Domenica 24 Marzo 2019
   
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Monopoli inquina Polignano? "Mare fuorilegge"

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MARE FUORILEGGE - Rapporto shock di Goletta Verde (Legambiente) che ha presentato i risultati del monitoraggio del mare. Sono “fuorilegge” 17 campionamenti su 30. Nelle province di Bari e Brindisi nessuna analisi è risultata positiva. 4 punti inquinati anche in provincia di BAT. A Monopoli, "mare fuorilegge". Qualche settimana fa lo scoop e le foto esclusive de "La Voce del Paese", con macchie di olio provenienti da Monopoli che invasero la costa di Polignano.

Legambiente: “situazione non più tollerabile, si intervenga subito per colmare il deficit di depurazione, garantire sicurezza ai cittadini e salvaguardare le splendide risorse naturali di questa regione.”


A MONOPOLI, MARE FUORI LEGGE – “Questo il quadro della Provincia di Bari delle analisi effettuate – scrive Legambiente in una nota - In provincia di Bari nessuno dei tre prelievi ha dato esito positivo. Fortemente inquinati i due campionamenti effettuati al porto del capoluogo regionale (nei pressi delle foci di scarico di Radice del molo Pizzoli e del Molo dei pescatori). “Fuorilegge” anche il prelievo effettuato alla foce di scarico del depuratore di Monopoli Nord”.

Precisiamo che lo scarico di Monopoli Nord è presso Lido Pantano, comunque una città vicina a Polignano. È da quella zona, secondo uno scoop del settimanale “La Voce del Paese - edizione Polignano”, che provengono scie di sostanze scure e oleose, come quelle ritratte nella foto in apertura, provenienti da Monopoli e che qualche settimana fa invasero la costa di Polignano. Noi sollecitammo l’amministrazione Comunale di Polignano ad approfondire, aprendo il nostro settimanale cartaceo La Voce del Paese, con un titolo provocatorio: “Monopoli inquina Polignano?”.

I RISULTATI DI LEGAMBIENTE - Oltre la metà dei campionamenti eseguiti in Puglia dai biologi di Goletta Verde è risultata “fuorilegge”. In ben 17 casi (corrispondenti per lo più alle foci di fiumi e ai canali), rispetto ai 30 punti monitorati lungo gli 865 chilometri di costa, è stata evidenziata una carica batterica al di sopra dei valori consentiti dalla legge e per quattordici di questi punti il giudizio è “fortemente inquinato”. Acque inquinate da scarichi non depurati adeguatamente con presenze di escherichia coli e enterococchi intestinali che contribuiscono non solo ad inquinare i fiumi e il mare, ma che mettono in pericolo la stessa salute dei cittadini. Sotto accusa ancora una volta le foci dei fiumi e dei canali, ma anche gli scarichi degli stessi impianti destinati alla depurazione dei reflui urbani, che dimostrano ancora una volta le criticità che toccano il sistema depurativo pugliese. Legambiente lancia dunque un appello a Regione e amministratori locali affinché si intervenga per risolvere con urgenza la questione della mala depurazione. 

È questa la fotografia scattata da Goletta Verde, la celebre campagna di Legambiente dedicata al monitoraggio ed all’informazione sullo stato di salute delle coste e delle acque italiane, realizzata anche grazie al contributo del COOU, Consorzio Obbligatorio degli Oli Usati che resterà in Puglia fino a giovedì 11 per verificare lo stato di salute del mare e delle coste. L’istantanea regionale sulle analisi dell’equipe di biologi di Legambiente, è stata presentata questa mattina a Bari, presso la sede di Legambiente Puglia, da Stefano Ciafani, vicepresidente nazionale di Legambiente e Francesco Tarantini, presidente Legambiente Puglia, alla presenza di Angela Barbanente, vice presidente della Regione Puglia e Nicola Ungaro, Arpa Puglia.

I biologi di Legambiente da metà giugno stanno passando al setaccio foci di fiumi e torrenti ma anche spiagge e punti critici segnalati dai cittadini per scattare un’istantanea che consenta di verificare anche l’apporto inquinante che arriva dai fiumi. Proprio per questo preoccupa la situazione riscontrata in Puglia dove 17 campionamenti rispetto ai 30 realizzati sono risultati con un valore di carica batterica oltre i limiti consentiti.

