Sabato 19 Gennaio 2019
   
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Mare, trulli, ulivi e... cosa manca? Ah! Un campo da golf!

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Nella Puglia siccitosa, tra palle, palline da golf e palloni gonfiati camuffati da classe dirigente (dei veri mutanti!), proviamo a dire qualcosa sul progetto Parco dei Trulli.

Una manciata di trulletti addormentati sull'orizzonte, che sembrano adagiati sul mare, offrono ai coraggiosi avventori una cartolina ed un'emozione che valgono bene il lungo percorso a piedi che si è costretti a fare prima di accedere a questa zona, visto il sabotaggio che si perpetua ai danni dei rari accessi praticabili. Dopo aver parcheggiato l'auto ed aver intrapreso un percorso ad ostacoli, si arriva in uno dei pochi tratti incontaminati della costa adriatica di Puglia.

Si! Proprio in questa zona è in atto una lotto-speculazione composta da 1 campo da golf a 27 buche, 2 mega alberghi e 244 ville private, che incombe sul territorio al solo fine di “fare soldi”. Questo progetto nasce più di 30 anni fa, da allora ha subito diverse modifiche ma senza tener conto del mutamento dei flussi turistici negli ultimi anni. In questo periodo di crisi mondiale anche il turismo si è adeguato e sta diventando ecoturismo, per questo sembra ancora più assurdo ed inutile prevedere la costruzione di ecomostri sulla costa giustificandoli con la chimera dello sviluppo ad ogni costo (ricordiamoci sempre la differenza tra sviluppo e progresso, due cose ben diverse e spesso antitetiche ).

Nel 2012 il turista evoluto, non il cozzalo arricchito, è attirato dalle bellezze naturalistiche e culturali del luogo, le prime regalateci dalla Natura, le seconde in embrione e che tocca a noi sviluppare (prove tecniche di trasmissione). Il Coordinamento Custodiamo le Coste” che noi appoggiamo, vuole preservare il tratto tra Cozze e San Giovanni, salvaguardandolo in tutti i modi da escursioni irresponsabili in stile “Lanzichenecchi”.

Il progetto del “Parco dei Trulli” si trova attualmente in fase di VAS presso la Regione Puglia ed il Coordinamento ha prodotto delle osservazioni che ne evidenziano tutte le criticità, le stesse esposte dal palco nella serata del 5 agosto in Piazza Aldo Moro a Polignano a Mare.

Il Coordinamento chiede alla Regione Puglia che il progetto venga bloccato già in fase di VAS. Diversi componenti della nuova maggioranza del Consiglio Comunale di Polignano a Mare, nel dicembre del 2010, quando erano opposizione (compreso Vitto), si dichiararono contrari alla variante del piano regolatore che avrebbe permesso questa speculazione. Hanno già cambiato idea? Aspettiamo una presa di posizione pubblica che, speriamo, non si trasformi in un voltafaccia.

Questa ed altre storie dimostrano che non siamo padroni del nostro territorio, che veniamo continuamente espropriati e colonizzati da gruppi di interesse i quali con il loro potere e i loro agganci politici mettono in atto progetti ed operazioni finanziarie fallimentari (a volte anche per loro), devastanti dal punto di vista ambientale ed in assoluto disprezzo della storia, della cultura, delle tradizioni e dell'identità del nostro popolo, costruite in centinaia di anni e di sacrifici dei nostri avi.

Vediamo con i nostri occhi a cosa hanno portato decenni di queste logiche subite passivamente dalla popolazione.

Parliamoci chiaro, su queste cose si scontrano due visioni della vita:

- una che punta ad una crescita indiscriminata fatta di interventi calati dall'alto e quasi sempre incoerenti con i reali bisogni dei cittadini, esiziali per l'ambiente e per la salute umana (vedi Ilva di Taranto). Finalità di questa concezione? Il puro profitto di alcuni e promesse di lavoro quasi mai mantenute, salvo che per i soliti raccomandati. Il resto della popolazione paga soltanto le gravi conseguenze di questi interventi. Nel caso del campo da golf dobbiamo dire che ci sentiamo sinceramente amareggiati per la mancanza di una presa di posizione critica da parte della cittadinanza, a cui del campo da golf non frega niente. Questo dimostra la subalternità culturale di una popolazione che spesso subisce senza reagire. A dire il vero, il campo da golf interessa poco anche a chi lo vuole realizzare, perché è soltanto una copertura per appropriarsi di un territorio e vendere ville.

- La nostra visione invece è quella di una continua ricerca di equilibrio tra le esigenze delle varie componenti della società. È su questo che dovremmo confrontarci tutti per cercare soluzioni più a misura d'uomo nell'economia complessiva della città, nelle attività culturali, nel tempo libero e nel rapporto tra le persone che ormai è ridotto ad una guerra di tutti contro tutti.

Provate a guardare l' espressione di stupore di un turista che si affaccia per la prima volta da una terrazza a mare. Noi ci viviamo e non ci rendiamo conto del tesoro che la Natura ci ha regalato e che determina di per sé il 90% del flusso turistico estivo e dei fine settimana, negli altri mesi cosa facciamo, giochiamo a golf? Un posto così è naturalmente vocato ad un turismo distribuito nell'arco dell'anno, che punta su valori aggiunti quali la bellezza, l'arte, la cultura. Il turismo del futuro selezionerà le mete in base alle motivazioni dell'utenza, ed oggi è sempre più ampia quella fascia consapevole che si muove in cerca di posti civili, belli, incontaminati ed organizzati. Abbiamo delle idee in merito e vorremmo confrontarci.

Vorremmo che le bellezze naturali di Polignano a Mare non fossero in contraddizione col nostro modo di vivere e di pensare, ma che tali meraviglie divenissero anche bellezza interiore e consapevolezza collettiva.

Commenti  

 
#1 INKURSOR 2012-08-11 16:34
L'Italia è davvero una colonia del mondo anglosassone e continua a scimmiottarlo nell'economia, nella finanza, nella cultura, nella lingua etc... Siamo ridicoli, ci mancava il campo da golf a Polignano, poveri noi. La differenza sta nel fatto che noi le cose le facciamo vent'anni dopo, le facciamo male e spesso le trasformiamo in loschi affari, in quest'ultima attività i maestri siamo noi, provano ad imitarci ma non ci riescono: ecco la vera eccelenza dell'Italia!
 

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