Venerdì 23 Agosto 2019
   
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ESCLUSIVO: Economia polignanese disastrosa. Tutti i dati

mareggiata-polignano-foto-mare

ESCLUSIVO: dal settimanale "La Voce del Paese" in edicola il 20 dicembre scorso.

 

 

Dati allarmanti, assenza di politiche produttive e del lavoro:

la crisi a Polignano comincia dal 2008

 

L’economia di Polignano è stata duramente colpita dalla crisi economica a cominciare dal 2008.

Se guardiamo ai dati che sono stati raccolti dall’IPRES con la sua pubblicazione Puglia in Cifre negli anni 2008, 2009, 2010, 2011 possiamo notare che la crisi dell’economia Polignano si è verificata già a partire dal 2008.

Il Valore Aggiunto totale dell’economia nel 2008 è stato debolmente positivo, facendo segnare un +0.11 % equivalente a 0,26 milioni di euro.

Tuttavia già nel 2008 il complesso dell’economia mostrava la sua strutturale debolezza.

Il settore dell’AGRICOLTURA nel 2008 ha fatto segnare un 21% con una perdita di  -6,29 milioni di euro rispetto al 2007, il settore dell’INDUSTRIA ha fatto segnare un -5,56% con un -1,08 milioni di euro, il settore delle COSTRUZIONI ha fatto segnare un -3,12% con una perdita di -0,61 milioni di euro, il settore dei SERVIZI ha fatto segnare un valore positivo di 8,23 milioni di euro pari a 5,33% rispetto al 2007.

La situazione per l’economia polignanese peggiora nel passaggio dal 2008 al 2009.

Il Pil diventa negativo, con un -5,6% perdendo cioè 12, 51 milioni di euro rispetto al 2008.

In particolare fanno segnare dei valori negativi sia il settore dell’AGRICOLTURA con un -2,3 milioni di euro equivalente a -10,01%, il settore dell’INDUSTRIA in senso stretto che perde 1,43 milioni di euro facendo segnare un -7,84%, il settore delle COSTRUZIONI perde 3,4 milioni di euro equivalenti al -18,02%, il settore dei SERVIZI perde 5,31 milioni di euro facendo segnare un -3,23 % e a livello procapite ogni abitante di Polignano perde 729,625 euro.

In modo particolare la maggiore perdita tra il 2008 e il 2009 si è verificata a causa del settore delle COSTRUZIONI che in termini percentuali ha perso di più rispetto all’anno precedente, -18,02%, mentre in termini assoluti la perdita maggiore tra il 2008 e il 2009 è stata dovuta al settore dei SERVIZI che ha fatto segnare un -5,3 milioni di euro.

La crisi si è poi di molto acuita nel corso del 2010.

Dobbiamo tuttavia notare che nel 2010 il settore dell’AGRICOLTURA ha fatto segnare un reddito positivo pari a 7,42 milioni di euro ovvero pari a +35,20 %. Il settore dell’INDUSTRIA ha invece continuato a perdere reddito. L’INDUSTRIA polignanese tra il 2009 e il 2010 ha perso 3,6 milioni di euro pari al 21% . Anche il settore delle COSTRUZIONI è stato fortemente colpito dalla crisi con un -36,7% pari a -5,69 milioni di euro.

Ma è il settore dei SERVIZI che ha fatto perdere maggiore reddito all’economia polignanese con una perdita di 36,32 milioni di euro equivalente al -23%. I polignanesi si sono impoveriti nel 2010 per un ammontare di 2173 euro procapite, mentre l’economia nel suo complesso ha perso il 18,11 % pari cioè a -38,18 milioni di euro. E’ necessario sottolineare che anche nel 2010, come nel 2009,  la crisi è stata guidata dal settore delle COSTRUZIONI che ha fatto segnare la maggiore perdita in termini percentuali pari cioè a -36%, mentre a livello di valore assoluto è il settore dei SERVIZI quello che ha fatto segnare il valore assoluto maggiore pari a -38 milioni di euro. Tuttavia la crisi nel 2010 sarebbe stata assai peggiore per l’economia polignanese se non il reddito agricolo non fosse stato positivo. L’unica nota positiva infatti del 2010 è la presenza di un positivo reddito dell’AGRICOLTURA pari a 7,4 milioni di euro ovvero pari al 35,20%.

