Lunedì 25 Marzo 2019
   
Text Size

Strade vuote ma B&B e alberghi pieni!

Nicola Schena

Nicola Schena (dottore in Scienze Turistiche) va oltre la demagogia spicciola e analizza lo strano fenomeno dell’Estate 2018.

“Pensare che solo il mare possa bastare è pazzia”


Andiamo oltre la solita demagogia dell’informazione. Andiamo oltre chi si improvvisa analista del turismo, i tuttologisenza uno straccio di dato in mano, sia qualitativo che quantitativo. La realtà è molto più complessa e va analizzata da gente seria, non da improvvisati. Tra l’altro, negli ultimi giorni si sta scatenando una battaglia on-line sugli scarsi numeri infrasettimanali a Polignano, nonostante le strutture ricettive presentino record di presenze già dai primi di Luglio.

Abbiamo affrontato il dibattito anche con Nicola Schena, laureato in Scienze Turistiche all’Università del Molise.

 

DISTINGUERE TRA CHI ALLOGGIA E CHI PASSEGGIA

Nicola, cosa ne pensi?

“Per prima cosa dobbiamo capire la portata e la natura del fenomeno, magari distinguendo la categoria dei soggetti che interagiscono nella nostra località turistica. Come ho già detto diverse volte, i movimenti turistici in un territorio sono dati da due categorie di viaggiatori: gli escursionisti e i turisti, ben definiti dai principali organi mondiali e italiani del turismo. Praticamente chi “alloggia” e chi “passeggia”: i primi sono ossigeno per le strutture ricettive, i secondi più per le attività ristorative e gastronomiche. Quindi dobbiamo cercare di capire quale delle due categorie scarseggia oppure ha cambiato tendenza e motivi del viaggio e le ragioni possono essere molteplici e le cause infinite, in quanto il mondo del turismo è molto instabile e fortemente influenzabile: basta una fake news a scatenare il pandemonio.

Spiegandomi meglio può darsi che gli “escursionisti” abbiano optato per località simili a Polignano, trovando località altrettanto belle e in grado di tenergli occupata tutta la giornata e che i “turisti” abbiano scelto Polignano come campo base per località limitrofe, sfruttando la posizione baricentrica e la possibilità di essere comunque sul mare.

Questo strano effetto di “b&b pieni” e “strade vuote” è un interessante fenomeno da approfondire quando ci saranno dati dettagliati, anche se la conclusione generale è che siamo in piena fase di MATURAZIONE/STAGNAZIONE della località turistica, pericolo di cui vi avevo avvisato già lo scorso maggio, molto propensa alla fase di DECLINO. Le vicine città del Sud-Est barese, in questi anni, non sono state certo a guardare quanto eravamo belli e come eravamo bravi”.

 

SERVONO DEI DATI CERTI

Perché parli al condizionale?

“Per fare considerazioni inoppugnabili abbiamo bisogno di dati, non possiamo basarci su una proiezione fatta a metà stagione in corso, considerando anche il meteo, non decisamente favorevole. Le prime conclusioni le potremmo trarre a inizio inverno, magari con un autunno prorompente in grado di farci recuperare quanto perso, magari integrando o riformulando i programmi degli eventi “fuori stagione”, vera specialità dei paesi del Sud-Est negli ultimi anni. Sarà molto interessante verificare la durata del soggiorno medio, fasce d’età e provenienza del viaggiatore. Considerare il turismo come qualcosa da lasciare al caso, nelle mani di poche persone è follia, in quanto è una scienza e non l’improvvisazione il lasciarsi andare al corso degli eventi possono solo danneggiare”.

 

INTERVENTI SULLA COSTA NON BASTANO

Ma il vero problema qual è?

“Il problema è capire cosa essere e non diventare un b&b a cielo aperto! Ogni turista ed escursionista è spinto da motivazioni e obiettivi che lo mettono in viaggio e in base a queste scelte, una località assume la sue essenza e la sua ragione di essere. Polignano vorrebbe essere una località di sole e mare, ma la morfologia e gli spazi ristretti non permetteranno mai una sostenibilità del fenomeno, anche con interventi pesanti sulla costa con piattaforme in legno. La nostra città nasce per essere una destinazione ibrida tra “leisure” e “balneazione”, ovvero cultura, manifestazioni,commercio e tempo libero, insieme a tutte le attività legate alle bellezze naturalistiche. Solo in questo modo si possono ben distribuire impatto ambientale (essere “ibrida” permetterebbe la concentrazione in altri punti del paese e in altre stagioni) e proventi dall’attività turistica”.

