Lunedì 25 Marzo 2019
   
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Antonio Di Giorgio eletto vicepresidente dell'Associazione Pugliesi di Milano

antonio di giorgio camillo de milato tonino lisco

Articolo pubblicato su "La Voce del Paese - edizione Polignano (uno dei 10 comuni del network)" nelle edicole da venerdì 23 ottobre.


Antonio Di Giorgio ‘ambasciatore’ polignanese a Milano

Intervista esclusiva

 

Antonio Di Giorgio, giovane polignanese di 29 anni, da tempo lavoratore nel capoluogo lombardo, è stato eletto vicepresidente dell’Associazione Regionale Pugliesi di Milano con delega territoriale di Bari e provincia. Tonino Lisco è stato riconfermato consigliere per Polignano. Mentre il generale Camillo De Milato (nella foto, accanto a Tonino Lisco e Antonio Di Giorgio) nato a Francavilla Fontana nel 1952 è il nuovo presidente dell’Associazione.

Di Giorgio frequenta l’Associazione ogni sabato. Abbiamo sentito al telefono Tonino Lisco e Vito Colella, i quali hanno espresso vivo entusiasmo per questa nomina e per il ricambio generazionale. “Antonio è sempre presente e disponibile. Molto apprezzato da tutti i componenti”.

Molto discreto, lo abbiamo convinto a rilasciarci questa intervista. Una preziosa esclusiva che ci aiuterà a conoscere quante risorse e cervelli riusciamo a perdere a causa dei limiti che spesso l’ ‘amara terra’ di origine riserva ai suoi figli.

 

Da quanto tempo sei lontano da Polignano? Che lavoro svolgi? Qual è il tuo percorso di studi e di passioni?

“In realtà non sono mai andato via il mio cuore è lì, con la mia fidanzata, la mia famiglia, i miei zii, i miei cugini ed i miei amici, nonché in armonia con tutto il bellissimo territorio... soprattutto conservo con orgoglio la residenza polignanese! Nei fatti, comunque, sono andato a Milano nel maggio 2011, sei mesi dopo la laurea in giurisprudenza, conseguita a Bari, per frequentare un master in "Banca e Finanza" presso la scuola di formazione de "Il Sole 24 Ore". Da lì poi ho fatto un'esperienza nell'entità legale di Kpmg Milano, in un istituto di moneta elettronica e da aprile del 2014 sono in uno studio legale che si occupa di consulenza specialistica per intermediari finanziari. In sostanza, sono avvocato, iscritto (sempre con orgoglio) all'Ordine di Bari, e da qualche anno la mia vita professionale è a metà tra la Puglia e Milano. Il giusto compromesso direi, almeno per ora”.

Che significato ha per te questa nomina?

La nomina è per me un onere quanto un onore, di cui non posso che essere entusiasta. È frutto del lavoro e del supporto ricevuto in questi anni dai miei mentori su Milano, Tonino Lisco e Vito Colella, che hanno saputo traghettarmi in una città affascinante, dopo che però hai avuto modo sia di conoscerla sia di scontrarti con essa. Oggi mi ritengo un polignanese (nonché pugliese) che ha imparato ad apprezzare anche Milano. L'Associazione dei pugliesi a Milano, a mio parere, rappresenta proprio questo, una perfetta sinergia tra due realtà territoriali diverse”.

Quali sono i sogni e gli obiettivi che vorresti raggiungere?

“L'obiettivo principale è raggiungere un equilibrio professionale e sentimentale, conciliare l'amore per il lavoro e la tutela delle relazioni affettive sul territorio. Mi sono dato anche dei tempi di ottenimento del risultato, con piccole tappe intermedie che mi consentano di capire se la strada imboccata sia quella giusta. Non smetto mai di sognare. Ma i sogni preferisco tenerli per me”.


Naturalmente la Puglia e Polignano ti mancano. Ma se dovessi tornare cosa ti mancherebbe di Milano? E dei milanesi?

Anche Milano mi mancherebbe e i milanesi (anche se è difficile ormai trovare qualcuno che sia milanese da più di due generazioni). Principalmente, ho imparato ad apprezzare tutte le opportunità che la città offre, dal teatro alla partita di serie A di pallacanestro, passando per i locali tipici che hanno eventi per tutte le sere dell'anno. Milano, sotto un profilo di estensione territoriale, è piccola e questo a mio parere ti avvicina a tutta la gente che hai conosciuto negli anni di "militanza" milanese.
All'inizio, in tutta onestà, devo dire che avrei preferito fuggire dalla città ed è stato questo che mi ha avvicinato all'Associazione dei pugliesi a Milano, segnalatami da un altro polignanese/milanese di lungo corso, il dott. Carlo De Luca. Poi, pian piano ho scoperto che la Puglia è a Milano con circa il 20% di conterranei (o "conterronei" a seconda dei punti di vista), migrati o nati da genitori migranti, e questo mi ha portato pian piano ad apprezzare anche tutto quello che offre la città”.

Sei dovuto andar via dalla tua terra per lavoro, proprio come tanti pugliesi e meridionali. Cosa provi oggi per la Puglia? Rabbia? O altri sentimenti...