DAL 2007 AL 2010: PIL – 50MILIONI - Possiamo quindi dire che nel periodo considerato, ovvero tra il 2007 e il 2010 l’economia polignanese ha perso complessivamente 50,4 milioni di euro pari a una perdita procapite di 2908 euro. La perdita più grave pari a 38,18 milioni di euro si è manifestata nel solo passaggio tra il 2009 e il 2010.

******** 


Polignano non ha un’economia virtuosa: male il turismo e i servizi,

peggio che negli altri comuni.


Possiamo domandarci quali siano le ragioni di questa crisi  guardando alla composizione del Pil dell’economia polignanese. Possiamo dire che l’economia polignanese ha una composizione del Pil che si allontana da quello delle economie maggiormente virtuose. Le economie virtuose hanno infatti in genere un valore del settore dei SERVIZI che si avvicina all’80%. Questo valore può anche essere superato se nel caso di economie nelle quali è presente una importante componente di economia del turismo. 

Invece il valore del settore dei SERVIZI nell’economia polignanese è sempre molto al di sotto di questa soglia a parte l’anno 2008 nel quale il settore dei SERVIZI ha partecipato per il 74% alla produzione del PIL complessivo.

Tuttavia dobbiamo sottolineare che in media, nel periodo tra il 2007 e il 2010, il volume dei SERVIZI è pari al 71,68% molto lontano dal valore che dovrebbe caratterizzare una economia virtuosa.

Inoltre possiamo notare che nell’economia polignanese è molto alta la percentuale di reddito prodotto dall’AGRICOLTURA mentre è poco sviluppato il settore dell’INDUSTRIA.

Possiamo quindi dire che l’economia polignanese per rafforzarsi dovrebbe puntare sul settore dei SERVIZI.


QUI DI SEGUITO LE TABELLE E LE CIFRE COMPLETE:

 

ANNO

AGRICOLTURA

INDUSTRIA IN SENSO STRETTO

COSTRUZIONI

SERVIZI

TOTALE ECONOMIA

VALORE AGGIUNTO PROCAPITE

2007

29,74

19,4

19,51

154,36

223,01

12.648

2008

23,45

18,32

18,9

162,59

223,27

12.642,67

2009

21,10098

16,88236

15,49367

157,2767

210,7537

11913,05

2010

28,53

13,28

9,8

120,95

172,57

9739,64

PIL 2007-2010, Valori assoluti, dati Ipres.

 

 

AGRICOLTURA

INDUSTRIA IN SENSO STRETTO

COSTRUZIONI

SERVIZI

TOTALE ECONOMIA

VALORE AGGIUNTO PROCAPITE

2008

-21,15

-5,56701

-3,1266

5,331692

0,116587

-0,04214

2009

-10,0171

-7,84741

-18,0229

-3,26793

-5,60591

-5,77113

2010

35,20696

-21,338

-36,7484

-23,0973

-18,1177

-18,2439

TOTALE

-80,7631

466,6667

1491,803

-505,954

-19500

54465,85

 PIL  Variazioni Percentuali, dati Ipres.

 

ANNO

AGRICOLTURA

INDUSTRIA IN SENSO STRETTO

COSTRUZIONI

SERVIZI

TOTALE ECONOMIA

VALORE AGGIUNTO PROCAPITE

2008

-6,29

-1,08

-0,61

8,23

0,26

-5,33

2009

-2,34902

-1,43764

-3,40633

-5,31332

-12,5163

-729,625

2010

7,429015

-3,60236

-5,69367

-36,3267

-38,1837

-2173,41

TOTALE

-1,21

-6,12

-9,71

-33,41

-50,44

-2908,36

 Pil 2008-2010 variazioni valore assoluto, dati Ipres.

 

AGRICOLTURA

INDUSTRIA IN SENSO STRETTO

COSTRUZIONI

SERVIZI

TOTALE ECONOMIA

2007

13,335725

8,699161

8,748487

69,21663

100

2008

10,502978

8,205312

8,465087

72,82214

100

2009

10,012155

8,010467

7,351554

74,62582

100

2010

16,532422

7,695428

5,678855

70,0875

100

medio

12,59582

8,152592

7,560996

71,68802

PIL 2007-2010 percentuale di contribuzione al pil per settore di attività economica. 


