Sabato 19 Gennaio 2019
   
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La buona stella di Polignano a mare

Andrea De Girolamo ANVEL

Ci scrive Andrea De Girolamo, Responsabile settore mobilità dell’Associazione nazionale veicoli elettrici (Anvel), sul PUM di Polignano e problema parcheggi


Ormai meta del turismo affamato della vera bellezza, Polignano a Mare è agli altari della cronaca per le sue performance turistiche, anche se vede compresso il suo potenziale dalle sue capacità di assorbire l’onda d’urto di massa che si estrinseca con il turismo mordi e fuggi del fine settimana o in altre forme. Diventa così decisivo per il futuro economico radioso della cittadina la possibilità di parcheggiare con facilità nei pressi del tanto desiderato centro storico.

Certamente, il problema del parcheggio delle auto a Polignano potrà essere facilmente risolto con una serie di interventi di cementificazione sotterranea con costruzionedi box per le vetture dei residenti (ad esempio sotto il giardino di via XXIV maggio o altrove sia possibile geologicamente), e senza oneri per le(esangui) casse del Comune, ma richiede tempi medi di alcuni anni.

E’ però possibile intervenire con rapidità per una soluzione tampone, nel brevissimo periodo. Infatti, se proviamo a sorvolare la bella cittadina, noteremo che a soli 250 metri dalla porta principale della città, cioè dal “salotto buono”, e dalla una delle sue incantevoli insenature (le “Lame”) il caso ha voluto disegnare una bella stella a cinque punte. Si tratta del grande parcheggio che insiste intorno all’incrocio di via Maringelli – viale S. Francesco – via Lama di Sant’Oronzo.

E’ una grande area dove una intelligente politica della mobilità avrebbe dovuto dirottare razionalmente, già da lungo tempo, tutto il parcheggio di lunga sosta sia dei turisti diretti al centro storico,sia dei residenti nelle vicinanze, ottenendo in tal modo un effetto “elastico” (il diradamento della sosta anche nelle aree limitrofe più prossime al centro storico). Così non è stato.

Balza subito agli occhi poi lo sperpero dello spazio in quest’area che potrebbe consentire già solo con uno sfruttamento più razionale un notevole aumento della capienza degli spazi adibiti a parcheggio.Questo sperpero ha luogo proprio mentre gli operatori turistici della cittadina, e tutto l’indotto conseguente, hanno bisogno di una risposta. Il destino economico dell’area infatti potrebbe cambiare qualora la capacità ricettiva dei parcheggi di Polignanofosse messa al livello della domanda. Vediamo allora quali interventi urgenti (siamo a giugno) sarebbe possibile mettere in campo.

Nel brevissimo periodo (per l’estate) sarebbe raccomandabile:

A) Un potenziamento della sosta nella zona dell’incrocio di via Maringelli – viale S. Francesco – via Lama di Sant’Oronzo (la stessa) con la sistemazione di una o due sopraelevazioni mobili a plinti(quindi rimuovibili) per il parcheggio a pagamento (si pagherebbe da sé), in particolare a destra di via Maringelli verso il terrapieno della stazione, al fine di ridurne o annullarne (con siepi) il potenziale impatto visivo; predisposizione di una cartellonistica, anche elettronica, idonea a dare indicazioni utili e raccomandazionial turista (sosta intera giornata 8 euro a 200 m. a destra – posti ancora liberi: 130);

B) rivolgere un invito ai residenti dell’area limitrofa di utilizzare il nuovo potenziato parcheggio (gli abitanti di via dei martiri di Dogali per esempio) per le vetture in lunga sosta, al fine di conseguire il cosiddetto “effetto elastico”(si potrebbe destinare a ciò le aree coperte di plinti, preservando così le loro vetture), a loro messo a disposizione per loro gratuitamente;

C) l’individuazione di aree di parcheggio con sosta oraria limitata a un’ora nel centro, ad esempio a piazza Aldo Moro (meglio se ampliando sulla grande piazzail numero dei posti auto disponibili), o di due ore, ad esempio in piazza dei caduti di via Fani o in piazza Trinità, che sono più lontani dal centro, al fine di garantire a tutti gli abitanti di Polignano il disbrigo di affari correnti avendo la quasi certezza di riuscire a trovare parcheggio.

Si potrebbe valutare poi la introduzione di altre misure utili per la viabilità, in combinazione o in alternativa fra loro):

A) Introduzione di piccole aree di sosta a pagamento e a prenotazione (si evita in tal modo un ulteriore aggravio del traffico per la ricerca del parcheggio e si agevolano gli abitanti di Polignano non residenti nel centro storico);

B) Introduzione del limite di 30 chilometri all’ora in tutta l’area del centro, evidentemente premiando la cicloviabilità;

C) Introduzione di aree di sosta per sole vetture di lunghezza non superiore a 3,5 m. o per vetture euro 6o elettriche,introducendo così una premialità per i comportamenti individuali virtuosi;

D) Messa a disposizione di biciclette comunali, con una piccola spesa di registrazione, e creazione (di costo moderato e facile realizzazione) di aree di sosta per queste biciclette;

E) Accesso limitato ai non residenti e consentito solo ad vetture euro 6;

F) Accesso al centro consentito ai non residenti alle vetture con il numero finale della targa corrispondente al giorno (tre accessi al mese);

G) Completamento – NON con le stesse caratteristiche (troppo onerose), ma con semplice allargamento del marciapiede – dell’asse ciclabile nord-sud e accanto alla provinciale 121,di pari lunghezza.Le misure di potenziamento della viabilità ciclistica sarebbero ovviamente, per ora, maggiormente dedicate al turismo semistanziale mitteleuropeo, che le apprezzerebbe in modo particolare.

Si tratta ovviamente di un inizio di soluzione del problema, che passa invero, senza oneri per le casse comunali, dalla ineludibile costruzione di box sotterranei, principalmente inizialmente lungo l’asse di via Vito Cosimo Basile (ovviamente previa indagine geologica di fattibilità), al fine di raggiungere una riduzione del traffico (per la ricerca del parcheggio) e una riduzione della densità di vetture nelle adiacenze, per proseguire poi con le aree più centrali.

Suggerimento accorato: una volta introdotte, occorre vigilare sul rispetto delle norme dettate razionalmente operando conpersuasione sui concittadini per rendere, alla fine, più fruibile e vivibile la città, penalizzando i comportamenti individuali autocentrati di coloro che sostengono – per un miope e autolesionistico tornaconto - che il proprio comportamento individuale di per sé non sia dannoso agli altri.

Purtroppo, è proprio nel disconoscere il valore della propria azione individuale che si fonda il presupposto principale del caos. (v. anche M.Olson, La Logica dell'azione collettiva, Ledizioni, Milano 1983).

ANDREA DE GIROLAMO

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