Ancora oggi il 23 per cento dei cittadini pugliesi, circa un milione di abitanti, scarica i reflui senza che questi vengano depurati. I 187 depuratori della regione hanno ancora problemi di funzionamento, criticità e questioni irrisolte che in alcuni casi rendono inefficace la depurazione. Tra questi ci sono ad esempio 11 vecchi impianti, tutti da dismettere, che rischiano di inquinare le acque sotterranee, scaricando direttamente in falda o ancora quelli con problemi nel funzionamento e i cui scarichi risultano non conformi, come certificano i dati Arpa (nel 2012 sono stati 52 quelli giudicati non conformi). La situazione più critica è nella BAT, dove i depuratori delle cittadine che danno il nome alla provincia sono risultati non conformi. Ma non sono gli unici grandi impianti a risultare non conformi, come dimostrano i superamenti dei limiti riscontrati in uscita dai depuratori di Bari Ovest, Foggia e altri tra i più grandi. Ci sono poi 10 impianti sottoposti a procedimento penale. E se a tutto questo si aggiungono anche gli scarichi abusivi non controllati e gli altri illeciti legati all’inquinamento del mare, il risultato è un quadro preoccupante che impone una svolta da parte delle istituzioni preposte per provare a vincere la sfida della depurazione in Puglia. A confermare la situazione emergenziale in cui si trova la Puglia, lo scorso giugno la Camera ha approvato la proroga dell’emergenza ambientale legata alla depurazione fino a fine 2013.

“È opportuno ribadire – precisa Legambiente Puglia - che Goletta Verde non assegna patenti di balneabilità, e quella scattata dai nostri biologi è un’istantanea che non può e non vuole sostituirsi alle analisi ufficiali effettuate dagli organi competenti. I risultati emersi, però, rappresentano non solo una denuncia della situazione, ma un monito affinché si intervenga per risolvere al più presto le criticità.”

Preoccupanti anche le analisi che interessano la provincia di Brindisi, a partire dal comune capoluogo dove i prelievi effettuati nei pressi della foce Canale Giancola, nell’omonima località, è stato giudicato “fortemente inquinato”. Stesso giudizio per i prelievi alla foce del Canale Infocaciucci in località Lindinuso di San Pietro Vernotico e del canale di scarico del depuratore in località Villanova di Ostuni, su via dei Pioppi. “Inquinato”, invece, il prelievo effettuato nel comune di Carovigno, in località Torre Guaceto, nei pressi della foce del canale Reale. 

Tre i campionamenti effettuati in provincia di Foggia. L’unico punto nel quale è stata riscontrata la presenza di una carica batteriologica superiore a quella consentita, e giudicato “fortemente inquinato”, è stato quello eseguito nei pressi della Foce del torrente Candelaro nel comune di Manfredonia. Entro i limiti, invece, le analisi effettuate nei pressi della foce del torrente Carapelle in località Lido Rivoli/Foggiamare del comune di Zapponeta e alla foce del Canale Schiapparo, in località Lago di Lesina tra il comune di Lesina e Torre Mileto. 

Sette i prelievi effettuati nella provincia di Barletta-Andria-Trani, quattro dei quali risultati “fuorilegge”. Fortemente inquinate sono risultate le acque campionate nei pressi della Foce canale (all’altezza dell'incrocio di via Luigi Di Cuonzo e Litoranea di Ponente) del comune di Barletta; della Foce del Canale Ciappetta/Camaggio in località Ariscianne, sempre di Barletta; della Foce canale sotto Villa Comunale (sbocco depuratore), all’incrocio del lungomare Colombo e piazzale Chiarelli del comune di Trani e dello sbocco del depuratore (campione prelevato sul lato destro della Torre) nel comune di Bisceglie, in località Torre Calderina. Entro i limiti di legge le analisi sulle acque prelevate a Margherita di Savoia(un campionamento nei pressi della foce del torrente Carmonisa, località Riserva naturale di Salina, l’altro nei pressi della foce Aloisa) e Molfetta (nei pressi della località Cala San Giacomo).

Sette anche i campionamenti effettuati in provincia di Taranto, due dei quali hanno presentato inquinanti oltre i limiti. Si tratta del prelievo effettuato nei pressi della Foce del fiume Lato, in località Romanazzi del comune di Palagiano (giudicato inquinato) e nei pressi del tubo di scarico del depuratore in località Marina di Pulsano (fortemente inquinato). Sempre nel comune di Palagiano, invece, è risultato nella norma il prelievo effettuato nei pressi della foce del fiume Lenne. Così come nella norma sono risultati gli altri prelievi nel capoluogoTaranto (Lido Bruno) e in provincia: a Massafra (località Patemisco nei pressi della Foce Fiume Patemisco); a Pulsano (località La Fontana nei pressi della Foce Canale Trigna) e aManduria (località Specchiarica, nei pressi della piaggia a metà strada tra Torre Colimena e San Pietro in Bevagna). 

