Sabato 15 Giugno 2019
   
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Il depuratore di Polignano finisce su Striscia. Vendola: "Chiederemo i danni" - VIDEO e INTERVISTA

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Intervista pubblicata su "La Voce del Paese - edizione Polignano", nelle edicole da venerdì 27 maggio.


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SUL DEPURATORE DI POLIGNANO

 

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Pinuccio viene a Polignano e mette la molletta al naso

Su Striscia la Notizia, Ignazio Vendola lancia la battaglia:

“Class action e risarcimenti. Chiederemo all’Acquedotto Pugliese riduzioni in bolletta”

 

 

Pinuccio di Striscia la Notizia è arrivato col naso tappato da un molletta. I cittadini del quartiere “Madonna d’Altomare” lo hanno accolto con le mascherine, unico antidoto di fortuna contro le puzze nauseabonde del depuratore di Polignano. Il depuratore vista mare costruito nel dopoguerra lungo uno dei tratti di costa più affascinanti del paese. Un pezzo che se fosse un giorno libero, potrebbe ricongiungere Largo Ardito, fino a Portalga, per una delle opere più lungimiranti. Lungimiranza che all’epoca mancò. Il servizio denuncia di Striscia è stato girato sabato 21 maggio e non si sa ancora quando di fatto andrà in onda su Canale 5. È la seconda volta, in poco tempo, dopo il carrubo, che Polignano appare sul tg satirico di Ricci. L’idea di chiamare Striscia non è andata giù a qualche politicante, in odore di campagna elettorale, che anziché fare proposte concrete, ha scelto di strumentalizzare il caso con commenti in stile salviniano, sparati perché siano di facile presa in vista delle elezioni comunali 2017: Polignano sarà chiamata al voto nella prossima primavera. Il prof. Ignazio Vendola, rappresentante del Comitato S.O.S. Depuratore Polignano, e residente nei pressi del lungomare, subito dopo il servizio girato da Striscia, ha risposto alle nostre domande, restituendo invece profondità al dibattito sul degrado che colpisce questo quartiere polignanese attorno al campo sportivo. Profondità, e non populismo becero, improvvisato come una baracchella da smontare subito dopo il voto. Del resto, il problema di questo paese è proprio il dibattito populista e demagogico, che inquina la complessità della realtà, restituendola al futuro elettore deformata. Non sempre si fa populismo in modo consapevole, a volte è l’ignoranza il problema, perché si spara contro questo e quello senza prima informarsi o approfondire.

 

“Sembra che la gente abbia più voglia di litigare che di risolvere i problemi. Da questo punto di vista ammetto che fare il manager per tanti anni mi ha molto aiutato. Venivo valutato per i risultati, quindi evitavo tutto ciò che non mi aiutava a raggiungerli”. Questo e altro ci confida Vendola nell’intervista che segue.

 

Professor Vendola, era proprio necessario chiamare Striscia? Qualcuno parla già di danni d'immagine...

“Lo scorso anno, nel pieno della stagione turistica, ricordiamo tutti l'intero paese avvolto in puzze stomachevoli. In particolare durante due manifestazioni di livello nazionale e internazionale, quali "Il libro possibile" e la gara di tuffi acrobatici "Red Bull Cliff Diving", l'attenzione dei numerosissimi turisti accorsi era rivolta più all'aria irrespirabile che agli eventi. Non erano danni d’immagine quelli? E i turisti che scendono dagli autobus e si tappano il naso? Ricordo una fiaba di Handersen che mi raccontavano da bambino. Si chiamava "I vestiti nuovi dell'Imperatore". Racconta di due imbroglioni che vendettero a caro prezzo ad un re dei vestiti inesistenti, dicendogli che sarebbero stati visibili solo da coloro che erano intelligenti e degni di ricoprire la loro carica. Il Re girava di fatto nudo, vantandosi dei suoi vestiti nuovi. Nessuno della corte e dei sudditi aveva il coraggio di dirgli che era stato vittima di un raggiro, perché sarebbe stata un'ammissione della propria stupidità o dell’incapacità di ricoprire una carica. Solo un bambino ebbe il coraggio di dire "Il Re è nudo". Mi pare che a Polignano ci sia un depuratore obsoleto, forse pericoloso per la salute degli abitanti, che genera miasmi insopportabili. È il nostro Re nudo e molti hanno paura di dirlo. Con il servizio di “Striscia la Notizia”, noi abbiamo semplicemente mostrato la realtà. È il depuratore che rovina l'immagine del paese, non chi lo dice””.

