Venerdì 22 Marzo 2019
   
Text Size

Cuoco sfruttato e umiliato. Il racconto del Signor X

Chef-arrabbiata-640x425

Articolo pubblicato in anteprima su "La Voce del Paese - edizione Polignano (uno dei 10 comuni del network)" nelle edicole da venerdì 2 ottobre.


“Sfruttato sul lavoro e umiliato”

Continua la nostra inchiesta

Dopo il caso di Tatiana Guglielmi, ecco un altro ex cuoco polignanese

 

Lo sfruttamento del lavoro spesso si esercita come un potere nei confronti delle persone che si trovano in una situazione di inferiorità, di disagio o di estremo bisogno, per cui il titolare, molto spesso, né approfitta non retribuendo adeguatamente il dipendente o allungando esageratamente le ore lavorative, in barba ai diritti civili e alla salute dello stesso.

La denuncia su queste colonne della ex cuoca Tatiana Guglielmi (clicca qui per rileggere commenti e articolo) la settimana scorsa ha sollevato un polverone, poiché ci interroga non solo sullo stato di diritto dei lavoratori, spesso calpestato, ma anche sulla precarietà del settore turistico, certamente fonte di reddito per tanti e volano per la nostra economia.

Diversamente da Tatiana, il lavoratore spesso, pur di non perdere il posto di lavoro, ormai diventato un hobby per pochi, non polemizza, continua a lavorare in quelle condizioni (paga inadeguata rispetto alle ore di lavoro). Ormai si accetta tutto pur di avere qualche spicciolo in tasca e i "padroni" mangiano parecchio sulle spalle dei poveri "sottomessi".

La settimana scorsa inoltre abbiamo segnalato la presenza di impianti della lavorazione di materie prime (che servono anche e soprattutto il comparto del turismo) dentro i quali i nostri ragazzi operai entrano all’alba, o anche prima (alle 4 di notte), ed escono nella tarda serata, dopo 14-15 ore di lavoro, senza neppure un giorno intero di riposo, e senza controlli da parte delle forze dell’ordine (Complici pure loro?).

Continua il nostro viaggio nel mondo illegale della precarietà e della sottomissione, dove sono calpestati dignità e principi fondamentali dell'uomo sanciti nella Costituzione. Questa settimana ospitiamo la testimonianza di un ragazzo di Polignano, che per privacy chiameremo Sig. X. Anche lui cuoco, come Tatiana, in un ristorante aperto solo d'estate sul litorale di Polignano.


Sig. X, qual è il tuo ruolo in questo ristorante? 
“Sono un cuoco e inizialmente ero l'addetto ai secondi, mentre il proprietario si occupava degli antipasti e dei primi fino a quando ha capito che ero bravo e affidabile, così ha pensato di lasciare la cucina nelle mie mani, mentre lui "cazzeggiava" in compagnia dei clienti, sfruttando le mie capacità lavorative”.

Immagino che, lavorando in un ristorante a Polignano, d'estate si superino le 8 ore...
“Lavoravo! Ora non più. Ma partiamo dal presupposto che al colloquio il mio datore ha parlato in modo convincente, mi ha riempito la testa di cose positive. Mi ha detto cose del tipo – “Non ti preoccupare, il tuo salario sarà molto soddisfacente… Sig. X qui non facciamo neanche preferenze, tutti percepirete lo stesso stipendio". In realtà erano bugie perché poi ho scoperto, parlando con gli altri dipendenti, che il mio compenso doveva, e sottolineo doveva, essere 400 euro in meno rispetto agli altri. Da precisare che io facevo tutta una tirata, mentre camerieri, lavapiatti e il gestore stesso avevano l'orario spezzato: 5 ore la mattina e 4 la sera. Io invece lavoravo 17/18 ore di fila al giorno con una mini pausa di 15-20 minuti. In più mi rassicurava anche sul giorno di riposo settimanale. Questo giorno di riposo non l'ho mai visto, infatti dopo un mese di fila senza fermarmi un attimo, sono andato a finire in ospedale”.

Cosa è successo quel giorno? 
“Avevo forti emicranie che mi causavano nausee, tutto questo provocato dallo stress e dalla stanchezza, ed erano solo i primi due mesi di lavoro. Così, il medico del pronto soccorso mi rilasciò dei documenti che attestavano il mio malessere, mi diede una cura da seguire e una settimana di malattia. Ma io pur di non essere licenziato, sono ritornato a lavoro dopo soli 2 giorni e da lì è iniziato il mio inferno. Il gestore del locale mi umiliava davanti a tutti, mi insultava e secondo lui la mia malattia era tutta una farsa perché non avevo voglia di lavorare...nonostante avessi tutti i documenti rilasciati dal medico”.

