Sabato 19 Gennaio 2019
   
Text Size

Polignano: il metanodotto minaccia un carrubo di 1500 anni

Una parte del gigantesco carrubo in un servizio su Polignanoweb del 2013 giuliani polignano

Articolo pubblicato in anteprima su "La Voce del Paese - edizione Polignano (uno dei 10 comuni del network)" nelle edicole da venerdì 9 ottobre.


Un metanodotto minaccia il “gigante” bello di Polignano

Un carrubo di oltre 1500 anni!


Nel recente passato, a mezzo de La Voce del Paese e Polignanoweb è stato dato ampio risalto al “carrubo più grande di Puglia” ed al carrubeto/uliveto, popolato da numerosi alberi “monumentali”, costituenti l’habitat naturale del sopradetto “gigante”, il più grande (al più il secondo) in Puglia, il secondo (al più il terzo) in Italia e nel bacino del Mediterraneo; che è l’area del pianeta, pare l’unica, nella quale cresce tale magnifica essenza arborea, non a caso piantata anche nella “nuova” piazza principale di Polignano.

IL CARRUBO GIAGANTE. Si trova in territorio di Polignano a Mare, C.da La Grave; ed i proprietari del terreno, nel quale esso vegeta, hanno da tempo sensibilizzato ripetutamente il Comune per garantire la conservazione, protezione e salvaguardia del “monumento”, dal 2011 in avanti.

 

Le proposte all’Amministrazione

Nell’ambito di tali iniziative hanno anche, tra l’altro: a) richiesto che il grande carrubo, i carrubi ed ulivi “monumentali” circostanti e l’intera area che li contiene fossero “vincolati”; b) sollecitato il Comune di Polignano a Mare a promuovere – naturalmente senza alcun compenso per i proprietari – visite organizzate delle scolaresche polignanesi (e non) a quel che rappresenta un vero e proprio miracolo della natura: per dimensioni, vetustà (l’albero ha anzianità di 1500 anni e passa), maestosità, conformazione ed aspetto, affinché i bambini e i ragazzi potessero “vedere” e “toccare” la “grandezza” della natura.

Non debbo spiegare che tutto ciò non crea lucro per i proprietari: i fatti parlano da soli!

Peraltro, è di comune esperienza il fatto che nessuno chieda di svalutare i propri beni, invocando l’imposizione sugli stessi di vincoli che ne azzerano la commerciabilità ed il valore intrinseco.

A riguardo, non è superfluo aggiungere che i proprietari del terreno de quo hanno richiesto l’imposizione del vincolo paesaggistico sulla zona anche in sede di PPTR ed hanno altresì sensibilizzato, per l’adozione degli opportuni e necessari atti di tutela, sia la Sovraintendenza per i Beni Architettonici e Paesaggistici, sia il Corpo Forestale dello Stato sia il Comune di Polignano a Mare.

 

Nessuna volontà speculativa!

Francamente, mi pare possa e debba escludersi senza ombra di dubbio ogni e qualsiasi ipotetica volontà “speculativa” dei proprietari! A riguardo, vale anche dire che numerosi Consiglieri Comunali, nel 2011, avendo appreso – tra l’altro – che la SNAM Rete Gas, nella “ricostruzione”, ovvero nel “cambio” delle tubazioni del preesistente metanodotto, intendeva modificarne il percorso, passando nel sopra detto carrubeto, a breve distanza dal “gigante” e brevissima da altri carrubi “monumentali”, con l’abbattimento altresì di uno di essi, si opposero decisamente e formularono una lettera nella quale – tra l’altro – denunciarono quella che giustamente appariva loro come una aggressione ingiustificabile all’ambiente. Tanto più che esistevano – ed esistono! – altre soluzioni ed altri “tracciati” alternativi possibili. Cosicché, ben sarebbe stato – e lo è tuttora! – possibile conciliare gli opposti interessi della SNAM dall’un lato e della tutela paesaggistica ed ambientale dall’altra.