*foto Nicola Teofilo


Commenti  

 
#11 anonimo 2013-01-11 03:34
Se credete che basta aprire un villaggio di 700 posti per avere del turismo, vuol dire che non dobbiamo neanche cercare di paragonarci ad altre realtà italiane. Purtroppo i nostri albergatori sono vecchi e ignoranti (in senso buono) completamente all'oscuro delle nuove modalià di turismo e alle nuove esigenze del turista. Pensano ancora di stare negli anni '70 quando una famiglia di 4 persone andava per 15 giorni in ferie. Se non si fa sistema si è persi! Ho visto delle guide nel centro storico che dicevano delle cose "AGGHIACCIANTI". Passavano davanti ad edifici storici con estrema disinvoltura e sottolineavano invece i punti dove Checco Zalone aveva girato il film. Il turismo non è una parola da usare quando ci sono delle camere e dei clienti, turismo è sistema, infrastrutture, viabilità, sociale. Il turismo non deve essere la priorità, ma deve essere il motore trainante, ed è ben diverso. Studente
 
 
#10 up 2013-01-09 15:32
vedo che è un argomento che non tira, molto meglio discettare sulle primarie, nella speranza che poi la salvezza ci arrivi per miracolo dall'alto.
 
 
#9 Nino GALLUZZI 2013-01-08 21:08
L'articolo preciso, molto ben documentato, dovrebbe costituire momento di profonda riflessione per la classe politica e per la società polignanese.
A quando un consiglio comunale monotematico sullo stato dell'economia di Polignano! Nino Galluzzi
 
 
#8 up 2013-01-07 11:55
al 3112
0 scuole superiori +
0 piscina +
0 porto +
0 zona produttiva +
0 ospedale +
0 palazzetto +
______
0 risultato
 
 
#7 Giovane 2013-01-06 13:28
Svegliaaaaaaaaaaa paese delle patate ..... La maggior parte dei ragazzi se la spassano in piazza e sono senza ambizioni... Queste sono le conseguenze.......bisogna cambiare la cultura del paese...basta con l'ozio e il vizio é arrivata l'ora Dell' "ambizio"....
 
 
#6 Fisolhiug 2013-01-06 09:04
Io ti Germania. Sempre polignano piacere mia familia, tanta anni noi fenire sempre. Ora vostro paese ammasso di cemento. Brutte case per gente di piccola veduta.
Fare muratore fa bene se vivere crande citta, piccola paese come polignano bastano 10 anni e non ha più spazio per costruire. Infatti voi costruite sul mare e sulla statale e da fuori sembrate tonto.
Invito anche a fare riflessione in vostra testa.
 
 
#5 rana 2013-01-05 16:09
non siamo addormentati, siamo morti.
 
 
#4 unpolignanese 2013-01-05 09:43
Il settore costruzioni negli ultimi anni ha subito un calo perché comprare un immobile a Polignano è diventato un'utopia! come si può pagare un appartamento medio 300/350000 euro? se diminuissero i prezzi forse ci sarebbe una ripresa. I costruttori quando realizzano a polignano prezzi esorbitanti, poi a Conversano ad esempio costano la metà. Ma un impiegato o un operaio polignanese a fine mese ha uno stipendio + alto rispetto a uno di conversano?
 
 
#3 ruge 2013-01-05 09:26
giusto MA.MA.MA chissa' se con queste cifre si sveglieranno un po' i polignanesi addormentati ed incominceranno ad essere piu' cittadini e meno pecoroni asserviti agli stupratori di questo paese e del futuro dei nostri figli, Sveglia !!
 
 
#2 giambattista giulian 2013-01-04 17:26
verrebbe da dire "obbiettivo raggiunto", da 15 anni Polignano ha smesso di crescere, non per incompetenza degli amministratori locali, ma per un ben preciso disegno della politica. Il cittadino si è impoverito perchè DEVE stare male, così è condizionabile, servile, corre alle urne a comando.
Voto di scambio si chiama, nulla di nuovo.
 
 
#1 MA .MA.MA. 2013-01-04 13:34
MA QUALE SERVIZI SE NON AVETE NEANCHE UN OSPEDALE ED UN SERVIZIO ADEGUATO. FATE UN PO' DI RIFLESSIONE.
 

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