Domenica 24 Marzo 2019
   
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L'economia polignanese ai raggi X, dal 1995 a oggi: GRAFICI

economia polignano grafico 8

ESCLUSIVO: La Voce del Paese


 

Ecco i dati ufficiali. Quale orientamento per lo sviluppo dell’economia polignanese?

 

Polignano non investe abbastanza in servizi, turismo e agricoltura


 

 

Se guardiamo ai dati ufficiali e precisi dell’Ipres, pubblicati nell’annuario Puglia in Cifre 2012, possiamo verificare che l’economia di Polignano è caratterizzata da 4 periodi fondamentali:

- un periodo di grande e forte crescita dal 1995 al 2001;

- un periodo di forte moderazione con rallentamento dell’economia tra il 2001 e il 2007;

- la crisi economica dal 2007 al 2012;

- una nuova fase di sviluppo tra 2012 il 2016 (sono solo previsioni Ipres-OBI);


La grande crescita degli anni ’90. Il periodo della grande crescita economica si è verificato dal 1995 al 2001.

Tra il 1995 e il 2001 il prodotto interno lordo (Pil) di Polignano a Mare è cresciuto complessivamente di 19,8 milioni di euro, passando dai 171 milioni di euro del 1995 ai 189 del 2001, un tasso di crescita annuo dell’1,84%, con una crescita media di 2,82 milioni di euro all’anno.

Tra il 2002 e il 2007 l’economia polignanese è stata caratterizzata da un rallentamento.

La crisi. Tra il 2002 e il 2007 il Pil di Polignano si è ridotto di 0,9 milioni di euro, una perdita media di 150 mila euro all’anno, con un tasso di crescita medio del Pil pari a -0,4%. Tra il 2007 e il 2012 il tasso di crescita medio dell’economia polignanese è stato di -0,49%.

La depressione si è trasformata in una crisi con una perdita complessiva del Pil pari a -1,7 milioni di euro.

Il Pil polignanese del 2012 è tornato ai livelli del 1998-1999.

Le previsioni. Secondo le previsioni dell’Ipres tuttavia il quadro dell’economia polignanese dovrebbe migliorare tra il 2012 e il 2016. Il tasso di crescita medio del Pil in questo periodo è pari a 0,7%, con una crescita complessiva di 2,4 milioni di euro, ovvero di circa 600 mila euro all’anno.

Il Pil dovrebbe raggiungere la quota di 185 milioni di euro nel 2016, riavvicinandosi al picco dei 191 milioni di euro raggiunto nel 2001.

economia polignanese grafici pil

 

Possiamo quindi dire che l’economia di Polignano è uscita dalla crisi economica e procede lungo un percorso di crescita economica.

Polignano non investe nei servizi, turismo e agricoltura. Tuttavia se guardiamo alla composizione del PIL di Polignano possiamo notare che il settore dei servizi genera circa il 70% del Pil.

Il dato è sostanzialmente costante per il periodo 1995-2016. Si tratta di un dato che fa molto riflettere perché sta a significare che l’economia polignanese non ha investito molto nel settore dei servizi.

Il settore dei servizi è il settore che comprende anche il turismo.

Il settore dei servizi per le economie che hanno una vocazione turistica dovrebbe partecipare al Pil per un valore superiore all’80%.

Il valore aggiunto prodotto dall’agricoltura di Polignano a Mare è stato crescente tra il 1995 e il 2000 ha vissuto un periodo di forte crescita. Il Pil prodotto dall’agricoltura è passato da:

economia polignano grafico 2

 

Come possiamo vedere tra il 1995 e il 2001 il valore aggiunto prodotto dall’agricoltura è cresciuto complessivamente di 3,3 milioni di euro, ovvero di 0,4 milioni di euro all’anno con un tasso di crescita dell’agricoltura medio pari a 1,9% all’anno. Tra il 2002 e il 2007 è iniziata una riduzione della crescita del valore aggiunto prodotto dall’agricoltura che nel periodo considerato si è ridotto di 0,3 milioni di euro, un valore pari a -0,05 milioni di euro all’anno, il tasso medio di crescita del valore aggiunto dell’agricoltura è stato dello -0,24%.

Tra il 2008 e il 2013 il valore aggiunto dell’agricoltura è debolmente cresciuto facendo segnare una crescita di 0,1 milioni di euro nell’intero periodo. Il tasso di crescita medio del valore aggiunto dell’agricoltura è stato negativo tra il 2008 e il 2013, pari a -0,39%.

Agricoltura ancora in calo. Tra il 2014 e il 2016 si prevede ancora una riduzione del valore aggiunto prodotto dall’agricoltura. Una riduzione di 0,1 milioni di euro, con un tasso di crescita medio pari a -0,11%.

In generale possiamo dire che il valore aggiunto dell’agricoltura è cresciuto molto tra il 1995 e il 2001, tuttavia successivamente il valore aggiunto è rimasto basso, tendenzialmente decrescente.

Il valore aggiunto dell’agricoltura sembra inoltre destinato a mantenersi su livelli inferiori rispetto a quelli della “golden age” (epoca d’oro) del periodo 1995-2001.

La bassa crescita dell’agricoltura può essere superata a mezzo dell’investimento.

Il credito agrario e il sostegno creditizio alla pesca possono essere fondamentali per salvaguardare il settore dell’agricoltura dal rischio di sottodimensionamento produttivo.

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L’edilizia. Il valore aggiunto del settore della Costruzioni tra il 1995-2001 possiamo verificare che è cresciuto di 2,4 milioni di euro, con una crescita del valore aggiunto delle Costruzioni medio annuale è stato di 0,34 milioni di euro con un tasso di crescita medio del 3,4%.

Tra il 2002 e il 2007 il Pil delle Costruzioni si è ridotto di 1,4 milioni di euro, con un tasso di crescita media del -1,53%. Tra il 2008 e il 2012  il Pil si è ridotto ulteriormente con un tasso medio del -1,70%. Tuttavia si prevede che tra il 2013 e il 2016 il valore aggiunto dovrebbe crescere con un tasso del 4,23%.

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Il valore aggiunto dell’Industria polignanese è cresciuto tra il 1995 e il 2001. Successivamente tra il 2001 e il 2007 il valore aggiunto derivante dall’Industria si è lentamente ridotto. Il 2007 la crisi ha colpito il valore aggiunto dell’Industria di Polignano. La crisi è stata superata nel 2011. Tuttavia, una successiva depressione ha fatto ridurre il valore aggiunto dell’industria nel 2012. I dati dell’Ipres prevedono una crescita del Pil dell’Industria tra il 2013 e il 2014. 

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I servizi (turiusmo e varie) in calo. Il valore aggiunto dei Servizi dell’economia polignanese è cresciuto molto tra il 1995 e il 2001. Tra il 2002 e il 2007 il valore aggiunto dei servizi si è ridotto lentamente per poi entrare in una fase depressiva che si è risolta nel 2012. L’economia nel 2012 ha iniziato a riprendersi. Le prospettive di crescita del valore aggiunto sono positive nel periodo 2013-2016. 

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Le soluzioni alla crisi. In generale possiamo dire che l’economia è uscita dalla crisi. Tuttavia è necessario trovare una nuova strada allo sviluppo. Tante sono le possibilità per l’economia polignanese che ha certamente nell’agricoltura comprensiva anche nella pesca e nei servizi (turismo in particolare) i suoi punti di forza. Buone prospettive di crescita sono anche nell’industria, da intendersi come impresa artigiana.


Ecco l'intera economia polignanese ai raggi X,

in percentuali per ciascun settore:

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