 

Punto rinviato

al Consiglio comunale del giugno 2015

I predetti Consiglieri Comunali: Domenico Vitto, Salvatore Colella, Angelo Focarelli, Domenico Lomelo e Mario Mazzone scrissero tra l’altro: “Il tracciato del nuovo metanodotto, in particella 1319 e Fgl 22, rivela due incongruenze di devastante impatto ambientale: a) attraversa e supera, sconvolgendola, e sconvolgendo il delicato equilibro ambientale, una mena-lama profonda 2 metri e larga oltre 4, con gravissimi rischi in caso di allagamenti, come quelli del 2006; b) il metanodotto SNAM, nella stessa particella, passa a pochi metri di distanza da un enorme carrubo ultramillenario avente la circonferenza di 12 mt. lineari, un vero e proprio “monumento” da salvaguardare, collocato in un contesto ambientale assolutamente caratteristico, mantenuto intatto e sinora preservato dagli attuali proprietari, meritevole della massima tutela ambientale”. Inoltre: il nuovo percorso del metanodotto “determina un impatto ambientale assolutamente incompatibile con qualsiasi regola; e ciò senza alcuna apprezzabile utilità pubblica”.

La SNAM, per motivi che non ho il piacere di conoscere, si fermò e tracciò un percorso meno “invasivo”. Oggi ripropone nuovamente il devastante attraversamento del carrubeto, ritornando inopinatamente all’originario progetto. Sennonché ciò, per essere realizzato, abbisogna di una variante al Piano Regolatore Generale del nostro Comune. Variante che il Consiglio Comunale svoltosi il 26 giugno 2015 ha molto opportunamente negato, rinviando l’argomento su proposta di un Consigliere Comunale evidentemente dotato di sensibilità ambientale e di memoria ancora viva, capace di ricordare quanto aveva sostenuto quattro anni prima.

 

C’è una lama

La SNAM segua un percorso alternativo

In effetti, la difesa del territorio di Polignano a Mare è compito del nostro Comune, sia degli organi politici ed amministrativi sia della burocrazia comunale che è – ricordiamolo – al servizio degli interessi della collettività, anche quando si tratta di “misurarsi” con aziende grandi e potenti, dotate di importanti mezzi di persuasione. Al Consiglio Comunale ed alla “burocrazia” debbono dare sostegno ed aggiungersi tutti i cittadini polignanesi perché il nostro paese è, appunto, nostro ed abbiamo il diritto – dovere di preservarne tutta la sua straordinaria bellezza.

I proprietari del carrubeto e del carrubo gigante lo hanno fatto, lo stanno facendo e continueranno a farlo, così assolvendo al proprio intimo bisogno di proteggere l’ambiente ed al dovere civico di dare il dovuto contributo alla salvaguardia del territorio e della bellezza della propria città. In questo quadro è ragionevole attendersi che l’Autorità apprezzi tale comportamento e faccia sino in fondo il proprio dovere, dicendo chiaramente alla SNAM che deve adottare uno qualsiasi dei mille altri percorsi possibili, ovvero ripercorrere lo stesso tracciato del metanodotto originario.


Tutto qui. Oggi c’è qualche polignanese che vuole schierarsi con la SNAM? Si accomodi pure, non ci interessa neppure sapere chi sia né perché lo faccia. C’è qualcuno che ritiene utile “diffamare” i proprietari del fondo del carrubo? Si accomodi; i Tribunali della nostra Repubblica, ancorché a corto di personale, sono ancora aperti.

Intanto, si prenda buona nota da parte di tutti i protagonisti della vicenda che salvare il carrubo ed il carrubeto non porta neppure un centesimo nelle tasche dei proprietari del terreno; anzi! Si prenda altresì buona nota che la SNAM, anziché insistere pervicacemente nel volere attraversare il carrubeto, contenente un albero unico come il carrubo gigante, farebbe meglio, visto che può ancora farlo, a desistere e praticare percorsi alternativi.

