Giovedì 17 Ottobre 2019
   
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Polignano ieri, oggi e domani. Intervista al Direttore de L'Informatore, Vito Scisci

Vito Scisci e Nicola Teofilo

Intervista pubblicata su La Voce del Paese


IL MIRACOLO DE L’INFORMATORE

Intervista al Direttore Vito Scisci. La politica, l’attualità, la storia.
Polignano 36 anni fa, e ai giorni nostri

 

La classe politica ha un maledetto vizio che è quello di non riconoscere i meriti altrui. E c’è un giornalista, residente a Polignano, cui vanno dei meriti che la politica locale dovrebbe riconoscergli. Già vice presidente dell’Ordine dei Giornalisti di Puglia per sei anni, e per sette anni consigliere nazionale dello stesso Ordine, Vito Scisci trentasei anni fa ha dato vita a un vero e proprio miracolo nel panorama dell’informazione locale: ha messo in connessione tra loro dei comuni vicini che vivevano egoisticamente come dei satelliti, come dei monoliti, dei mondi a sé. Con il mensile L’Informatore ha fatto scuola. È stato il primo caso di informazione al servizio delle comunità, un progetto intercomunale che ha rivoluzionato il modo di fare informazione locale.
Noi gliene siamo riconoscenti con questa lunga intervista confessione, con un tuffo nel passato e nel futuro del nostro territorio a Sud Est di Bari. Una riflessione sul giornalismo di casa nostra.

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LA MISSION DEL GIORNALE L’INFORMATORE

“L’Informatore – ricorda il direttore – ha sempre guardato l’aspetto positivo delle cose, criticandole. È facile dire che tutto fa schifo senza mai proporre una alternativa. La mission del giornale è stata quella di proporre un consorzio intercomunale che ha ispirato negli anni alcuni temi fondamentali quali la sanità, la scuola, la gestione delle mense scolastiche, la politica. Era un giornale locale, con un’espressione interlocale. Ho cercato di far crescere prima fra tutti il lettore poi tutti gli altri, politici inclusi”.

Trentasei anni fa non c’erano i cellulari o gli smartphone. Ciascun comune coltivava il proprio orticello. Poi arrivò L’Informatore, un periodico di approfondimento sui temi della vita pubblica. Si poteva scoprire così che, ad esempio, in comuni come a Conversano e Putignano, la mensa scolastica costava meno che a Polignano o a Monopoli. Il lettore poteva interrogarsi, il politico poteva agire anche sotto la spinta dei cittadini.
“Ricordo che prima di allora si usciva dal territorio solo quando c’era la festa patronale o il mercato settimanale. La distanza più grande che notavo – osserva Scisci – era tra Castellana e Putignano che sono vicinissime territorialmente ma erano distanti tanto tanto. Erano lontanissime di mentalità, modo di fare, pensare, gestire”.

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A CHI DOBBIAMO I MERITI PER POLIGNANO?

Quale paese le ha dato più soddisfazioni?

“Sicuramente Polignano e Monopoli. Polignano ha avuto per tanti anni solo una cultura contadina mentre Monopoli coltivava già una vocazione turistica. Ricordo con immenso affetto l’allora assessore al Bilancio di Polignano, Battista Lamanna. Mi chiese di scrivere dei comunicati stampa del cartellone estivo che consegnavamo a mano con un vigile urbano in giro alle tante radio libere e private che erano presenti nel circondario ma anche ai pochi giornali della provincia. I risultati che oggi raccoglie Polignano li dobbiamo riconoscere a due grandi amministratori, in primis Angelo Bovino e poi Simone Di Giorgio. Vitto, di cui non nego le capacità, sta raccogliendo più di loro i frutti. A Bovino suggerii, per chiudere in bellezza il suo mandato, di conferire la cittadinanza onoraria a Checco Zalone dopo aver investito su Domenico Modugno. Non lo fece, non ho mai capito perché: non gli piaceva l’idea o non ne ha avuto il tempo per condividerla con la sua maggioranza”.

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UNA FORTUNA PER POLIGNANO

C’è molta casualità nel successo di Polignano?

“Quando riferisco che vivo a Polignano sembra che dica di vivere a Capri, Ischia, Montecarlo, tutti sanno e quasi tutti ci sono stati. Questo naturalmente è positivo. Però c’è stata poca programmazione e tanta casualità, fortuna e una serie di concause, non vere e proprie strategie politiche”.

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POLIGNANO 30 ANNI FA

Com’era Polignano trent’anni fa?

