Domenica 24 Marzo 2019
   
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Aborto: Puglia è terza in Italia

CAV Polignano

Il Cav di Polignano al convegno su Tutela Sociale della Maternità

La presidente del CAV di Polignano con le operatrici hanno partecipato al Convegno presieduto e moderato dalla presidente di Federvita Puglia Denise D'Amato per fare il punto sulla attuazione della Legge 194/1974 sulla "Tutela della maternità e sulla interruzione volontaria della gravidanza"in Italia e specificatamente in Puglia. Legge impropriamente o riduttivamente e semplicisticamente chiamata Legge sull'aborto.

Non ha voluto mancare all'incontro la neopresidente nazionale Marina Casini Bandini che ha aperto i lavori. Sono intervenuti i relatori: il Prof.Dott.Filippo Boscia, Dott. Filippo Anelli e la Dottoressa LodivicaCarli presidente del Forum Delle Associazioni Familiari della Puglia.

I relatori hanno eviscerato i dati relativi agli IVG in Italia dove la Puglia è la terza Regione italiana per tasso di abortività dopo Emilia e Romagna con la Liguria che segna in assoluto il picco del tasso di denatalità in Italia. Hanno inoltre fatto il punto sull'esercizio dell'obiezione di coscienza dei medici negli ospedali italiani. La vera questione quindi è il vento edonistico e/o problematico della denatalità favorito dalla mancanza di politiche a favore delle famiglie, politiche di welfare, assistenza, prevenzione e previdenza. Quindi al centro urge, per garantire un futuro soprattutto alle giovani coppie, mettere la TUTELA DELLA MATERNITÀ sostenendola con i molteplici mezzi ed interventi qualificati e strutturali di natura economica, informativa, preventiva e sanitaria.

Quindi, le istituzioni e le associazioni culturali laiche e religiose devono mettere al centro LA FAMIGLIA per una scelta consapevole, responsabile e libera di genitorialità; interventi che è prevedibile ridurrebbe il ricorso alle Interruzioni Volontarie della Gravidanza e agli aborti clandestini che è indubbio sono una ferita lacerante sulla carne e sul cuore di ogni donna costretta contro la sua volontà a ricorrervi. E quasi sempre la donna è lasciata sola a decidere mentre l'uomo, il compagno o il marito, quando non la spingono ad abortire, si lavano le mani.

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