Non mi pare che chiedere e pretendere un gesto di ragionevolezza da parte della SNAM ed una impennata di orgoglio da parte del nostro Consiglio Comunale sia un atto censurabile. E non mi pare neppure che chi chiede simili cose possa essere tacciato di volontà “speculativa” e di “delirio di onnipotenza”, e ancora di “intimidazione” verso i Consiglieri Comunali. Ciò che sostiene la volontà determinata, che abbiamo, di difendere il nostro territorio (non solo il carrubeto, ma anche le nostre piazze, il nostro mare, le nostre coste, i nostri ipogei, le nostre masserie e la nostra campagna), è soltanto l’amore per la nostra città ed una dolorosa sensibilità ambientalista.

 

Scempi e speculazioni edilizie

sul territorio di Polignano

C’è tanta gente, in questo nostro angolo di paradiso, che non intende più accettare alcuna forma di abuso paesaggistico, né qualunque forma di aggressione all’ambiente. Il sottoscritto è tra questi; ed afferma che solo chi ha sempre fatto i “comodacci” propri può negare quel che è sotto gli occhi di tutti: mene e lame interrate, talvolta persino occupate da costruzioni; disastri idrogeologici; coste privatizzate; brutture architettoniche inguardabili; speculazioni edilizie di dimensioni mostruose, ecc.. Credo che basti. In tanti abbiamo confidato che questa Amministrazione ponesse fine a tanto. Siamo ottimisti e vogliamo sperarlo ancora. Ma urgono segnali forti; e, francamente, se il Consiglio Comunale dovesse piegarsi ai “desiderata” della SNAM, lasciandosi irretire nella ragnatela delle “azzeccagarbugliate” burocratiche, dovremo riconoscere che le nostre speranze sono state soltanto pie illusioni. Anche in tal caso però nessun problema: il carrubo è troppo grande e maestoso, è unico, per cui la questione andrà oltre e “crescerà” in tutte le sedi.

PAOLO EMILIO GIULIANI 

 

Foto esclusiva di Nicola Teofilo (La Voce del Paese)

Una parte del gigantesco carrubo in un servizio su Polignanoweb del 2013 giuliani polignano

Un carrubo millenario:

È in pericolo il “gigante” di Polignano

 

Il metanodotto SNAM si riaffaccia minaccioso. Paolo Giuliani: “La società adotti percorsi alternativi”

 

 

Nel recente passato, a mezzo de La Voce del Paese e Polignanoweb è stato dato ampio risalto al “carrubo più grande di Puglia” ed al carrubeto/uliveto, popolato da numerosi alberi “monumentali”, costituenti l’habitat naturale del sopradetto “gigante”, il più grande (al più il secondo) in Puglia, il secondo (al più il terzo) in Italia e nel bacino del Mediterraneo; che è l’area del pianeta, pare l’unica, nella quale cresce tale magnifica essenza arborea, non a caso piantata anche nella “nuova” piazza principale di Polignano.

 

IL CARRUBO GIAGANTE. Si trova in territorio di Polignano a Mare, C.da La Grave; ed i proprietari del terreno, nel quale esso vegeta, hanno da tempo sensibilizzato ripetutamente il Comune per garantire la conservazione, protezione e salvaguardia del “monumento”, dal 2011 in avanti.

 

 

Le proposte all’Amministrazione

 

Nell’ambito di tali iniziative hanno anche, tra l’altro: a) richiesto che il grande carrubo, i carrubi ed ulivi “monumentali” circostanti e l’intera area che li contiene fossero “vincolati”; b) sollecitato il Comune di Polignano a Mare a promuovere – naturalmente senza alcun compenso per i proprietari – visite organizzate delle scolaresche polignanesi (e non) a quel che rappresenta un vero e proprio miracolo della natura: per dimensioni, vetustà (l’albero ha anzianità di 1500 anni e passa), maestosità, conformazione ed aspetto, affinché i bambini e i ragazzi potessero “vedere” e “toccare” la “grandezza” della natura.