“Era il paese di ‘zappatori’ si diceva, gran lavoratori per carità. Ma se volevi vendere il giornale, dovevi parlare di patate e di campagna. Non di turismo. E lo facevamo con Fabio Pedote e Mimmo De Russis, che sono stati i primi due corrispondenti da Polignano. A Monopoli dovevi parlare di turismo. Ricordo che sfruttai per primo l’immagine di Lama Monachile quando preparai il manifesto elettorale del farmacista Corrado Solimini, candidato al comune. Ho puntato molto sulle bellezze di Lama Monachile e della costa facendola scoprire al territorio. Altro che turismo, all’epoca c’era solo un movimento di gente che da Conversano, Castellana e Bari veniva a mangiare il gelato dal bar Turismo, Campanella e Vito Calogero”.

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IL SUCCESSO DEL GIORNALE

Quando si è accorto del ruolo che aveva il giornale sul territorio?

“Nel 1984 mi chiamò un giovane Giovanni Copertino, sindaco di Monopoli, e mi chiese di preparare uno speciale europee per dar voce ad un candidato di Giuliano in Campania, certo Antonio Iodice. Prese un botto di voti grazie al giornale e grazie al fatto che la gente non sapesse chi votare e lo votò. Capì, ancor di più, che il giornale poteva essere uno strumento indispensabile per la crescita del territorio. Il giornale viaggiava da sé con la pubblicità e le vendite, quando diventò a pagamento. Mi sono sempre tenuto lontano dal politico di turno per trovare risorse. Avevo fondato attorno una casa editrice a sostegno dei miei inserzionisti per fare loro comunicazione. Non volevo, e non ne avevo le necessità, fare compromessi, vendermi insomma”.

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CIAO DIRETTORE…

Qual è stato il suo rammarico più grande?

“Sono stato l’amico del buon tempo. Ti considerano finché servi a qualcuno. Fa parte della cultura degli uomini in generale, anche se poi ora ti riconoscono per strada e ti salutano con il classico ‘ciao Direttore’. Mi aspettavo più riconoscenza dalla classe politica e dalla società, perché L’Informatore non solo ha scritto la storia del sud-est barese ma ha partecipato alla sua crescita. È innegabile che sono stato il primo ad avvicinare le culture e le mentalità intercomunali. Ricordo ancora le copertine con i sindaci dei miei comuni che a Natale facevano gli auguri al territorio, non l’ho visto fare da nessun giornale locale. Aggregavo anche in quel modo”.

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L’INFORMAZIONE LOCALE OGGI

E l’informazione locale oggi, come la vede?

“Si è evoluta, ma in negativo. Tantissima informazione è solo il frutto del copia e incolla di comunicati e di fake news. Chiedevo ai miei collaboratore (tantissimi di questi ora dirigono o lavorano per testate di spessore nazionale) di andare per strada a cercare la notizia ed offrire spunti di riflessione per trovare soluzioni, giocare d’anticipo insomma. Gli argomenti li approfondivamo comune per comune, naturalmente per metterli in connessione tra loro”.

Che ne pensa della politica attuale di Polignano?
“Vanta ora ben due deputati in Parlamento, quasi un record, spero incidano e diano lo stesso contributo alla propria città come per esempio hanno dato a Conversano i Di Vagno. i Fantasia, i Mastroleo e gli Stano. Spero lascino un segno del loro passaggio, indipendentemente dalla vocazione politica”.

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UNA PROPOSTA PER POLIGNANO

Una proposta per Polignano…

“Da anni lo propongo: si potrebbe attivare un bando di concorso europeo finalizzato alla commercializzazione e la cessione in esclusiva dell’immagine di Polignano in cambio di un progetto di immagine coordinata per la Città. Sono certissimo che tante aziende farebbero la fila per legare la propria immagine a Polignano. Manca quel progetto di comunicazione per far decollare Polignano. L’ho suggerito al sindaco Vitto ma non sembra abbia recepito il messaggio, forse non gli piace. Per fortuna si è dotato di un ufficio stampa ma consiglio al prescelto di interagire con la stampa locale, non mi sembra che abbia fatto mai una riunione per interfacciarsi con quanti fanno informazione sul territorio. Io non ho partecipato a quel bando perché non sono i curriculum a condizionare la scelta ma le simpatie personali o i debiti da pagare”.

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LA SFIDA PER IL FUTURO DELL’INFORMAZIONE

Le manca un po’ il giornale?

“Certo che sì, ovviamente. Non solo ha scritto la storia del nostro territorio ma ha segnato la mia vita per un terzo di secolo”.

Vuole riprenderlo?

“Troppo complicato ed oneroso per come l’intendo io. Il giornalismo di approfondimento non sempre paga ma è uno strumento di crescita e la carta stampata, che per me è insostituibile come fascino, ormai parte con tanti handicap. Ma la sfida rimane sempre aperta”.

NICOLA TEOFILO

Commenti  

 
#1 V.D. De Crudis 2019-01-20 14:51
Onore al DIRETTORE Vito Scisci!
 

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