Venerdì 19 Luglio 2019
   
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Don Gaetano su Raffaele: “Non dobbiamo giudicare”

Raffaele Frugis - L'uscita del feretro dalla Chiesa

“Correte, ma con equilibrio. Correte verso i vostri affetti”

Particolare commozione hanno suscitato le parole dell’arciprete durante l’omelia del rito funebre per Raffaele Frugis, che ha visto grande partecipazione popolare da parte della cittadinanza.

“Penso che questi siano i momenti in cui è più opportuno starsi zitti – ha chiarito don Gaetano a inizio o omelia – le parole non servono a niente. Avevo pensato di sedermi con voi e pregare, perché è la cosa più importante. Le parole spesso servono a farci del male, a tirare giù ipotesi su una presunta morte, a giudicare un ragazzo, a volte a puntare il dito contro. Non sono cose belle queste. Meglio tacere e pregare”.

 

Raffaele era appassionato della vita.

Voleva aprire una pescheria a Turi, ma poi aprì a Putignano, con i suoi due fratelli, e loro sono la testimonianza di un grande sodalizio, che funziona.

“Da Raffaele abbiamo ricevuto solo bene, da tutti abbiamo ricevuto festa. La persona di Raffaele si riassume in una parola: passione. Bisogna vivere di passione, interesse, attenzione, che il cuore batte per qualcosa e per qualcuno. E Raffaele era un ragazzo appassionato, di motori, di auto, del suo lavoro, ma ancora di più della vita. Quando sei appassionato della vita vuol dire che vuoi vivere. Oggi invece tanti ragazzi vivono di passioni, però spesso sono spenti dentro, sono sgonfi, non sono appassionati della vita.

Raffaele aveva gli occhi accesi per la vita. Qualunque cosa, lavoro, hobby, motore, macchina, amici, fratelli… per ogni cosa c’era passione e dava attenzione particolare. Che bella testimonianza: tre fratelli uniti nel sangue e nella vita, che si amano così tanto…”.

 

I 3 messaggi alla città di Polignano.

“Allora ho chiesto a Raffaele se tu volessi dare alle persone care e ai presenti, un messaggio, tu cosa diresti? Ho pensato a tre cose” – ha rivelato l’arciprete.

“Eccole:

1) Non vi fermate mai, continuate a vivere. Chi si ferma è perduto. Non chi muore.

2) Andiamo avanti con equilibrio. Andare in bicicletta è sostenuta da una forza, che è la velocità. Se non dai velocità a quella bicicletta, cadi. Lo stesso vale per la moto. La velocità serve per mantenere la moto dritta, per mantenersi in equilibrio, per stare in piedi. La velocità con equilibrio, questo oggi direbbe a ciascuno di voi Raffaele. Quella giusta dose che ci serve per vivere quell’esperienza meravigliosa della moto, esperienza di libertà, di aria, di felicità. Un mio amico mi diceva: quando cammino penso, quando vado in moto sogno. Non bisogna togliere alle cose la bellezza, però con equilibrio, con la giusta dose di velocità. Viaggiando sempre in sicurezza.

3) Bisogna capire dove dobbiamo accelerare e dove dobbiamo rallentare. A volte acceleriamo sulle cose sbagliate e rallentiamo su quelle giuste. Perché il mondo ci fa correre e ci fa dimenticare gli affetti, le cose belle che abbiamo. Solo la lentezza ci fa apprezzare le cose belle che abbiamo, perché la vita è un dono troppo grande ma rischiamo di viverla in maniera troppo veloce. E dobbiamo imparare che anche oggi per noi potrebbe essere l’ultimo giorno, ecco perché dobbiamo correre ad abbracciare i nostri genitori, figli, amici. Basta: troppo stress. Viviamo tutti in questa trappola dell’accelerazione. La vita va vissuta nella lentezza dei particolari. Io credo che oggi tante cose Raffaele vorrà dire al nostro cuore, tutti abbiamo un pezzo di Raffaele nel nostro cuore, portiamolo a casa”.

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