Sabato 20 Luglio 2019
   
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IL LUNGOMARE ABBANDONATO

lungomare Polignano (2)

Un ponte, la querelle infinita e un antico frantoio che non viene valorizzato

I partiti del centro destra si uniscono catalizzando le loro attenzioni su un punto molto importante del nostro paese, ovvero il lungomare che collega largo Grotta Ardito allo scoglio dell’Eremita.

lungomare Polignano (1)

La zona è molto suggestiva, concedendo la possibilità di passare da una parte all’altra del paese attraverso una piacevole passeggiata vista mare.

A parlarci del degrado e dell’abbandono che sta interessando la zona sono il consigliere di opposizione Domenico Pellegrini e Nicola Schena coordinatore cittadino di Gioventù Nazionale.

I primi dettagli li affida Pellegrini alla sua pagina Facebook con il quale afferma: “anche questa volta, dopo ripetute e giustificate segnalazioni di scarsa illuminazione (diversi punti luce sono fulminati) del caratteristico ponte che collega i due lungomari, noi di Forza Italia abbiamo deciso di allertare le forze competenti, in questo caso la Polizia Municipale, attraverso un esposto, affinché questi possano a loro volta inoltrare la richiesta di intervento alla ditta competente”.

Quindi anche in questa circostanza è necessario intervenire affinché nel nostro paese tuttofunzioni per il meglio.

 

La querelle infinita del ponte e della proprietà Lamanna

Un altro dettaglio che fa discutere, alludendo sempre all’abbandono e al degrado presente in quella zona, è la presenza di locali dismessi proprio al di sotto del ponte che viene percorso a piedi da cittadini e turisti, luogo spesso di deposito arbitrario di rifiuti.

lungomare Polignano (3)

A questo proposito abbiamo ascoltato il coordinatore cittadino di Gioventù Nazionale per comprendere il suo pensiero a riguardo, il quale ci dice: “parliamo di un punto molto importante per il nostro paese e non è tollerabile continuare ad avere un simile degrado sotto gli occhi di tutti. Potremmo parlare di un fattore puramente estetico, infatti mentre la zona del camminamento è stata riqualificata, il lato monte invece è abbandonato al degrado, questi locali che costituiscono un antico magazzino ortofrutticolosembrano non interessare e dispiacere a nessuno.

Parliamo di un antico manufatto storico all’interno del quale vi è anche la presenza di un frantoio dall’inestimabile valore culturale, che se recuperato potrebbe divenire un polo attrattivo per tutta la zona. Non vedo perché solo negli altri paesi vengano utilizzati fondi per rilanciare e salvaguardare tali beni culturali, divenendo inoltre oggetto di itinerari e visite guidate, ad ogni modo quando sul territorio ci sono beni di tale valore l’amministrazione dovrebbe far in modo di essere in linea con le normative che tutelano i beni culturali, valorizzando l’ambiente e il paesaggio come il vero patrimonio da salvaguardare e non solo in bene culturale in sé per sé.

Vi dirò di più,dati i presunti vincoli e la bassa cubatura, i proprietari potrebbero tranquillamente ricevere volumi per costruire in altre maglie (magari in una di quelle già avviate che per qualche ragione sconosciuta non viene sbloccata). Così facendo l’area non sarebbe più vincolata e si potrebbe anche intervenire dando vita ad una zona di verde pubblico dalla sorprendente bellezza oppure si potrebbe pensare alla realizzazione di un anfiteatro”.

Dello stesso avviso progettuale è anche Domenico Pellegrini, per questo motivo entrambi gli esponenti delle due fazioni del centro destra, unanimi richiedono che l’amministrazione chiarisca la situazione una volta per tutta, accendendo i riflettori su una zona che per troppi anni e rimasta all’oscuro di tutto e tutti.

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