Mercoledì 23 Gennaio 2019
   
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San Vito: frazione e Patrono in crisi d’identità

San Vito polignano

Un anno da dimenticare per San Vito.
La festa in sé, il cui confine tra aspetto religioso e aspetto pagano risulta flut­tuante, deve ispirarsi ai valori dell’autenticità e dell’essen­zialità, lasciando ai parroci il difficile compito di educare al senso religioso, foriero di con­tribuiti importanti e imprescin­dibili.

Le feste patronali hanno un altissimo valore simbolico, poiché si collegano ad antichi riti propiziatori e di purificazione legati indis­solubilmente ad antiche cerimonie pagane. Non è un caso, quindi, che molto spesso le feste patronali si svolgano nei periodi a ridosso di importanti avveni­menti legati soprattutto all’agricoltura, come la semi­na dei campi, la raccolta o la vendemmia.

Non possiamo fare a meno di portare alla memoria i tanti segnali che San Vito ha inviato in questo anno, partendo dalla difficoltà di reperire fondi per l’apertura della Chiesa Matrice, ora per fortuna allarme rientrato e lavori iniziati, passando per la crisi economica che ha colpito la festa con la riduzione delle luminarie.

Caso che creo tanto allarmismo tra i cittadini, soprattutto su facebook, un po' meno nelle casse del comitato costretto a fare i salti mortali per garantire una buona festa nonostante l’apporto meno generoso del paese. La scarsità contributiva volontaria da parte di commercianti, imprese e cittadini in genere, i cui bilanci risentono la crisi economica, ed il classico finanziamento solitamente elargito dal Comune portarono alla decisione di effettuare tagli drastici delle voci di spesa e del programma tra luminarie, fuochi d’artificio e bande musicali.
In questo caso fu tempestivo l’intervento dell’amministrazione che intervenne economicamente garantendo e salvando in extremis la Festa.

In successione San Vito ha continuato a mandare i suoi segnali ad un popolo sempre più perso tra i suoi egoisti, incapace di vivere la parola insieme. Una pioggia fitta e costante non ha fatto godere i devoti della classica salita del Santo nel suo altare, e infine la rottura quasi irreparabile dello zatterone che consente la processione in mare.

L’ultimo segnale per chiudere quest’anno non proprio positivo per il nostro Santo patrono è la segnaletica che indica l’ingresso alla frazione di San Vito. Demolita dal vento forte di maestrale. Fermo cosi ormai da settimane. Un ulteriore segno di una mano invisibile che pone l’attenzione su una zona da sempre dimenticata da ogni amministrazione, nonostante sia sempre stato punto di programma in campagna elettorale. Una zona balneare per niente valutata che potrebbe presentarsi come alternativa a tutti quei turisti che preferiscono le spiagge e l’acqua bassa, a rocce ed acqua profonda evitando di farli spostare in paesi limitrofi.

Perché la frazione di San Vito non rientra tra i progetti di un’amministrazione? Il Santo Patrono e una frazione balneare, un binomio che fa venire alla mente di tutti, sentimenti, ricordi e tradizioni, che spingono a rispettare le nostre origini con la consapevolezza di una maggiore condivisione e attenzione al bene comune.

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