In provincia di Lecce, infine, dei sei campionamenti solo la metà presentava una carica batterica entro i limiti. Fortemente inquinati i prelievi effettuati nei pressi dell’insenatura di Torre Riccio, in località Canal del Rio, nel comune di Corsano, e nei pressi della foce dello scarico del depuratore a Porto Gaio di Gallipoli. Valori leggermente al di sotto dei precedenti, ma ugualmente sopra la soglia stabilita dalla legge, anche quelli riscontrati nel campione prelevato nei pressi della foce del canale di scarico sulla spiaggia di Marina di Leuca a Castrigliano del Capo (giudicato “inquinato”). Entro i limiti, invece, gli altri tre prelievi: aOtranto (località Laghi Alimini nei pressi della foce dee canale tra Lago Alimini Grande e il mare) a San Cataldo (località Vernole, nei pressi del canale di scarico) e a Porto Cesareo(località Torre Lapillo, nei pressi della foce canale di scarico).

PROBLEMA DEPURATORE - "Il cattivo funzionamento dei sistemi di depurazione (come quello di Monopoli, ndr) determina forti ripercussioni non solo dal punto ambientale ma anche dal punto di vista sociale ed economico che la Puglia non può più permettersi – dichiara Francesco Tarantini, presidente di Legambiente Puglia – Le criticità evidenziate da anni sono risolvibili solo con l’intenzionalità e l’impegno tra tutte le parti chiamate in causa. Pretendiamo che la prossima stagione estiva sia indenne da questi problemi perché è fattibile e doveroso risolverli, a partire da subito, per garantire la salute dei cittadini, la qualità del mare e l’economia locale. La nostra regione in questi ultimi anni si è particolarmente distinta per azioni di sostenibilità e tutela ambientale; gode di splendide aree e parchi protetti, zone di pregio turistico. È per questo che chiediamo alla Regione e ai sindaci di lavorare in sinergia per risolvere al più presto anche le criticità legate ad un sistema un sistema di depurazione obsoleto, laddove esistente, e non più in grado di gestire il carico di reflui urbani che vi arriva soprattutto d’estate.”

Commenti  

 
#13 ???? 2013-07-16 08:07
ragazzi fate attenzione e ragionate un po: ad Evolution cosa interessa che venga rifatta la piazza o il depuratore ? risposta : la piazza, quindi la priorita è quella ... so che lei, direttore non sara daccordo su questo commento, dopo aver pubblicato quell'articolo cosi tanto sconcio a favore di re antonio, e sappiamo anche il perche visto che una sua parente ci campa ......
 
 
#12 u fatue 2013-07-15 22:10
Certamente rifare una piazza per abbellire un paese che ha come principale attrattiva la propria costa, lasciando la costa alla mercè delle peggiori barbarie, é come piazzare una fioriera in mezzo ad una raffineria e non denota una particolare abilità degli amministratori a prioritizzare le esigenze della COMUNITA'. Quelle dei singoli, forse, di più. Raccogliamo le firme per le modifiche il regolamento di polizia municipale, scatenando fischietti e palette contro gli inquinatori. Altrimenti, quelle reclute di ausiliari e agenti che, un anno si e l'altro pure, si continuano ad assumere, sembreranno un esercito di re (nel senso scacchistico del termine): autorizzati solo a muoversi di un passo attorno a se' (quindi, al massimo, alla portata di un misero divieto di sosta). Mentre il nemico si mangia il nostro territorio a colpi di torre, cavallo e regina. E Polignano resta sotto scacco (plurimo).
 
 
#11 nopiazza 2013-07-15 08:11
invece di rifare la piazza, che poi non cambiera' molto (ci vorrebbero dei parcheggi sotterranei!), penso sia piu' urgente rivedere il depuratore e quindi spendere i soldi per qualcosa che ci lasci pulito il ns mare.che ne pensate ?
 
 
#10 ishtar rossa 2013-07-13 15:10
bene, passiamo ai fatti. Approfittiamo dell'estate per piazzare tre banchi nei punti nevralgici di Polignano e raccogliere firme per un regolamento di igiene urbana serio. Pochi punti, ma chiari: chi sporca paga, ed il Comune dedica un servizio a sorvegliare: La costa, tutte le immissioni autorizzate, ogni singolo marciapiede.
 
