Lunedì 21 Gennaio 2019
   
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ESCLUSIVO - La nostra scoperta. 16 anni fa, carrubi e ulivi secolari abbattuti e lama ostruita

Uno degli alberi abbattuti all'epoca

Articolo pubblicato su 'La Voce del Paese - edizione Polignano', nelle edicole da venerdì 29 aprile 2016.


ESCLUSIVO LA VOCE DEL PAESE


La nostra scoperta e le foto da noi ritrovate 

16 anni fa a Polignano furono abbattuti ulivi e carrubi secolari

per fare spazio a una industria!


Ma l’ambientalismo all'epoca degli Sportelli Unici, non andava di moda?



Bisognerà attendere il fine settimana per conoscere i contenuti del verbale redatto dalla Forestale, a seguito del sopralluogo avvenuto la settimana scorsa nei pressi del carrubo “gigante” di Polignano, sotto il terreno del quale è in progetto il passaggio di un metanodotto della SNAM Gas.

Nessuna informazione o risultanze del sopralluogo risultano comunicate a terzi. L’unico interlocutore per il censimento è il Comune di Polignano che ne ha richiesto l’esecuzione. Sempre il Comune ha richiesto in questi giorni l’apposizione del vincolo paesaggistico da parte della Regione Puglia. Quindi le valutazioni misteriosamente attribuite al Corpo Forestale e trapelate su un giornale locale, non sono affatto veritiere. Del resto, come si fa a ritenere che il carrubo in questione sia il più grande e longevo d’Italia? Ce n’è uno in Sicilia che non ha paragoni. Ma ce ne sono altri nel leccese e nel savonese, ben più grandi.

Gli esiti del sopralluogo, per quello che è stato detto lì in sede, lasciano presagire che non ci sarà alcun percorso alternativo del metanodotto, né sarà variato quello attuale. L’assessore Annese ha chiesto espressamente in sede di sopralluogo se l’esito abbia determinato nuove valutazioni sul tracciato e dalla Regione hanno già escluso questo, e rassicurato circa i pericoli paventati. Sempre stando a indiscrezioni trapelata in sede di sopralluogo, il parere dell’UPA non è in contraddizione con quanto rilevato (le distanze ad esempio), perciò il tracciato, che si addosserà al muro di confine dello stabilimento, non danneggerebbe gli alberi. In ogni caso, la palla non è nel campo dell’amministrazione comunale, ma dei responsabili regionali.

Ma, a parte questi aspetti di forma, ci sono altre questioni più serie e radicate nel passato, che invece vanno in contraddizione rispetto all’attualità e al presente. I misteri attorno al carrubo si infittiscono se si prova a ricostruire la storia di quanto è accaduto negli ultimi 15 anni attorno alla ‘Grave’ di Polignano. Noi ci abbiamo provato, con non poche difficoltà, e siamo disponibili a repliche e approfondimenti. Intanto, a nostro avviso sul caso si sta muovendo una macchina mediatica che non si è vista per casi mediatici ben più gravi a Polignano. Come al solito Striscia la Notizia le spara, ma non approfondisce.

Ma, dicevamo, è stata messa in moto una macchina mediatica mai vista per casi gravissimi, una macchina ferma in passato quando, su questi stessi terreni abbiamo scoperto che nel lontano 2000 sono stati abbattuti degli alberi monumentali per realizzare lo stabilimento dolciario PugliAlimentari. Di questo scempio abbiamo recuperato delle foto e dei dati che meritano più approfondite analisi.

È certo che all’epoca, il proprietario dello stabilimento comprò il fondo agricolo vincolando l’acquisto all’approvazione del progetto SUAP (Sportello Unico) finalizzato alla realizzazione di un opificio, molto probabilmente per questo pagando una cifra che era superiore rispetto al valore agricolo dell’area. La classe politica e tecnica di Polignano, non avendo mai ‘disegnato’ un Piano Regolatore e un PIP adeguato alla città, devastava da decenni (e continua a farlo) il territorio, ostruiva le lame (come quella qui presente), lasciava costruire in modo criminale (come sta accadendo in Via San Vito).

Eppure in tutti i casi, come anche in questo, nessuno all’epoca si ribellava, cittadini e proprietari dei suoli inclusi. Quello Sportello Unico autorizzò la trasformazione sull’area adiacente al carrubeto, anch’essa con presenza di carrubi e ulivi, ma nessuno si mobilitava come accade oggi contro il metanodotto, le cui preoccupazioni sono legittime, ma la cui storia andrebbe contestualizzata e raccontata tutta.

All’epoca si sapeva che fine avrebbero fatto ulivi e carrubi, una fine ben peggiore, dato che sono stati abbattuti tra l’indifferenza di tutti. Che la questione ambientale all’epoca non andasse di moda? Vedete, torniamo al solito punto di partenza, già affrontato su queste colonne: la demagogia. Questo è il vero problema del dibattito politico che genera il caos e confonde l’opinione pubblica.

NICOLA TEOFILO

Altro albero fatto fuori per lasciare posto allo stabilimento

 

LINK CORRELATI ALLA NOTIZIA:

CLICCA QUI: CARRUBO GIGANTE MINACCIATO - LA LETTERA DEL 2015

CLICCA QUI: LA RISPOSTA DELL'ASSESSORE ANNESE

CLICCA QUI: IL VIDEO POCO APPROFONDITO DI STRISCIA LA NOTIZIA

CLICCA QUI: LE RECENTI SCOPERTE A SANTA BARBARA

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