 

Non debbo spiegare che tutto ciò non crea lucro per i proprietari: i fatti parlano da soli!

Peraltro, è di comune esperienza il fatto che nessuno chieda di svalutare i propri beni, invocando l’imposizione sugli stessi di vincoli che ne azzerano la commerciabilità ed il valore intrinseco.

A riguardo, non è superfluo aggiungere che i proprietari del terreno de quo hanno richiesto l’imposizione del vincolo paesaggistico sulla zona anche in sede di PPTR ed hanno altresì sensibilizzato, per l’adozione degli opportuni e necessari atti di tutela, sia la Sovraintendenza per i Beni Architettonici e Paesaggistici, sia il Corpo Forestale dello Stato sia il Comune di Polignano a Mare.

 

 

Nessuna volontà speculativa!

 

Francamente, mi pare possa e debba escludersi senza ombra di dubbio ogni e qualsiasi ipotetica volontà “speculativa” dei proprietari! A riguardo, vale anche dire che numerosi Consiglieri Comunali, nel 2011, avendo appreso – tra l’altro – che la SNAM Rete Gas, nella “ricostruzione”, ovvero nel “cambio” delle tubazioni del preesistente metanodotto, intendeva modificarne il percorso, passando nel sopra detto carrubeto, a breve distanza dal “gigante” e brevissima da altri carrubi “monumentali”, con l’abbattimento altresì di uno di essi, si opposero decisamente e formularono una lettera nella quale – tra l’altro – denunciarono quella che giustamente appariva loro come una aggressione ingiustificabile all’ambiente. Tanto più che esistevano – ed esistono! – altre soluzioni ed altri “tracciati” alternativi possibili. Cosicché, ben sarebbe stato – e lo è tuttora! – possibile conciliare gli opposti interessi della SNAM dall’un lato e della tutela paesaggistica ed ambientale dall’altra.

 

 

Punto rinviato

al Consiglio comunale del giugno 2015

 

I predetti Consiglieri Comunali: Domenico Vitto, Salvatore Colella, Angelo Focarelli, Domenico Lomelo e Mario Mazzone scrissero tra l’altro: “Il tracciato del nuovo metanodotto, in particella 1319 e Fgl 22, rivela due incongruenze di devastante impatto ambientale: a) attraversa e supera, sconvolgendola, e sconvolgendo il delicato equilibro ambientale, una mena-lama profonda 2 metri e larga oltre 4, con gravissimi rischi in caso di allagamenti, come quelli del 2006; b) il metanodotto SNAM, nella stessa particella, passa a pochi metri di distanza da un enorme carrubo ultramillenario avente la circonferenza di 12 mt. lineari, un vero e proprio “monumento” da salvaguardare, collocato in un contesto ambientale assolutamente caratteristico, mantenuto intatto e sinora preservato dagli attuali proprietari, meritevole della massima tutela ambientale”. Inoltre: il nuovo percorso del metanodotto “determina un impatto ambientale assolutamente incompatibile con qualsiasi regola; e ciò senza alcuna apprezzabile utilità pubblica”.

 

La SNAM, per motivi che non ho il piacere di conoscere, si fermò e tracciò un percorso meno “invasivo”. Oggi ripropone nuovamente il devastante attraversamento del carrubeto, ritornando inopinatamente all’originario progetto. Sennonché ciò, per essere realizzato, abbisogna di una variante al Piano Regolatore Generale del nostro Comune. Variante che il Consiglio Comunale svoltosi il 26 giugno 2015 ha molto opportunamente negato, rinviando l’argomento su proposta di un Consigliere Comunale evidentemente dotato di sensibilità ambientale e di memoria ancora viva, capace di ricordare quanto aveva sostenuto quattro anni prima.