 

STARE AL PASSO CON CITTÀ IBRIDE COME MONOPOLI

Come mantenere il trend positivo?

“Stare al passo con città come Monopoli, vero e proprio esempio di località ibrida, visto che saranno sempre più poli attrattivi ai danni di realtà come Polignano incapace di cavalcare l’onda e di fornire attività sussidiare al turismo, come magari lo sport d’acqua, completamente assente nel nostro paese, se non per qualche iniziativa privata isolata. Altre realtà completamente prive dell’attrattiva “mare” sono riuscite negli ultimi anni a sviluppare un’offerta turistica sempre più simile a quella dei paesi esteri, sostenibile e variegata. Pensare che solo il mare possa renderci unici è pazzia, in Italia ci sono 7458 km di coste e Polignano ne ha un po’ più di 10. Metterci al passo con queste realtà sarebbe il primo passo per riuscire a realizzare un’offerta turistica soddisfacente e completa”.

 

BASTA CON STA STORIA DELLE NAVETTE. SERVE ALTRO

Su quali servizi investire?

“Spesso sbagliamo ad interpretare il servizio come un elemento mancante e che va aggiunto: il servizio può anche essere qualcosa che abbiamo, però migliorato e potenziato. BASTA A PENSARE ALLE NAVETTE COME UNICI “SERVIZI TURISTICI”! Per fare un esempio classico, a Polignano non abbiamo strutture sportive pubbliche in grado di poter soddisfare la richiesta dei sempre più sportivi turisti: le palestre e le piste PEDONALI (non quelle ciclabili usate per fare footing) all’aperto sulle riviere dell’Alto Adriatico sono realtà già da diversi anni, per non parlare dei prima citati sport d’acqua. Ovviamente questo è solo uno degli esempi possibili, anche una disinfestazione approfondita può essere considerata un “servizio per la località turistica” (non per il TURISTA)”.

 

B&B ABUSIVI PERCHÉ MANCANO GLI ALBERGHI

Cosa ne pensi dei B&b abusivi?

“Sono una conseguenza dell’incapacità e nell’insufficienza di una località nell’aumentare i posti letto disponibili e quindi nell’abbondanza di materia prima da sfruttare. Purtroppo Polignano nell’espansione edilizia non ha tenuto il passo negli ultimi anni, visto che abbiamo grosso modo le stesse strutture ricettive alberghiere di circa 40 anni fa, fatta eccezione per qualche nuova attività negli ultimi anni. Purtroppo per fare turismo servono gli alberghi e con essi ci sarebbero molti meno b&b abusivi, spesso scelti per la finta convenienza del prezzo, anche se in Puglia sono quasi del tutto simili e in certi casi maggiori agli alberghi stessi: purtroppo la carenza di posti letto in albergo e nelle attività registrate è una vacca da mungere per gli abusivi.L’albergo è una struttura ad altissimo impatto ambientale, non lo nego, ma l’abisso tra la diffusione delle due strutture negli ultimi anni è notevole, favorendo la nascita di queste attività abusive che hanno compromesso anche la possibilità di trovare case in affitto per i residenti. “Quando le luci di un centro storico in inverno sono spente, quel centro storico è morto…””.

 

FARE COMUNITÀ E SQUADRA

Consigli utili?

“Parlare insieme alla comunità e scegliere quali sono gli interventi da fare. Anche un parere contrario è importante, anche l’opinione dell’ultimo soggetto sul territorio conta, lasciar scegliere solo a pochi attori porta a questi risultati. Polignano è stata scelta non solo per le meraviglie dei suoi paesaggi, ma anche perché aveva un’identità, uno spirito, un profumo, un modo di vivere: ora invece chi siamo?”.

NICOLA TEOFILO

Aggiungi commento

rispettando il regolamento http://regolamento.lavocedelpaese.it/

ULTIMI COMMENTI