 
#9 belin 2013-07-11 19:57
torre incina quando lo ha visto mio nonno l altro giorno che non la vedeva da anni si è messo a piangere per lo stato pietoso in cui stava,
 
 
#8 Tony G. 2013-07-11 12:32
Carissimi Concittadini Polignanesi, ma Voi avete la Bandiera BLU? Monopoli con la bandiera ha risolto, il mare è pulito, le spiagge sono pulite, ci sono i servi igienici vicino alle spiagge, la raccolta differenziata è stata avviata e tanto altro. Una cosa è certa, se non riusciamo Noi a pensare e rispettare la Natura un bel giorno sarà Lei a pensare e "NON RISPETTARE PIU'" Noi. Felice Estate a Tutti
 
 
#7 Andrea 2013-07-11 08:07
Il problema dell’inquinamento “ambientale” del nostro territorio è un problema che purtroppo viene sottovalutato dalla classe politica e non solo.
Ciò che mi spaventa è che, questa indifferenza generale, sta producendo delle conseguenze negative sulla nostra salute e purtroppo sulla salute delle generazioni future.
Come è stato giustamente evidenziato “siamo dentro un unico enorme cassonetto stracolmo” e per questo, credo, che dovremmo essere noi cittadini polignanesi, (vista l’indifferenza) a farci promotori di iniziative che mirino a tutelare “la nostra casa”, logicamente senza mai sostituirci alla classe “politico/amministrativa” della nostra città che sono i responsabili della tutela dell’ambiente e della salute dei cittadini polignanese…
Le possibilità ci sono basta volerlo e passare dalle parole ai fatti!!!
 
 
#6 UN CITTADINO 2013-07-11 07:55
TORRE INCINA FA PARTE DEL COMUNE DI POLIGNANO A MARE E NON MONOPOLI. BASTA VEDERE IL FOGLIO DI MAPPA M. 33Z DEL COMUNE DI POLIGNANO.
 
 
#5 u fatue 2013-07-10 23:30
Il problema dei depuratori insufficienti (sempre volendo escludere gli sversamenti abusivi in falda) temo non possa essere visto come ascrivibile a questa o quella municipalità. L'olio che arriva in mare uccide gli organismi unicellulari, uccide le alghe e i microrganismi che ricoprono la roccia, uccide ciò che da' ossigeno alle acque e la mancanza di ossigeno uccide altri organismi. E così via. E' ininfluente che l'eternit sia stato gettato nel mio fondo o in quello del vicino: quando tira vento, le pagliuzze assassine dell'amianto ce le respiriamo tutti. Ma perché, perché e ancora perché Polignano fa ancora tanta fatica a capire che l'era in cui la differenza la faceva una busta di immondizia a me o a te é trapassata (remota)? Lo vogliamo capire una buona volta che siamo dentro un'unico, enorme cassonetto stracolmo?
 
 
#4 meraviglioso 2013-07-10 11:18
E da un decennio che tutto quello che è di inquinante Monopoli lo ha allocato al confine di Polignano, non è solo il depuratore ma c'è dell'altro che non è stato mai appurato, servizio sanitario e amministrazioni comunali, specialmente quella di Polignano, cieca e sorda. Chiedetevi come mai il nostro tratto di costa ha maggiori sintomi ed evidenze di inquinamento quando il mare si gira da levante??? Ce le siamo mai poste queste domande??? Depuratore di monopoli ed altre situazioni d'inquinamento allocate tutte a pochissimi chilometri a levante di Polignano, mentre strano che il comune di Monopoli cerca di tutelare la sua parte a sud, Capitolo ecc ecc, e si disinteressa di quella che avviene sul territorio a confine con Polignano. La nostra classe politica ha pensato sempre ad altro e non a queste problematiche, dovrebbero farsi un esame di coscienza ed andare tutti a casa.
 
 
#3 Tony G. 2013-07-10 11:09
La soluzione esiste, per evitare che Monopoli inquini Polignano e la Città stessa basterebbe che il progetto del'Oleodotto a Monopoli venga realizzato, perchè nel progetto è previsto il rifacimento del depuratore con il prolungamento dello scarico marino a circa 1 Km dalla costa. Se volete anche Polignano può costruire un Oleodotto con annesso Depuratore. Comunque a Sud di Monopoli abbiamo la Bandiera BLU che compensa il disagio, felice ESTATE.
 
 
#2 up 2013-07-10 08:34
a giudicare dagli "zero" commenti pare che questo sia un argomento poco interessante , i polignanesi preferiscono cimentarsi in forbite discussioni riguardanti la titolazione temporanea di piazza San Benedetto ad un noto sponsor :-x
 
 
#1 mah 2013-07-10 07:45
al confine con Polignano? Come calcolate i metri?... Potrei cpaire se il depuratore fosse a Torre Incina (che è di Monopoli)
 

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