Sabato 19 Gennaio 2019
   
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Ricchi e tirchi, ma il Treno di Pascali resta a Polignano

treno di pino pascali polignano museo

Il "treno" di Pino Pascali si ferma a Polignano.

Ma non grazie ai ricchi e tirchi. Rosalba Branà delusa.

 

L’appello della direttrice del Museo Pascali di Polignano, prof.ssa Rosalba Branà, lanciato dalle nostre colonne prima di Natale, non è rimasto inascoltato. L’opera originale “Il Treno” dell’artista polignanese Pino Pascali resterà a casa, tra le mura bianche della Fondazione, vicino all’incantevole blu del mare.

A darne notizia è il prestigioso quotidiano nazionale “Il Sole 24 Ore”. L'opera di Pino Pascali grazie a una campagna di crowdfunding, lanciata il 30 novembre dell'anno scorso, si fermerà a Polignano. Di proprietà di un collezionista pugliese dalla metà degli anni Ottanta, il Treno (1964, cm 70 x 320), realizzato con smalto, olio e catrame e lamiera su faesite, era stato esposto nel 1983 in una mostra alla Pinacoteca Provinciale di Bari e nell'estate del 2011, a Venezia in Palazzo Bianchi Michiel, nella mostra Ritorno a Venezia, evento collaterale della 54ª Biennale Internazionale d'arte.

Sono pochissime le opere di Pino Pascali oggi sul mercato, disegni, progetti per la pubblicità, soprattutto. Nell'ultimo decennio sono state vendute in asta a cifre ragguardevoli diverse sculture (come i Trofei di caccia, il Cannone "Bella ciao", il Cannone semovente, il Dinosauro che emerge e il Muro di pietra, quest'ultima aggiudicata nell'ottobre del 2013 per 1.600.000 sterline nell'Italian Sale di Christie's. Altre opere sono finite attraverso trattative private in prestigiosi musei, come la Trappola (Tate Modern, Londra) e il Ponte (oggi al MoMA di New York), entrambe realizzate con lana d'acciaio su traliccio metallico.

A rendere possibile l'acquisizione del Treno per 80.000 euro – svela la giornalista – è stata la sinergia tra istituzioni – il comune di Polignano e la Fondazione Museo Pino Pascali – e un nutrito gruppo di privati, tra cui imprenditori, banche, semplici appassionati d'arte, oltre all'Associazione Zelig e a un gruppo di giovani "amici del museo", che si sono mobilitati attraverso Facebook per coprire il costo di una quota minima. Coloro i quali hanno collaborato all'acquisto, come accade nei musei stranieri, avranno il loro nome in bella vista vicino all'opera”.

I nomi dei benefattori appariranno su una targa accanto all’opera, esposta già nella Fondazione e che da lì, per fortuna, non seguirà altri binari. Per ora è massimo riserbo, anche perché dovranno firmare una liberatoria. La direttrice Branà, tuttavia ai nostri microfoni si dice delusa perché “le persone più facoltose anche di Polignano non si sono fatte né vedere, né sentire, nonostante i nostri appelli. Questo è molto deludente. Invece – spiega – abbiamo ricevuto tante adesioni, perfino da collezionisti di Roma che noi non conoscevamo e che l’hanno fatto per amore dell’arte. È stato un fatto molto importante – osserva la Branà – per la prima volta nel Sud Italia, grazie al crowdfunding abbiamo salvato un’opera che rischiava ancora una volta di essere venduta all’asta e di abbandonare la Puglia”.

Commenti  

 
#2 Franco Frugis 2014-04-05 21:27
Finalmente una bella cosa. Brava Direttrice Branà; sento di dovermi complimentare con Lei non solo per essere riuscita nell' intento di far restare, in via definitiva a Polignano a Mare, un' opera del nostro grande ed illustre compaesano Pino Pascali, che continuerà ad essere ammirata ed apprezzata, nel museo d' Arte contemporanea del suo Paese natale ed a Lui dedicato e intitolato; ma anche per aver avuto la geniale idea di far ricorso al metodo crowdfunding per raccogliere i fondi necessari all' acquisto dell' opera; senza dimenticare, inoltre, anche tutti coloro che, potendo, attraverso il versamento di un contributo economico, hanno reso concretamente possibile tutto questo. Grazie a tutti Voi.
Franco Frugis del Caffè degli Artisti.
 
 
#1 rosalba 2014-04-05 09:23
sta la crisi, devi dire grazie come è andata!
 

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