Venerdì 19 Luglio 2019
   
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Reportage: dalla spiaggia "Vitto" a Castellinaria, alla ex stalla

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Dalla spiaggia Vitto… a Castellinaria … alla “ex stalla”

Il sindaco Vitto promette: "Più spiagge pubbliche e attrezzate come San Giovanni". Il sindaco consegna la bandiera blu


 

Complice il caldo torrido e la voglia di “mettere due passi”, per una volta, abbandonata l’auto, ci siamo avventurati in una splendida passeggiata a mare. Abbiamo così involontariamente toccato con mano due diverse realtà, alternative e, nello stesso tempo, complementari.

Da una parte, giunti a San Vito, ci siamo trovati di fronte allo splendido percorso pubblico, attrezzato per essere fruito gratuitamente da tutti, noto col nome di “spiaggia Vitto”: in questo caso l’uomo è intervenuto sì a modificare la natura, ma quanto basta per conservarne intatta la bellezza e, nel contempo, per consentire a tutti di camminare lungo la spiaggia, di sostare all’ombra di gazebo parasole sempre gratuiti, di tuffarsi liberamente nelle acque cristalline.

Dall’altra parte, continuando la nostra passeggiata, e superando il tratto rimasto abbandonato (in proposito sarebbe fantastico se si proseguisse il “camminamento Vitto” fino a San Giovanni), giù in fondo, siamo arrivati fino alla altrettanto bella realtà privata di Castellinaria, spiaggia attrezzata dai proprietari per essere fruita a pagamento solo da alcuni privilegiati.

E’ evidente che, a parità di bellezza, ci troviamo oggettivamente di fronte a due diversi modelli di gestione del territorio. Tale percezione si è rinnovata e si è fatta ancora più tangibile quando alcuni di noi sono ritornati a piedi da San Vito a Polignano. Abbiamo percorso la pessima pista ciclabile (auspicando che, come promesso, la nuova Amministrazione comunale provveda, prima possibile, a modificarla). Quindi abbiamo costeggiato quel tratto di mare unico, impareggiabile, amatissimo da tutti i Polignanesi, i quali, da sempre, l’hanno scelto come meta ambita per la propria estate e per i propri ricordi più belli: “Chiar di Luna”, “Grotta delle Rondinelle”, “la caletta”, “porto Paradiso”…

Gli occhi sono caduti, inevitabilmente, sulle recenti segnaletiche e transenne, con tanto di cartello “proprietà privata” nonché, subito dopo, sulla ormai nota “ex stalla” (quand’era di proprietà dei Polignanesi…), divenuta di colpo “abitazione” una volta acquistata da Pedone, e divenuta addirittura, grazie a un blitz dell’ultimissimo Bovino, un lounge-bar a uso commerciale privato.

Ci siamo chiesti: che cosa vogliamo fare di quel tratto di costa meraviglioso, noi Polignanesi?

Vogliamo bissare il modello Castellinaria o vogliamo bissare il modello “spiaggia–Vitto” di San Vito?

Senza dubbio, in riferimento a quei luoghi, la nostra testata crede fermamente nel secondo modello di sviluppo: quelle rocce, quel mare, quelle calette, quel tratto Polignano-Cozze Nere, da sempre pubblico, tale deve rimanere perché è l’unico patrimonio che possiamo lasciare ai nostri figli, a tutti i nostri figli, ricchi e poveri, senza distinzione.

Il piano regionale delle Coste, già approvato dalla Regione, consentirà ai singoli Comuni di pianificare, a loro volta, l’utilizzo della propria costa, prevedendo gli spazi di uso pubblico e quelli da dare in concessione ai privati. Auspichiamo che la nuova Amministrazione non indugi nell’approvazione del Piano Comunale delle Coste, garantendo così a noi Cittadini, finalmente, spiagge pubbliche attrezzate, e a tanti giovani, di poter lavorare nella stagione estiva senza emigrare in altri “lidi”.

LE LUCI SONO ANCORA SPENTE

Per favore illuminate quella splendida spiaggia di San Vito e la torretta saracena! E’ spenta da anni, e c’è gente che di notte gode della passeggiata… al buio!

Commenti  

 
#4 MDCD63 2012-07-24 19:41
Credo di poter affermare e sia giusto informare i lettori che ad oggi la "spiaggia Vitto" non è costata ancora un euro in termini di spese di gestione...e intanto siamo alla quarta estate. Va anche aggiunto che "la spiaggia Vitto" non chiude mai, da gennaio a dicembre, ogni volta che il tempo permette, TUTTI ne fruiscono.
L'unica spesa potrebbe essere rappresentata dal consumo di energia elettrica per l'illuminazione di un certo numero di lampade a basso vattaggio.
Vi assicuro che appena la redazione mi indicherà un indirizzo mail a cui inviare un paio di foto della notte del 12 giugno 2010, sperando che la stessa le pubblichi, ne resterete colpiti.
 
 
#3 CT2012 2012-07-22 09:42
carissimo direttore, bisogna essere coerenti, qella spiaggia e' li da un bel po' come mai una famosa assessora non si e' resa conto quando era a palazzo? io continuo a frequentarla ma di polignanesi ne vedo pochi o niente perche' sono loro che preferiscono lidi a pagamento spostandosi perfino su monopli e poi presentono la domanda di borsa di studio e.....io pago
 
 
#2 barais 2012-07-22 09:06
approvare all'ultimo momento un lounge bar, bello che sia, ma fa capire la mente perversa e gravemente dannosa per il paese di chi ci ha malamente governato negli ultimi anni....la bastiglia è poco per costoro...
 
 
#1 Password 2012-07-22 06:50
Non per il gusto di polemizzare, ma riprendendo l'adagio del mio maestro Sorrentino, mi/vi domando: avete calcolato i costi e, soprattutto la sostenibilità dei costi dei modelli gestionali che proponete? Scrivere che vorreste (in realtà: vorremmo) lasciare ai nostri figli un patrimonio di spiagge pubbliche fruibili di qui alla settima generazione, è un'affermazione di per sè condivisibile. Lo è altrettanto dire che si preferisce la spiaggia "Vitto" rispetto a San Giovanni. Il problema è capire se la pubblica amministrazione debba e , soprattutto , possa sostenere i costi per il mantenimento di altre dieci spiagge "Vitto", dal momento che graveremmo di costi i residenti/contribuenti. Al contrario, soltanto attraverso un'accurata e controllata gestione privata delle spiagge(intendendo l'affidamento della concessione dei servizi di spiaggia e dei parcheggi, non certamente degli ingressi)potremo avere delle spiagge fruibili anche dalle future generazioni senza gravare la comunità d costi che rischiano concretamente di privare la pubblica amministrazione delle risorse economiche da allocare in modo maggiormente profittevole.
 

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