ANGELA DI POLIGNANO, RICORDA LO SBARCO LUNARE. SI DELINEA UN AFFRESCO DI QUELLA CHE ERA LA SOCIETA' ITALIANA NEL 1969
La signora Angela, classe 1954, quel giorno aveva solo 15 anni.
I ricordi sono sfuocati, avvolti nella nebbia, proprio come le immagini in mondovisione partorite dall’unico televisore messo a disposizione dai vicini di casa.
I ricordi sono sfuocati, avvolti nella nebbia, proprio come le immagini in mondovisione partorite dall’unico televisore messo a disposizione dai vicini di casa.
Angela abitava con mamma, papà e fratellino piccolo, di 10 anni in una piazza, quella che oggi è dedicata ai caduti di Via Fani: mancano ancora nove anni al rapimento Moro e all'uccisione, in Via Mario Fani a Roma, di cinqui uomini della scorta, il 16 marzo 1978.
“A Polignano pochissimi potevano vantare il privilegio di possedere l’apparecchio televisivo, nonostante il boom economico. Quindi, la notizia passò piuttosto inosservata, se ne parlò poco. Era certo una novità, ma oggi avrebbe avuto una risonanza decisamente più ampia”.
“A Polignano pochissimi potevano vantare il privilegio di possedere l’apparecchio televisivo, nonostante il boom economico. Quindi, la notizia passò piuttosto inosservata, se ne parlò poco. Era certo una novità, ma oggi avrebbe avuto una risonanza decisamente più ampia”.
TELEVISORE, MISERIA E NOBILTA' -Le immagini che affiorano i ricordi di Angela sono in bianco e nero e ipnotiche (vedi video a fine articolo).
“Il televisore della signora Franca, nel suo salotto dove ci riunimmo tutti quanti, con gli amici del quartiere, era piccolino. Le sequenze - ricorda Angela - erano spesso interrotte dal segnale debole, dalle penombre. Erano le 3 del mattino, mio padre e mia madre dovevano andare a lavorare in campagna e fecero tardi. Noi eravamo tanto poveri, il lavoro occupava gran parte della giornata, mentre io dovevo occuparmi del più piccolo ”.
Si mangiava in quelle ore, davanti al televisore, che proprio in quel periodo stava pian piano sostituendo il focolaio attorno al quale si riunivano le famiglie. Tuttavia, l’era della comunicazione massmediatica è ancora lontana: “mangiammo focacce e bevemmo del vino. E’ stata la prima volta che così tanta gente si è adunata davanti a quell’apparecchio, che per noi era solo un giocattolo vizioso. Anche nei locali e nelle case di gente facoltosa si prenotarono alcuni amici per seguire l’evento in diretta. I più sfortunati dovettero accontentarsi della radio”.
UN VERO E PROPRIO SALTO - Gli occhi di Angela si illuminano: “Quando lo speaker disse “ecco la discesa, questa volta è stato un vero e proprio salto”, partirono gli applausi. Noi tutti ci siamo commossi. Avevamo la sensazione che qualcosa di nuovo, di bello per il futuro e per la società stesse per accadere. Forse è stata una spinta emotiva per il nostro paese, tradita poi dalla storia”.
Sono stati i primi segnali di come il televisore in casa, di lì a poco avrebbe cambiato la vita degli italiani. Per il piccolo schermo, l’allunaggio di Neil Armstrong è stato una formidabile pubblicità.
Angela e la sua famiglia rivedrà il televisore solo qualche mese dopo, il 12 dicembre dello stesso anno, per seguire il telegiornale: alle cronache un giorno nero, si contavano i morti della strage di piazza Fontana a Milano.
L’ultimo ricordo di Angela: “subito dopo la tragedia ne acquistammo uno per Natale. Papà lo comprò a rate”.
“Il televisore della signora Franca, nel suo salotto dove ci riunimmo tutti quanti, con gli amici del quartiere, era piccolino. Le sequenze - ricorda Angela - erano spesso interrotte dal segnale debole, dalle penombre. Erano le 3 del mattino, mio padre e mia madre dovevano andare a lavorare in campagna e fecero tardi. Noi eravamo tanto poveri, il lavoro occupava gran parte della giornata, mentre io dovevo occuparmi del più piccolo ”.
Si mangiava in quelle ore, davanti al televisore, che proprio in quel periodo stava pian piano sostituendo il focolaio attorno al quale si riunivano le famiglie. Tuttavia, l’era della comunicazione massmediatica è ancora lontana: “mangiammo focacce e bevemmo del vino. E’ stata la prima volta che così tanta gente si è adunata davanti a quell’apparecchio, che per noi era solo un giocattolo vizioso. Anche nei locali e nelle case di gente facoltosa si prenotarono alcuni amici per seguire l’evento in diretta. I più sfortunati dovettero accontentarsi della radio”.
UN VERO E PROPRIO SALTO - Gli occhi di Angela si illuminano: “Quando lo speaker disse “ecco la discesa, questa volta è stato un vero e proprio salto”, partirono gli applausi. Noi tutti ci siamo commossi. Avevamo la sensazione che qualcosa di nuovo, di bello per il futuro e per la società stesse per accadere. Forse è stata una spinta emotiva per il nostro paese, tradita poi dalla storia”.
Sono stati i primi segnali di come il televisore in casa, di lì a poco avrebbe cambiato la vita degli italiani. Per il piccolo schermo, l’allunaggio di Neil Armstrong è stato una formidabile pubblicità.
Angela e la sua famiglia rivedrà il televisore solo qualche mese dopo, il 12 dicembre dello stesso anno, per seguire il telegiornale: alle cronache un giorno nero, si contavano i morti della strage di piazza Fontana a Milano.
L’ultimo ricordo di Angela: “subito dopo la tragedia ne acquistammo uno per Natale. Papà lo comprò a rate”.
Gli effetti del Sessantotto, in un "piccolo mondo antico" del Sud Italia com'era allora Polignano, cominceranno a sentirsi solo in quel periodo.
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ECCO LE CRONACHE, LE VOCI E LE IMMAGINI DELL'EPOCA.
LE DESCRIZIONI DETTAGLIATE DI UN MODO DI FARE CRONACA OGGI ORMAI SUPERATO.
VEDI ANCHE PROIEZIONI ADIA SABATO 18
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