Domenica 16 Giugno 2019
   
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LINA VA IN PENSIONE

Lina con Isa Brigido, in pensione anche lei

La “Bidella del Caffè” si confida ai nostri microfoni dopo 37 anni di servizio

In pensione dopo 24 anni alla ‘San Giovanni Bosco’, 8 anni di campagna, più preruoli. In totale sono 37 anni di servizio e alla giovane età di 63 anni.

“Mi dispiacerà lasciare soprattutto i bambini” – ci confida Lina quasi commossa, che preferisce essere chiamata la “bidella del caffè”; indimenticabile l’aroma della moka, prima che la scuola si ammodernasse con le macchinette elettroniche. Lina ora farà la babysitter a tempo pieno e si occuperà dei suoi ben sei nipoti. Con Lina sfogliamo l’album dei ricordi e sorride: “Per chiù gioven mou” (Sembro più giovane adesso).

 

Cosa ti mancherà di più della scuola?

“I bambini”.

 

Cosa non ti mancherà più della scuola?

“L’agitazione, perché il lavoro è troppo e non ce la faccio più, per problemi di salute, altrimenti sarei stata ancora”.

 

Famoso il tuo caffè... qual è il segreto?

“Nessuno. Non è il caffè che fa la differenza, ma il contesto. Prima delle macchinette era bello, si sentiva quell’aroma che univa tutti quanti nella pausa caffè. Era un momento di relax. Quel momento, quei cinque minuti erano speciali”.

 

Ma la scuola è cambiata in meglio o in peggio?

“Sicuramente in meglio, i bambini oggi possono studiare con strumenti tecnologici avanzati. Tecnologicamente è cambiata in meglio. E c’è più lavoro per noi”.

 

Preferisci essere chiamata bidella o collaboratrice scolastica?

“Come preferisci. Bidella mi ricorda i momenti del passato…”.

 

Preferisci la scuola di ieri o di oggi?

“Quella di oggi per la tecnologia. Ci sono tanti progetti. Quella di ieri per la disciplina”.

 

Qualche episodio del passato?

“Sono accadute tante cose. Quando avevo i bambini piccoli venivo a piedi. Andavo all’IPSIAM e lì facevo un caffè che era la fine del mondo”.

 

Quale preside ricordi con più affetto?

“Tutti sicuramente. Da quando sto qua, ricordo Mimì Calderaro. Di Gennaro, Bonsante, Beatrice De Donato… sono stati tutti eccezionali”.

 

Qualche collega che vorresti ricordare in particolare?

“Tutti, ma in particolare Pinuccio, che rimarrà nella storia. Abbiamo avuto un rapporto fraterno, ci sfottevamo, le battute che mi faceva non posso nemmeno dirle qui… Sono storiche. Pinuccio mi sfotte sempre, mi chiama Luna. Ha un carattere espansivo. Sente già la mia mancanza”.

 

Ora sei su Facebook. Cosa avresti voluto fare che non hai fatto?

“Prendere la patente”.

 

E il caffè a casa lo prepari?

“Come no”.

Ci sono le foto di Carnevale, una delle esperienze più belle di sempre, con Lina travestita e in parrucca lunga. Lei è devota, religiosa fino al midollo e non si perde un rosario o una messa. “Ringrazio con tanto affetto e stima chi per lunghi anni ha servito amorevolmente la scuola pubblica italiana, dedicandosi a tutti i bambini” – è il messaggio della preside prof.ssa Beatrice De Donato.

Sfogliamo ancora l’album dei ricordi. Quel sorriso è sempre lì, stampato e amorevole.

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