“Per la Puglia non posso che provare amore. Ho scelto di andar via, non sono stato costretto. Avrei potuto scegliere ("accontentarmi") di fare altre attività che offre il territorio, ma ho preferito approfondire dei temi toccati all'università che mi avevano particolarmente entusiasmato. Nella consapevolezza che per far questo sarei dovuto andar via. La mia fidanzata e molti miei amici lavorano in Puglia per scelta. A mio parere ciò che conta è comprendere quello che si vuole (già di per sé complesso) e perseguire con passione il progetto. Insomma crederci fino alla fine! Non sto dicendo dunque che la Puglia è la Silicon Valley, ma nemmeno che piangersi addosso crea occupazione. Comprendere quello che si vuole è la prima cosa e se quello che vuoi non c'è in Puglia è opportuno andar via consapevoli della scelta e di quello che si sta lasciando. Andar via, aggiungo, non significa non amare la Puglia, ma a volte può aiutare a comprendere meglio quello che si vuole”. 

antonio di giorgio camillo de milato tonino lisco


Torneresti qui? E a quali condizioni?

“Sì tornerei stabilmente in Puglia, ma oggi forse no. Preciso, ho utilizzato il termine "stabilmente" perché non possiamo dire nemmeno che attualmente io sia a Milano. La mia vita oggi è tra Milano e la Puglia, torno con regolarità due volte al mese, avendo l'opportunità di lavorare da casa e di sviluppare l'attività sul territorio. Quello che faccio oggi mi piace e l'obiettivo, come precisato in precedenza, resta rafforzare l'equilibrio tra attività lavorativa e sentimenti. In ultimo, come dico sempre a chi mi conosce, non escludo che un domani io possa lasciar tutto e aprire un bel "chioschetto" in spiaggia (meglio sulle rocce)!”.


Che faresti di tanto folle per la Puglia e per la tua Polignano?

A Milano sono lo sponsor di Polignano e della Puglia e così con la gente che incontro nei miei numerosi viaggi mensili tra treno, aereo e pullman. I miei temi principali sono: la bellezza di Polignano, il turismo e il tessuto imprenditoriale in Puglia (dalla meccatronica all'aerospazio), nonché immancabile il riferimento a Checco Zalone (molto apprezzato anche tra i milanesi). Il mio amore per il territorio insomma è grande. Di follie vere e proprie per la Puglia, al momento non mi viene in mente nulla. Ma in ogni caso direi: dipende. Non sono istintivo ed entra quindi sempre in moto la razionalità”.

 

Pregi e difetti dei milanesi...

“Partiamo dai difetti. Il milanese lavora in ogni luogo e ad ogni ora e si fa trascinare dall'ansia di essere sempre in ritardo. Te ne rendi conto nella metropolitana nelle ore di punta (8-9 a.m. e 17-19 p.m.) soprattutto nelle stazioni di scambio dei treni. Se vuoi raggiungere la tua meta devi andar avanti senza pensieri munito dello sperone di una nave per farti strada. In questi casi naturalmente le buone maniere sono quelle tipiche della guerriglia urbana. Tra i pregi mi soffermo sul senso civico, ricordando, in particolare, quanto accaduto all'indomani della manifestazione “No Expo” del primo maggio scorso, quando i milanesi si sono ritrovati per ripulire la città dalla scritte sui muri e dai vari altri atti vandalici di cui è stata vittima2. 

 

Pregi e difetti dei polignanesi...

“Il difetto di noi polignanesi è quello di lamentarci a volte poco costruttivamente del paese in cui si vive (tenuta strade, eventi turistici, pulizia del Paese, le famose pattumelle, etc.). Condivido la linea di pensiero che si deve desiderare sempre il meglio per il posto in cui si vive, ma il più delle volte l'eccessiva visione negativa e pessimistica dello stato delle cose le porta definitivamente e irrimediabilmente a diventare pessime. Il pregio è lo spirito di adattamento. Riusciamo ad essere flessibili e vincere le avversità di un luogo ad esempio inizialmente estraneo e poco familiare. Ci adattiamo facilmente ai nuovi schemi con l'obiettivo di raggiungere grandi risultati”.

 

 

Commenti  

 
#4 Antonio Di Giorgio 2015-11-01 09:02
Grazie a tutti per le belle parole di stima!
Riferisco dei vostri saluti in Associazione.
Un caro saluto.
 
 
#3 G.G.S. 2015-10-27 07:46
Caro Antonio, sai bene la stima che ho di te e di tutti i ragazzi/e, che con qualsiasi titolo formativo e professionale, "evadono" e vanno a cercare fortuna in giro per il mondo. Quindi: Tanti auguri per quel che potrai fare di buono per Polignano e, sopratutto!, buoni percorsi professionali e non solo! Salutami l'amico Vito Colella e l'attivo, per me solo conoscente, Sig. Lisco!
 
 
#2 niknik 2015-10-26 22:39
Congratulazioni Antonio! siamo orgogliosi di avere un giovane polignanese come te .Ne vorremmo altri,fatevi avanti tornate al paesiello e fatelo crescere sopratutto culturalmente.Ho apprezzato l'intervista e condivido le inutili lamentele .
 
 
#1 Carlo De Luca 2015-10-26 21:55
ho appreso stamattina, sorpreso ma non troppo, della prestigiosa nomina a vicepresidente della altrettanto prestigiosa Associazione regionale pugliesi a Milano del giovane e valente avvocato polignanese Antonio Di Giorgio. A me pare che scelta migliore i pugliesi di Milano non avrebbero potuto fare. Mi piace formulare con grande gioia i più fervidi Auguri di buon lavoro a beneficio dell'associazione da anni dedita con intelligenza e passione alla promozione della terra pugliese. Colgo l'occasione per inviare un cordiale Saluto al nuovo presidente e agli autentici pilastri della Associazione: Picicco, Selvaggi, nonchè i polignanesi Lisco e Colella.
 

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