 

Pensa che così possa risolversi il caso?

“Il problema è annoso e complesso, non sarà un servizio televisivo, seppure di alto profilo a risolverlo. Si è trattato solo di un passaggio importante della nostra strategia per combattere l’ecomostro, nessuno del Comitato S.O.S. Depuratore Polignano che rappresento, si illude che sia la soluzione. Abbiamo comunque mostrato che facciamo sul serio, questo sì”.

 

Che farete in caso di mancato spostamento del depuratore?

“Preferisco dire cosa stiamo facendo per farlo spostare, visto che l’iter non è ancora iniziato. A giugno cominceremo una raccolta di firme in cui chiederemo lo spostamento in un sito idoneo. Porteremo poi la documentazione in Regione Puglia per formalizzare la richiesta. Sono abbastanza confidente del fatto che l’attuale Giunta Comunale a guida PD potrà ben intendersi con l’omologa Giunta Regionale. Dubito che esponenti dello stesso partito non siano concordi nel definire tempi e metodi dello spostamento”.

 

E se le puzze persisteranno ancora, quali altre azioni promuoverete?

“Prima di rispondere a questa domanda vorrei fare una premessa. Sono un manager che ha lavorato per tanti anni in multinazionali, ed ha da poco deciso di dedicarsi all’insegnamento. Nelle aziende facevo piani a medio e lungo termine, cercavo di valutare i rischi prima che accadessero imprevisti, motivavo i miei uomini aumentando il loro coinvolgimento. Bene, questi strumenti li sto utilizzando per conseguire l’obiettivo a lungo termine dello spostamento del depuratore ed a breve per eliminare i miasmi più acuti. Ho pertanto ben chiara la road-map di azioni che intraprenderemo. Al momento le dico però solo le azioni con un orizzonte temporale breve: valuteremo la possibilità di un’azione legale collettiva con tutti i commercianti della zona interessata (class action) nei confronti dell’Acquedotto Pugliese (AQP). È impressionante il danno economico che hanno subito a causa dei fetori del depuratore. È inoltre mia intenzione, chiedere subito all’AQP una riduzione di una quota percentuale sulla bolletta dell’acqua per i residenti delle zone limitrofe al depuratore, quale forma di compensazione per i disagi subiti. Se non accetteranno questa proposta, non escludo la possibilità di non pagare la quota di depurazione della bolletta quale forma di protesta. Manterremo inoltre alta l’attenzione sul problema, attraverso le testate giornalistiche locali e nazionali”.

 

Ci sono partiti o movimenti politici che a vostro avviso stanno strumentalizzando il caso? Quali e perché?

Il mio approccio al problema è molto pragmatico, ed ho quindi sempre volutamente evitato polemiche che per me rappresentano solo un inutile dispendio di energia, che andrebbe invece sempre utilizzata per raggiungere l’obiettivo. Preferisco quindi non approfondire l’argomento. Posso solo dire che, se qualcuno ci ha provato, semplicemente non glielo abbiamo permesso”.

 

Quali altri problemi affronta il quartiere?

“Il “problema depuratore” ha contribuito a mettere in luce le difficoltà della Zona Sud di Polignano che, pur affacciandosi su una delle aree più suggestive del paese, si sente abbandonata. I residenti mi ringraziano non solo per aver finalmente iniziato una lotta concreta dopo anni di inerzia, ma soprattutto per aver dato voce ad un quartiere che si sente declassato e ridotto solo a grande parcheggio per bus turistici. Pur restando focalizzati sull’obiettivo “depuratore”, penso che presto apriremo nuovi fronti per la valorizzazione dell’area.

Stiamo sperimentando forme nuove di Cittadinanza Attiva ed una valida collaborazione col Sindaco che sta prendendo sempre sul serio i nostri stimoli e le nostre proposte. Finalmente ho visto polignanesi partecipare agli incontri, scendere per strada, riappropriarsi dei propri spazi pubblici. Qualcuno dice che siamo ancora pochi. Io dico che una “certa politica” sino ad ora ha preferito più avere sudditi che cittadini.

Ora ci si sta risvegliando dal torpore, si sta ricreando un tessuto sociale. Lucrezio diceva “Natura non facit saltus”, la natura non va a salti: non possiamo pretendere che di colpo si faccia ciò che in tutti questi anni non è stato mai fatto. Nel considerare il punto di arrivo bisogna sempre valutare quello di partenza. Sono convinto che stiamo facendo Politica nel senso più nobile del termine e non ho dubbi sul fatto che potremo solo crescere e migliorare questa città”.


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