Martedì 26 Marzo 2019
   
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In arrivo nuovi aiuti per altre chiese di Polignano

chiesa purgatorio

E’ giunta questa mattina la notizia che a reso i cittadini di Polignano a mare ancora piu contenti. Dopo un accurato sopralluogo da parte della soprintendenza è stato accertato l’urgente ripristino della chiesa del purgatorio e della chiesa di Dell’abbazia di San Vito.

La Chiesa del Purgatorio, in stile barocco, che tuttavia si erge sulle altre costruzioni facendo svettare il suo campanile a vela a due fornici. La chiesa, costruita nelle forme barocche nel 1768, sorge sulla preesistente chiesa di S.Martino che, tra le altre ipotesi, si farebbe risalire al 1528 fatta erigere dai polignanesi scampati alla peste. Non stupisce che adiacente a essa vi fosse il cimitero dove si seppellivano i meno abbienti. A sovvenzionare l'attuale chiesa fu la Confraternita dei Nobili che gestiva il Sacro del Monte del Purgatorio, impegnato ad assistere i poveri. La facciata dell'attuale chiesa è convessa e divisa in due ordini da una trabeazione. Nell'ordine inferiore il portale è sormontato da un architrave timpanato scolpito con teschi, clessidre e ossa incrociate: tutto ricorda il “culto dei morti”, pratica cristiana che rende consapevoli della caducità della vita e prepara a una serena accettazione della morte. Due volute raccordano al primo, il secondo ordine al cui centro si apre una monofora. L'interno è mononavato a croce latina rovesciata, formatasi dalle due cappelle laterali iniziali. I tre altari policromi di fattura napoletana, compreso quello centrale, colorano e riempiono la vista con i tanti ornamenti barocchi. Ad accentuare una diffusa policromia è il pavimento maiolicato su cui spicca un'aquila. Di interesse artistico anche il coro ligneo e l'organo. Sull'altare centrale una tela di Andrea Miglionico raffigura S. Michele e le anime Purganti.

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La chiesetta all’interno dell’abbazia di San Vito ha quasi 1200 anni era annessa ad un convento oggi utilizzato come abitazione. L'edificio ha avuto origine da una cappella dove si custodivano le ossa del santo. Nel VII e VIII secolo il corpo del Martire fu affidato per volontà della principessa di Salerno, Fiorenza, ad un gruppo di monaci basiliani stabiliti nelle grotte sottostanti. Si racconta che la nobildonna fu salvata da San Vito mentre rischiava di annegare nel Sele. Il Santo le chiese di trasferire le sue spoglie e quelle dei precettori Modesto e Crescenza, nel "locus marianus". Fiorenza fece costruire una chiesa nella località dove fu salvata.

Nel 2020 è previsto l’inizio dei lavori di ristrutturazione.

Commenti  

 
#1 mimmo 2018-12-17 07:29
E se qualcuno si fa male prima del 2020?
 

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