 

 

C’è una lama

La SNAM segua un percorso alternativo

 

In effetti, la difesa del territorio di Polignano a Mare è compito del nostro Comune, sia degli organi politici ed amministrativi sia della burocrazia comunale che è – ricordiamolo – al servizio degli interessi della collettività, anche quando si tratta di “misurarsi” con aziende grandi e potenti, dotate di importanti mezzi di persuasione. Al Consiglio Comunale ed alla “burocrazia” debbono dare sostegno ed aggiungersi tutti i cittadini polignanesi perché il nostro paese è, appunto, nostro ed abbiamo il diritto – dovere di preservarne tutta la sua straordinaria bellezza.

 

I proprietari del carrubeto e del carrubo gigante lo hanno fatto, lo stanno facendo e continueranno a farlo, così assolvendo al proprio intimo bisogno di proteggere l’ambiente ed al dovere civico di dare il dovuto contributo alla salvaguardia del territorio e della bellezza della propria città. In questo quadro è ragionevole attendersi che l’Autorità apprezzi tale comportamento e faccia sino in fondo il proprio dovere, dicendo chiaramente alla SNAM che deve adottare uno qualsiasi dei mille altri percorsi possibili, ovvero ripercorrere lo stesso tracciato del metanodotto originario.

 

Tutto qui. Oggi c’è qualche polignanese che vuole schierarsi con la SNAM? Si accomodi pure, non ci interessa neppure sapere chi sia né perché lo faccia. C’è qualcuno che ritiene utile “diffamare” i proprietari del fondo del carrubo? Si accomodi; i Tribunali della nostra Repubblica, ancorché a corto di personale, sono ancora aperti.

 

Intanto, si prenda buona nota da parte di tutti i protagonisti della vicenda che salvare il carrubo ed il carrubeto non porta neppure un centesimo nelle tasche dei proprietari del terreno; anzi! Si prenda altresì buona nota che la SNAM, anziché insistere pervicacemente nel volere attraversare il carrubeto, contenente un albero unico come il carrubo gigante, farebbe meglio, visto che può ancora farlo, a desistere e praticare percorsi alternativi.

 

Non mi pare che chiedere e pretendere un gesto di ragionevolezza da parte della SNAM ed una impennata di orgoglio da parte del nostro Consiglio Comunale sia un atto censurabile. E non mi pare neppure che chi chiede simili cose possa essere tacciato di volontà “speculativa” e di “delirio di onnipotenza”, e ancora di “intimidazione” verso i Consiglieri Comunali. Ciò che sostiene la volontà determinata, che abbiamo, di difendere il nostro territorio (non solo il carrubeto, ma anche le nostre piazze, il nostro mare, le nostre coste, i nostri ipogei, le nostre masserie e la nostra campagna), è soltanto l’amore per la nostra città ed una dolorosa sensibilità ambientalista.

 

 

Scempi e speculazioni edilizie

sul territorio di Polignano

 

C’è tanta gente, in questo nostro angolo di paradiso, che non intende più accettare alcuna forma di abuso paesaggistico, né qualunque forma di aggressione all’ambiente. Il sottoscritto è tra questi; ed afferma che solo chi ha sempre fatto i “comodacci” propri può negare quel che è sotto gli occhi di tutti: mene e lame interrate, talvolta persino occupate da costruzioni; disastri idrogeologici; coste privatizzate; brutture architettoniche inguardabili; speculazioni edilizie di dimensioni mostruose, ecc.. Credo che basti. In tanti abbiamo confidato che questa Amministrazione ponesse fine a tanto. Siamo ottimisti e vogliamo sperarlo ancora. Ma urgono segnali forti; e, francamente, se il Consiglio Comunale dovesse piegarsi ai “desiderata” della SNAM, lasciandosi irretire nella ragnatela delle “azzeccagarbugliate” burocratiche, dovremo riconoscere che le nostre speranze sono state soltanto pie illusioni. Anche in tal caso però nessun problema: il carrubo è troppo grande e maestoso, è unico, per cui la questione andrà oltre e “crescerà” in tutte le sedi.

