IERI SERA DIBATTITO E RIFLESSIONI SU TESTAMENTO BIOLOGICO E FINE VITA. IL DDL ALLA CAMERA.
Alfredo Mantovano: "Sondino è alimentazione artificiale...perchè il biberon cos'è?"
Fabiano Amati: "Il Catechismo della Chiesa Cattolica è contro l'accanimento"
Dibattito delicato e complesso. Il disegno di legge sul testamento biologico e fine vita ha inevitabilmente diviso gli ospiti d’eccezione presenti in aula consiliare, ieri sera, a Polignano, moderati con grande distacco e obiettività da Eugenio Scagliusi, presidente del consiglio comunale. Alfredo Mantovano, sottosegretario al Ministero degli Interni e Fabiano Amati, assessore regionale alle Opere Pubbliche divisi sul tema, lanciato proprio a margine del disegno di legge già votato dal Senato il 26 marzo scorso e che nelle prossime settimane passerà al vaglio della Camera dei Deputati: il 14 settembre è già previsto l’esame delle norme sull’accesso alle cure palliative (progetto n. 624, Binetti e altri).
Le posizioni trasversali e inattese di alcuni esponenti come Gianfranco Fini e la laicità dello stato hanno sollevato non poche polemiche nell’ultimo periodo, appena dopo la morte di Eluana Englaro.
IL QUINTO COMANDAMENTO - Diventa subito oggetto di confronto l’articolo 3, comma 5 a proposito dell’idratazione e alimentazione. Sull’accanimento terapeutico l’assessore regionale fa notare un paradosso: “la cosa più straordinaria è che il mio punto di vista è conforme alla Chiesa Cattolica…”. Spiega Amati che proprio l’articolo 5 del Catechismo, al numero 2278 si esprime sulla volontà e recita così: “L'interruzione di procedure mediche onerose, pericolose, straordinarie o sproporzionate rispetto ai risultati attesi può essere legittima. In tal caso si ha la rinuncia all'«accanimento terapeutico». Non si vuole così procurare la morte: si accetta di non poterla impedire. Le decisioni devono essere prese dal paziente, se ne ha la competenza e la capacità, o, altrimenti, da coloro che ne hanno legalmente il diritto, rispettando sempre la ragionevole volontà e gli interessi legittimi del paziente”. L’assessore parla di “dignità umana” lesa, citando il film Mare Dentro del regista spagnolo Amenabar.
“SONDINO COME BIBERON” - Per Mantovano, al contrario, l’eterna lotta non è tra laici e cattolici, bensì tra “persone informate e non
informate”. Un invito, poi il suo a prendere visione della realtà: “vedendo attraverso l’ecografia, si scopre che quella cosa è qualcuno. Ho bisogno del catechismo per dare risposte a questa domanda?”. Secondo il sottosegretario Eluana Englaro non sarebbe stata sottoposta ad alcun accanimento terapeutico, a differenza di quanto si vorrebbe far credere: “Ha vissuto uno stato di grave disabilità fisica, ma apriva gli occhi al mattino…Per quanto riguarda l’idratazione e l’alimentazione, la modalità dell’assunzione di cibo e acqua è stata certamente artificiale, con il sondino, ma scusate il biberon è una modalità artificiale, si o no?”.
A fine articolo potrete visionare un nostro piccolo contributo video della serata.
Intanto, vorremmo spostare un attimino il dibattito sul piano dell’informazione e dei mass media. Negli ultimi anni di vita di Eluana, raramente i canali di comunicazione (tv, giornali in primis) ci hanno mostrato le immagini di una paziente agonizzante e - stando alle preziose testimonianze di Marinella Chirico, giornalista Rai - devastata dalle piaghe e dal dolore. Gran parte delle foto messe in circolazione ci mostrano Eluana felice e sorridente, scattate molto tempo prima di quel tragico impatto con l’auto che l’ha costretta allo stato vegetativo.
“Eluana Englaro era "irriconoscibile" rispetto alle foto che tutti conoscono e vederla nel letto della casa di riposo La Quiete di Udine è stato devastante”- così in un articolo diffuso da Repubblica e Corriere, la giornalista.
Nella società dell’informazione l’impatto visivo è determinante per la formazione di una opinione pubblica cosciente e adeguatamente informata. Il sospetto che l’essere umano, oggi, voglia “scacciare” la morte, demonizzarla, nasconderla dietro un velo di omertà va oltre la certezza del dubbio. L’immagine della morte è scomoda per la nostra società capitalistica, invasa da valori materiali, dettata solo dalle logiche del consumismo estremo. La morte va stigmatizzata e cancellata dalle menti. Evidentemente siamo davvero così attaccati alla vita materiale, al punto da negare l’evidenza della morte e la dignità umana stessa.
VEDI ANCHE TESTIMONIANZA GIORNALISTA RAI
VEDI DISEGNO DI LEGGE E DIBATTITO AL SENATO
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