Come è andato a finire il vostro rapporto di lavoro? 
“Ho deciso di non andare più a lavoro, non sopportavo più questa situazione. Inoltre dopo 3 mesi non avevo ancora nessuna carta del mio contratto e per di più non ho ancora ricevuto lo stipendio di questi 3 mesi di lavoro prestato. Secondo te, questo non è sfruttamento?”.

ANNABBELLA VITTI

Commenti  

 
#8 legalitàegiustizia 2015-10-16 12:50
Caro Direttore mi rivolgo a Lei, poiché pare che "non resti altro che piangere...", gli ultimi commenti in pagina sono rappresentativi di una volontà espressa tanto da disoccupato quanto da inoccupato, nel farsi e sentirsi sfruttare! in barba quindi ad ogni legge e/o regolamento che conti nella salvaguardia delle condizioni del lavoro e del lavoratore. In questo momento non mi soggiunge un'idea appropriata per poter contribuire da cittadino ai suoi difficili sforzi indirizzati certamente a chi contrariamente “a disoccupato” e “inoccupato” i quali sono causa del loro male, ma a tutte quelle persone che vorranno davvero mettere in luce le condizioni disumane cui bisogna sottostare per garantirsi un lavoro “indegno”.
Per cui personalmente le dico grazie poiché apprezzo il suo grande sforzo con questi articoli inchieste.
 
 
#7 inoccupato 2015-10-16 07:31
Meglio un uovo oggi, che la gallina domani chi si accontenta gode mentre chi pretende attende.... :eek: :-)
 
 
#6 percomm5 2015-10-15 11:07
Non hai detto niente di nuovo questa battuta è vecchia da quando si facevano i cortei con le bandiere rosse.
 
 
#5 legalitàegiustizia 2015-10-14 12:08
generalmente preferisco non rispondere mai alle provocazioni! in questo caso farò un'eccezione rispondendo al commento postato da disoccupato!
In virtù di quei sacrosanti diritti e principi ma anche doveri, acquisiti dall’uomo lavoratore (dicasi uomo e non bestia) durante quel periodo in cui sono state attivate plurime forme di protesta da parte della classe proletaria (60’/70’) contro la sottomissione/sfruttamento oramai consumato e messo in atto del padrone/industriale/capitalista etc….
fatta la dovuta prefazione, mi soggiunge la seguente “storiellina”:
Nel nostro bel paesello, ridente e lucente tra sole e mare… dopo diversi giorni in cui era stata bloccata ogni tipo di normale attività di gestione del paese, a seguito di manifestazioni messe in atto da tanti disoccupati in cerca di un lavoro non più precario … avvenne un mezzo miracolo! Una mattina alcuni imprenditori decisero nel loro piccolo di contribuire allo sblocco di siffatta situazione e decisero di proporre un lavoro ad alcuni manifestanti… pertanto detti “padroncini” l’indomani scesero anch’essi in piazza al fine di poter trovare uno sblocco a taluna situazione così in modo del tutto casuale iniziarono ad indicare tra i manifestanti “disoccupati” le persone a cui avrebbero garantito un lavoro … di tutta risposta, il primo prescelto tra i manifestanti “disoccupati in cerca di lavoro” si gira verso il benefattore datore di lavoro ed esclamò: “Scus ma TU… minz a Tutt sti Crstien… mill i mill ca seim… e sciut a scegl giust a maj” … concludo quindi e rispondo a: #4 disoccupato 2015-10-13 19:46 Accontentatevi del brodo che la carne è cara. attesa la portata del Tuo post mi chiedo se il nome da Te prescelto “disoccupato” è per scelta quindi professione o per passione?!

Un cordiale saluto
 
 
#4 disoccupato 2015-10-13 19:46
Accontentatevi del brodo che la carne è cara.
 
 
#3 belin 2015-10-12 16:26
se fossi uno chef, lascerei subito questa nazione, non solo polignano a mare, e sarei accolto con tanti soldi in tante altre nazioni piu evolute del nostro, cioè quasi tutte nel resto d europa
 
 
#2 denunciate 2015-10-12 14:32
se è vero il contenuto dell'intervista, cosa si aspetta a denunciare il titolare?
 
 
#1 porcheria 2015-10-12 12:10
che porcheria! Ma una denuncia?
 

Aggiungi commento

rispettando il regolamento http://regolamento.lavocedelpaese.it/

ULTIMI COMMENTI