 

PAOLO EMILIO GIULIANI

Commenti  

 
#8 mimmo l. 2016-05-23 11:09
Speriamo bene........Grazie Giuliani per tutto quello che sta facendo a riguardo.
 
 
#7 Paoloemilio Giuliani 2016-05-21 00:53
Il metanodotto si sposta. E non di poco. Il tredici maggio, proprio mentre la Amministrazione Comunale ed altri intonavano il "De Profundis" per il grande carrubo, la proprieta' del sito che lo ospita chiudeva un duro confronto con SNAM , ottenendo lo "incamicia mento" del metanodotto e lo spostamento dello stesso vicinissimo al confine del fondo limitrofo. Prima del Detto Tredici maggio la situazione era ben diversa e lo 'spostamento' era ben lontano, come si legge su La Voce del Paese dello stesso giorno Tra qualche ora la "storia" di una trattativa complessa e dura, ancorche' corretta e leale,potrà essere letta su un settimanale locale. Non e' data una passeggiata!!!
 
 
#6 Paoloemilio Giuliani 2016-05-18 13:08
A Mimmo I. Grazie per lo incoraggiamento. Rassicurati.Il 'patriarca' di Polignano nonsoccombera' alle aggressioni della ignoranza. le ragioni della Natura sono sempre piu' forti degli imbecilli che vorrebbero mortificarle e quindi vinceranno.
 
 
#5 ESAGERATI! 2016-05-05 08:49
Siamo passati dal "non far passare la snam nei pressi del carrubo", al "non farlo abbattere"! Gli avventati che scrivono simili fandonie si rendono conto delle cazzate che scrivono? Lì, pare che si sia risolto tutto spostando di qualche metro il tracciato! Senza abbattere alcun ché, oltre le vostre stupidaggini!
 
 
#4 V.zo Maria de Bellis 2016-05-04 17:49
Una amministrazione votata dai cittadini di Polignano a Mare, non può assecondare una desiderata della Snam e deludere i desideri della cittadinanza che ha delegato loro, votandoli, a fare gli interessi della comunità polignanese. In quest'epoca dove i valori di moralità sono scomparsi, viene naturale domandarsi "cui prodest" l'abbattimento del carrubo millenario? Spero che il nuovo AD Marco Alverà della Snam abbia una sensibilità diversa dal suo predecessore, Carlo Malacarne, che dal cognome non mi dà alcun affidamento! D'altronde la Snam è nata nel 1941 ed i suoi 75 anni sono poca cosa in confronto ai 1500 anni del nostro magnifico carrubo.
 
 
#3 Carlo Cigliola 2015-10-19 20:01
Dal 1987 l'Associazione Ecologica e Culturale Delfino Azzurro era al corrente di quel nostro angolo di paradiso...
Sono state fatte segnalazioni fino agli anni '9o della zona La Grave e della presenza del "millenario" Carrubo... Adesso la situazione peggiora... alla SNAM non interessa la salvaguardia, interessa altro. Bisogna impedire l'abbattimento di questo monumento naturale dal valore inestimabile. Diamoci una mossa. Polignano deve essere più sensibile per l'Ambiente.
 
 
#2 percorsoalternativo 2015-10-19 10:44
Legittima difesa del suolo, dell'aria e dell'acqua, ecco perché bisogna impedire l'abbattimento di questo monumento naturale.
 
 
#1 mimmo l. 2015-10-12 05:49
E' cascato da un lato!!!!!PECCATO!!!!!!!!
SALVATELO!!!!!!Giù le mani da questo monumento dal valore inestimabile!!!!!!!
 

Aggiungi commento

rispettando il regolamento http://regolamento.lavocedelpaese.it/

ULTIMI COMMENTI