Mercoledì 16 Gennaio 2019
   
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La 'ndrangheta sui rifiuti: la società L'Avvenire è nei guai

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"L'Avvenire" aveva partecipato al bando rifiuti di Polignano. Fece ricorso legale contro una delle quattro ditte partecipanti al bando di Polignano, poiché mancava la dicitura antimafia.


Un fulmine scuote il business dei rifiuti! La società cooperativa Avvenire – con sede legale a Putignano e con sede amministrativa a Gioia del Colle – risulta essere coinvolta in un inchiesta - avviata nel lontano luglio 2010 - dalla Procura Distrettuale Antimafia di Catanzaro, culminata con la maxi-retata eseguita all’alba di venerdì scorso dai Carabinieri  che ha portato all'arresto di 38 presunti affiliati alla ‘ndrangheta e 21 denunce in stato di libertà. Le accuse sono associazione per delinquere di tipo mafioso, concorso esterno in associazione per delinquere di tipo mafioso, sequestro di persona, detenzione e porto di armi comuni e da guerra, estorsione, rapina, corruzione, turbativa d'asta, turbata libertà del procedimento amministrativo, concussione, falso, istigazione alla corruzione e minaccia, tutti aggravati dal metodo mafioso.

 

I TENTACOLI SU POLIGNANO - "L'Avvenire", ricorderete, partecipò al bando rifiuti di Polignano. Fece ricorso legale contro una delle quattro ditte partecipanti al bando di Polignano, poiché mancava la dicitura antimafia. (CLICCA QUI PER RILEGGERE NOTIZIA E RETROSCENA) Inoltre, un membro della Commissione giudicatrice, l'ing. Salvatore Mastrolillo si dimise il 7 settembre scorso, forse per pressioni ricevute da consiglieri che volevano favorire questa piuttosto che un'altra ditta. Probabilmente L'Avvenire voleva lavorare in Ati con una ditta di Polignano.

 

 

L'INCHIESTA - Nell’ambito dell’operazione – denominata “Plinius” – sono stati raggiunti da un’ordinanza di custodia cautelare ai domiciliari: il 45enne putignanese Angelo Silvio Polignano e il socio 50enne Francesco Paolo Pugliese di Gioia del Colle, rappresentanti legali dell’Avvenire.

angelo polignano putignanoSecondo gli investigatori, i rifiuti sarebbe uno dei principali interessi dell’associazione per delinquere di stampo ‘ndranghetistico, denominata “Valente-Stummo”,operante nel territorio del comune di Scalea e nei paesi limitrofi. In particolare, tra i gestori dell'Ati Avvenire – Balsedre e gli amministratori comunali di Scalea ci sarebbe una tangente da 500mila euro che ha consentito di pilotare l'aggiudicazione dell'appalto per la raccolta dei rifiuti solidi urbani, con base d’asta da 11,2 milioni di euro.

Avvalendosi della forza di intimidazione derivante dal vincolo associativo e della conseguente condizione di assoggettamento e di omertà della generalità dei cittadini, il clan di Scalea era riuscito a mettere le mani su ogni tipo di appalto: raccolta dei rifiuti, concessione di terreni demaniali, parcheggi a pagamento, pubblicità nelle aree demaniali, realizzazione di un impianto compostaggio. Tutto ciò, grazie anche alla complicità del Sindaco Pasquale Basile e ad altri componenti l'amministrazione di Scalea.

Sono stati sequestrati beni per 60 milioni di euro – anche fuori dai confini calabresi – che hanno permesso di delineare l'asse economico-imprenditoriale della presunta organizzazione criminale costituito, con conferimenti di "sospetta provenienza". Complessivamente, è stato disposto il sequestro preventivo di 22 tra società ed aziende81 immobili, dislocati anche a Matera, Perugia, e Rocca di Cave (RM), depositi, ville ed abitazioni, numerosi negozi e circa 50 ettari di terreno; 33 autoveicoli, tra cui Jaguar, BMW, Mercedes ed auto d'epoca; 78 rapporti bancari, con saldi positivi per circa 2 milioni 695.685 euro; due imbarcazioni; numerose polizze assicurative.

Il coinvolgimento nella triste vicenda di Scalea potrebbe spingere le forze dell’ordine ad indagare sugli appalti aggiudicati dalla ditta putignanese Avvenire alla ricerca di eventuali ed ulteriori tangenti distribuite con conseguenze che potrebbero toccare anche Putignano. Nella nostra cittadina, la società cooperativa Avvenire compone l’Ati, che assieme alla ditta Antinia, si è aggiudicata l’appalto per la gestione del nuovo servizio di igiene urbana. Infine, è doveroso ricordare che – a causa di alcune difficoltà economiche – nei mesi scorsi l’Avvenire aveva assunto un ritardo nel pagamento degli stipendi degli operatori ecologici.

 

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