il presidente del Comitato Mariangela Lamanna, e passati 6 mesi dall’erogazione dell’ultima tranche agli aventi diritto, ma la situazione dell’assegno di cura in puglia è ancora nella situazione di partenza.

Secondo alcune indiscrezioni, sembrerebbe che il motivo di tale ritardo riguarderebbe l’apertura dei termini del bando per accedere all’assegno di cura aperto a chiunque volesse presentare domanda. Quindi, senza nessun criterio accettabile. Questa decisione ha portato alla presentazione di 15mila domande di accesso agli assegni di cura, con un fabbisogno pari a 25 milioni di euro. Praticamente difficilissimo soddisfare tutti, sia in termini economici che per tempi tecnici necessari ad esaminare tutte le domande presentate.

Nonostante gli appelli e le manifestazioni per velocizzare la lavorazione, ad oggi non c’è nessun data certo e neanche una previsione dei tempi per l’erogazione degli assegni agli aventi diritto. Mentre il Comitato 16 novembre è pronto a scendere in piazza per far valere i propri diritti, l’imprenditore Polignanese Pasquale Tuccino manda una provocazione diretta, attraverso la sua pagina face book al presidente della Regione Puglia Michele Emiliano e alla Signora Anna Maria Candela del welfare Regione Puglia.

“Se entro breve tempo non ripristinate i pagamenti, io mi sacrifico ad andare in Svizzera per effettuare l' eutanasia e mi accompagnerete voi due, come fece Marco Cappato per dj Fabo. Voi di contro rinuncerete a candidarvi alle prossime regionali.”

 

La nuova promessa: a febbraio arrivano le prime liquidazioni

Il Welfare pugliese ha fatto pervenire una sintesi dello stato dei lavori, relativi alle misure di sostegno sociale programmate per l'anno 2018-2019.

“Le domande pervenute attraverso la piattaforma telematica: sono 14.789 contro le 15mila da noi stimate”. Come volevasi dimostrare, non blindando il bando all'origine, hanno presentato domanda tutti coloro in possesso del requisito dell'indennità di accompagnamento, elemento sicuramente necessario ma insufficiente per la corresponsione del contributo, se non legato ad una gravissima patologia.

Le domande, ci comunicano dal Welfare, sono già state tutte regolamentate in ordine decrescente del punteggio ma, al momento, se ci si collega alla propria domanda, di questo punteggio non vi è alcuna traccia. C’è soddisfazione per l'aumento di 10 milioni di euro così come proposto dal Comitato 16 novembre, consentendo l'ampliamento della platea dei beneficiari che passa da 2314 a 3.240 unità.

Il Welfare comunica che le Asl stanno lavorando e che, a partire da febbraio 2019 cominceranno le liquidazioni per i primi ammessi al beneficio cumulato per il periodo luglio- dicembre 2018 ed entro marzo, ci sarà il completamento delle valutazioni sanitarie e l'ammissione al beneficio fino al massimo consentito.

Ancora, aggiunge il Welfare, là dove fosse possibile, gli esclusi dal beneficio per difetto dei requisiti di accesso o per mancanza di fondi, saranno contattati per essere dirottati verso altre forme di sostegno, quali reddito di dignità o reddito di cittadinanza.

Per quanto riguarda quest'ultima forma di sostegno, tuttavia, è bene rilevare che il reddito di cittadinanza viene corrisposto a patto che si accetti un lavoro a 100 km di distanza dalla propria residenza per il primo anno, 250 per il secondo e ovunque per il terzo. Se pensiamo ad una madre sola, con un ragazzo gravemente disabile, ci risulta difficile pensare che possa armarsi di bagagli e coraggio ed andare a lavorare ad almeno 100km di distanza.

“Per tale motivo - dichiara l’associazione Comitato 16 novembre - continuiamo a chiedere risorse aggiuntive e rinnoviamo, ancora una volta, l'invito a destinare l'intera quota dell'FNA 2019 sugli assegni di cura per raggiungere quante più persone possibile. Continueremo a monitorare la situazione affinché i tempi prospettati dal Welfare con la comunicazione ufficiale del 21 gennaio, vengano rispettati”.

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