Innocente Galluzzi: "Vi faccio vedere come si fa turismo"

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Da "La Voce del Paese - ediz. Polignano" in edicola dal 27 giugno.


Il prof. Galluzzi, operatore del turismo, riporta alcuni esempi pratici e dimostra:

“Il cartellone degli eventi va presentato prima”

"Patatosa o Mareviglioso dovrebbero durare almeno 40 giorni..."


Il cartellone estivo arriva in ritardo, in piena estate. Abbiamo un’Istituzione scolastica, qui a Polignano; l’Alberghiero che continua a non essere coinvolto anche nelle scelte strategiche. L’assessore al Turismo è il sindaco, che non ha alcuna idea di come si programma e di come si fa impresa turistica. Non ci sono idee, progetti, novità. Il vuoto più assoluto. Si vive di estemporaneità, autoreferenzialità e clientelismi vari. Eppure le idee non mancano e si annidano nelle menti di chi ha scelto di fare del turismo, una ragione di vita, la propria professione. Ne sa qualcosa il prof. Innocente Galluzzi, insegnante all’Alberghiero di Polignano e direttore generale di Città Bianca Resort a Ostuni.

Come si organizza un cartellone estivo? Come si destagionalizza? Come si organizzano eventi? Come si mette in moto la macchina dell’indotto turistico? Lasciatelo dire agli addetti ai lavori come Galluzzi. Peccato che l’amministrazione e il sindaco, che aveva promesso di cedere la delega al turismo qualche mese dopo l’insediamento, non ascoltino e non coinvolgano.

“Io avrei fatto diversamente – osserva Galluzzi che incontriamo in un caffè, da cui nasce una piacevole conversazione – Sapete come si dice in gergo, tra cuochi? Troppo facile fare bella figura con l’aragosta. Che magari ti canta pure “Volare”. Non è così che si organizza un cartellone di eventi o si destagionalizza”.

Galluzzi ci svela alcuni segreti e casi direttamente raccolti sul campo di lavoro. Peccato che l’Associazione albergatori si sia nuovamente estinta e che i nostri politici, quando parlano di turismo, non sanno manco cosa accada nelle strutture ricettive.

Sentiamo la ricetta vincente ideata da Galluzzi.

“Le proposte per il cartellone estivo – spiega – andrebbero raccolte dall’amministrazione comunale entro e non oltre il 31 dicembre. A Ostuni apro la stagione ricettiva il 7 marzo. Noi a Città Bianca Resort ospitiamo tedeschi, francesi, belgi, anglosassoni… Arrivano low cost, dormono a basso costo, in bassa stagione, ma in tasca conservano danaro prezioso per acquistare nelle nostre località, mangiare nei ristoranti, e fare spese. Dunque preferiscono la primavera e l’autunno. In questi giorni ho ospitato decine di tangheri in albergo, provenienti da tutta Europa e dall’Italia, in occasione di un grande evento dedicato al tango tenutosi in questi giorni a Ostuni. A gennaio, quindi mesi prima, ci hanno contattato per definire il contratto: menù rigorosamente pugliese, servizi efficienti in camera e in città. Abbiamo potuto preparare un pacchetto per loro, sapendo largamente in anticipo che si sarebbe tenuto l’evento. Quindi durante la vacanza sono previste anche delle conversazioni sulla cucina tipica locale dove i tangheri si metteranno in gioco. La settimana prossima a Ostuni si tiene un torneo calcistico fra avvocati di caratura nazionale. Anche in questo caso, conoscendo l’evento in anticipo, abbiamo preparato pacchetti turistici ad hoc.

Polignano invece non è mai stata capace di mettere in piedi un percorso turistico-culturale, ed è inutile presentare il cartellone a fine giugno. Come fanno a organizzarsi le strutture ricettive? Cosa offrono ai turisti che arrivano in autunno e primavera se ancora non si conoscono gli eventi? Ma come si fa a non capire queste cose? Come fa l’amministrazione a non capirlo? È follia!”.

Ci sono speranze per Polignano?

“Purtroppo no – scuote il capo Galluzzi – questa amministrazione comunale deve studiare… sono inadeguati, soprattutto nell’approccio ai problemi. Inoltre non abbiamo complessi turistici di rilievo, non abbiamo alberghi. La delega al turismo che si tiene il sindaco è una cosa fuori dal mondo, perché quella è una delega centrale. Tornando al cartellone, a Polignano si parla casomai di iniziative, non di eventi. Gli eventi sono altra cosa.

Per esempio, Mareviglioso (la sagra del pesce) o la sagra della patata (Patatosa) io li farei durare almeno 40 giorni, con stand permanenti, percorsi studiati, menù dedicati e a tema nei ristoranti, gare di cucina con premi rivolti ai turisti, e tanto altro ancora. Per questo facevo l’esempio dell’aragosta… una metafora che vale per il modo in cui questa amministrazione opera nel campo del turismo… infatti, è troppo comodo buttare soldi per un megaevento, pagare il contributo all’associazione amica, organizzare iniziative estemporanee e autoreferenziali. Non serve a niente! Cosa resterà di questi eventi nell’arco di tutta l’estate e della primavera? Abbiamo specialità di pesce locale che definiamo materie prime povere e locali. La grandezza di un cuoco sta nella capacità di rielaborare queste materie povere e a costo zero, in chiave gastronomica, che siano le patate durante la sagra o il pesce durante Mareviglioso. La peculiarità locali (patata, vope, sarde, ecc…) devono diventare attrattore per il turismo, così come è accaduto in Salento tanti anni fa.

A cosa serve un evento come Patatosa così organizzato? Abbiamo la fortuna di avere una patata che nasce prima, come la ciliegia di Turi, quindi l’evento potrebbe cominciare in primavera e durare più giorni. Una patata da utilizzare in mille modi, ma qualcuno lo spiegherà o sarà solo il solito evento estemporaneo con buona pace di chi riscuote il contributo?”.


* in foto, a destra il prof. Galluzzi accanto al sindaco Vitto, nonché assessore al Turismo.


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