ORONZO PELLEGRINI: INTERVISTA 2

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Come promesso, ecco la seconda parte della videointervista realizzata il 4 luglio a Lido Cala Paura, il cui protagonista è il titolare della struttura, Oronzo Pellegrini, già vittima, oltre alla signora anziana con problemi motori, del famoso matrimonio.

Qui, il fetore dell’immondizia esala, con l’arrivo atteso dell’anticiclone potrebbe appesantire l’aria irrespirabile. Ma dove sono i sacchetti? Oronzo deve nasconderli o pagare privatamente per rimuoverli dato che il servizio di pulizia rifiuti non ha mai funzionato.
Ogni fine settimana i bagnanti e turisti che scelgono questa località pubblica, producono 30-40 sacchi di rifiuti solidi che il Sig. Pellegrini deve provvedere privatamente a rimuovere, nonostante paghi le tasse per usufruire del servizio di nettezza urbana otto mesi l’anno.

Intanto, quello che qualcuno ha sbrigativamente chiamato braccio di ferro tra Comando di Polizia Municipale e Oronzo Pellegrini, si è trasformato, negli ultimi due anni, in un incubo, un’odissea senza fine. La spiaggia è pubblica, e caso a parte, Oronzo si occupa di un servizio pubblico che paga e non riceve.

Oronzo è temerario, incarna le sembianze di un vecchio pescatore, solleva pedalò, nel tempo libero si concede a qualche bagno ma lo spirito di sacrificio e di lotta lo guida nelle scelte, costino quel che costino. “Tutto ha avuto inizio – racconta - da una lettera che ho mandato al Sindaco il 2 maggio del 2008 (vedi nei documenti in allegato), con la quale segnalavo il mancato servizio di raccolta rifiuti e la totale assenza di contenitori o bidoni. A questa lettera risponde la Comandante dei vigili (vedi allegato) il 14 maggio del 2008. Il servizio, scrive, parte dal primo giugno sino al 30 settembre”.
Cosa è accaduto dopo quella data? “Aspetto il primo giugno ma non succede niente di nuovo. I cassonetti non ci sono, il servizio non funziona. Il giorno 10 mi rivolgo dalla Guardia di Finanza di Monopoli e denuncio lo stato delle cose”.

IL MIRACOLO DELLA BANDIERA BLU

Negli ultimi due anni, solo per una volta il servizio ha funzionato e Oronzo ha potuto gridare al miracolo, ma tanto si sa, le cose belle durano poco…”un giorno si presentano due vigilesse le quali mi consigliano di riappacificare tutto e, da non crederci, arrivano i bidoni. Questo per me, l’anno scorso è stato un vero miracolo. La Comandante dei vigili fa visita con la presidentessa della Bandiera Blu, mostra la struttura ben organizzata con bagni, pulizia in ogni angolo della spiaggia. Noi partecipiamo con entusiasmo all’organizzazione. Tutto è in ordine, è l’ideale per fare bella figura con l’organizzazione della Bandiera Blu. Poi, passa qualche settimana e i bidoni rimangono stracolmi. In queste condizioni si chiude l’estate 2008. Capisco che si è trattato di una messinscena per fare bella figura davanti a quelli della bandiera blu, ho provato vergogna”.

NEL 2009 SCOPPIA LA GUERRA
Quest’anno la storia si ripete. “A maggio – fa notare Pellegrini – la struttura di fronte, a Grottone, ha i contenitori mentre noi, che paghiamo il servizio, no. Mi sono rivolto dai Carabinieri del NOE per la prima denuncia. Il NOE manda la lettera al Comando per sollecitare la raccolta e la sistemazione dei bidoni, ma dopo un paio di giorni dalla ricezione della risposta arrivano due vigili che incominciano a controllare, prendere misure, verificano la struttura dei bagni, i permessi. Setacciano tutto. Alla fine mi contestano una serie di mancanze. I bagni, secondo loro devono essere chimici, piuttosto che con fossa Imhoff. Insomma, rilevano ogni cavillo burocratico”.

ARRIVANO LE MULTE E LE CONTESTAZIONI
Pellegrini, dopo quella lettera dice di aver ricevuto ben 8 o almeno 9 multe da 1000 a 100 euro. Non sappiamo se ci sia una relazione di causa effetto, di sicuro gli agenti gli hanno più volte intimato di non lasciare la spazzatura in vista: “non si deve vedere, mi dicevano!”. Qualche sacchetto, Oronzo l’ha nascosto dietro i bagni, per il resto deve provvedere di tasca sua e offrire un servizio pubblico ai bagnanti a cui dovrebbe provvedere la comunità.

PER LA CAPITANERIA DI PORTO E’ TUTTO IN REGOLA
Non finisce qui. “I vigili – afferma – hanno addirittura contestato la copertura per il riparo dai fuochi d’artificio che loro stessi mi hanno invitato a montare. Per non parlare dei bagni, autorizzati dal comune. Una settimana fa (prima del 4 luglio, ndr) la Capitaneria di Porto è venuta qui a controllare. Hanno trovato tutti i permessi e le autorizzazioni in regola. Adesso mi contestano la licenza DIA del 2008 per lavorare tutto l’anno”.

Il Sig. Oronzo Pellegrini è esausto: “Per me è stato umiliante sentirsi dire dalle due vigilesse che avrei potuto segnalare il mancato ritiro della spazzatura. Penso che, nella mia posizione, avere dei contenitori e rivendicare il servizio di raccolta rifiuti sia un diritto legittimo. Ho contestato e mi hanno mosso guerra, una repressione totale. E pensare che durante il matrimonio a villa Pedone hanno bloccato tutto, ho perso una giornata di lavoro e hanno diffuso musica oltre le tre di notte. Nessuno ha mosso un dito”.

Pellegrini ricorrerà al Tar Puglia contro l’ultima ordinanza di sospensione dei lavori emessa dall’Ufficio Urbanistico, per opere edilizie eseguite in difformità del premesso di costruire, con ordine di demolizione e ripristino dello stato dei luoghi.
Come andrà a finire?

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