Giovedì 27 Giugno 2019
   
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Un’estate rovinata e un uomo vessato

Oronzo Pellegrini mostra le contraddizioni tra Comune e Procura

Cala Paura, Oronzo U Spass vittima del sistema. Non ha potuto lavorare quest’estate

Vittoria al Consiglio di Stato! Così, Oronzo Pellegrini, detto ‘U Spass, esulta a Lido Cala Paura, ma incrocia le braccia e accenna in volto il rammarico di un’estate rovinata. Si gira i pollici pensando ai circa 20 dipendenti che non hanno potuto lavorare il giorno e la sera per servire i tavolini e deliziare i palati con i richiestissimi panini al polpo e le fritture di pesce.

Ha lavorato solo con i pedalò e il chioschetto. Tutto il resto: ABUSIVO! “Ma io non sono abusivo e mi sto difendendo, mostrandovi le carte e affiggendo manifesti per le vie del paese”.

Abusivo o no, il problema è che l’estate è rovinata per sempre, ed è finita. Le sentenze e i verdetti arriveranno dopo, quando sarà impossibile recuperare l’estate finita.

 

Un uomo vessato dalla giustizia.
Rimpallato dal Comune e dalla Procura

I separä dicono che sono stati chiodati, invece hanno le rotelle

Tanto per dirne una, prendiamo ad esempio la schermatura realizzata con materiali non infiammabili per le cucine e il prolungamento del chiosco. La schermatura è stata ordinata dal Comune di Polignano per evitare gli incendi durante gli spari delle feste di San Vito, San Cosimo e Madonna del Carmine. Il Comune di Polignano ordina di coprire il gazebo.

Bene, la Procura lo rimpalla e gli ordina di costruire una copertura lignea e altro e – aggiunge – “non si comprende a cosa serve la schermatura con materiali non infiammabili”. “Non si comprende quale connessione vi sia tra la necessità di creare una schermatura con materiale non infiammabile con la situazione attuale dei luoghi”.

Il 23 aprile 2018 il Tribunale del Riesame non trova la necessità di proteggere la struttura da materiali non infiammabili.Non vi è la necessità di cautelare la struttura dal rischio incendi.

“Si chiama falso ideologico!” – attacca Oronzo.

Questo è solo uno dei tanti rimpalli tra Uffici comunali e Procura, del cui gioco assurdo a farne le spese è Oronzo con i suoi venti dipendenti che sono rimasti a casa tutta l’estate senza lavoro.

I bagni superutilizzati dai bagnanti

La Cassazione ha consentito il ricorso e a breve si conoscerà il verdetto.

La demolizione dei bagni e la decadenza della concessione sono un altro capitolo a parte. I bagni sono stati utilizzati tutta l’estate, come vi mostriamo in foto. Secondo il Comune andrebbero abbattuti e realizzati i bagni chimici, che dopo dieci utenti non possono più essere utilizzati.

Gli hanno contestato persino i separè dei tavoli, accusato di averli chiodati (tra l’altro sul cemento, perché la spiaggia di Cala Paura è artificiale, molti non lo sanno, e sorge su un letto di cemento). Invece la Capitaneria ha appurato che i separè sono con rotelle, come vi mostriamo nelle foto e non chiodati.

 

“Vogliono togliermi la spiaggia
serve ad altri e ci sono interessi”

Sotto sequestro anche il chiosco che non ä stato allargato

“A chi do fastidio? – si domanda Oronzo – Vogliono riprendersi la spiaggia, ci sono interessi per togliermi la spiaggia, e secondo me c’è già un progetto”.

Sono una montagna di carte e processi, ricorsi e appelli, visite dei militari e attacchi delle istituzioni. Così anche quest’estate il gazebo adibito a cucina e barbecue non ha potuto funzionare. A nulla sono servite le proteste dell’anno scorso, davanti a Palazzo di Città.

Ecco com'era il chiosco all'origine

Intanto, il Piano delle Coste non c’è ancora ed è un problema politico. Se ci fosse, sarebbe tutto più semplice e ci sarebbe maggiore chiarezza nelle attività lungo la costa. Invece la politica è deficitaria, e il vero problema a nostro avviso è politico, non tanto tecnico. Sono i politici che devono garantire maggiore trasparenza con le regole e con i piani, in questo caso un Piano delle Coste che sosta in Comune da troppo tempo.

L’avventura di Oronzo a Cala Paura comincia nel lontano 1988; con l’autorizzazione della Capitaneria mise in piedi il chioschetto e i pedalò. L’ampliamento della struttura, con tanto di bagni e servizi, è sempre stato problematico, a singhiozzo, con tanto di sequestri e battaglie legali. Proprio perché non esistono regole politiche certe, mentre gli uffici non possono che far rispettare le regole. Il Piano delle Coste doveva esserci già venti anni fa se la politica non avesse dormito, e ora che siamo nel pieno del boom turistico quelle poche strutture che funzionano rischiano di chiudere o lavorare a singhiozzo.

 

“Nessun politico mi difende”

Maggioranza e opposizione non parlano a riguardo. Strano, nessuno dice nulla, strano soprattutto l’atteggiamento dell’opposizione. Ci sono davvero grossi interessi su quella spiaggia? Qualcuno ha allungato le mani? E la madre di tutte le domande ritorna: che fine ha fatto il Piano delle Coste?

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