Martedì 25 Giugno 2019
   
Text Size

Centri antiviolenza. A Polignano stalking e violenza sulle donne

notte-bianca-centro-antiviolenza-safiya-polignano

 

 

La Notte bianca dei Centri Antiviolenza

Il 22 giugno “nessun(a) dorma”

per dire no alla violenza sulle donne




 

L'Associazione "Safiya" Onlus, Centro Antiviolenza di Polignano a Mare, in qualità di socia dell'Associazione nazionale DiRe (Donne in rete contro la violenza) pertecipa all'iniziativa della Notte Bianca dei Centri Antiviolenza la sera del 22 giugno 2012, aprendo il proprio Centro dalle ore 20.30 fino alle ore 1.00, con una conferenza stampa che presenta la pubblicazione delle lettere delle Donne di Safiya e spiegherà il significato dell'iniziativa nazionale e di seguito le danze in cerchio con i  balli popolari dal mondo con l'Associazione Alma Terra di Mola di Bari. 

 


L'INIZIATIVA - Dall’imbrunire a notte fonda in trenta città disseminate in tutta Italia, D.i.Re - Donne in rete contro lacentro-antiviolenza-locandina violenza - promuove una notte di mobilitazione con eventi di sensibilizzazione a sostegno dei Centri Antiviolenza.

Una notte speciale animerà le città - dal nord al sud - aprendo per la prima volta le porte dei Centri Antiviolenza e delle case che accolgono le donne colpite dalla violenza maschile.

Un’iniziativa di “D.i.Re- Donne in Rete contro la violenza” per far conoscere alla cittadinanza oltre che alle donne, questi luoghi “unici” come posti dedicati da più di 20 anni alle donne che subiscono violenza.

Più di trenta centri, tra cui Safiya di Polignano, apriranno le porte con eventi, iniziative, performance che coinvolgeranno le operatrici delle case, le donne e l’intera comunità di riferimento.

La Notte bianca nasce dalla volontà di ribadire un forte no alla violenza contro le donne e reagire allo spaventoso numero di donne uccise dalla violenza di un uomo di famiglia (feminicidio) che nei primi 5 mesi del 2012 ha visto in Italia già 62 vittime (erano 120 in tutto il 2011).

D.i.Re vuole sottolineare l’importanza dell’esistenza di questi luoghi e la necessità sempre più pressante di difenderli: dai tagli economici che ne mettono a rischio l’esistenza e dalla scarsa attenzione a loro destinata da parte delle istituzioni.

Ecco perchè la scelta di aprirne le porte, e non solo in modo simbolico.

Far vedere come ci si opera, lavora e vive è un modo per accrescere nella cittadinanza la conoscenza, l’empatia, il sostegno. 


I DATI SULLA VIOLENZA A POLIGNANOUna ricerca ISTAT, che ha coinvolto un campione di 25 mila donne tra i 16 e i 70 anni, intervistate su tutto il territorio nazionale dal gennaio all’ottobre 2006 con tecnica telefonica, ha rilevato che sono 6 milioni 743 mila le donne da 16 a 70 anni vittime di violenza fisica o sessuale nel corso della vita. 5 milioni di donne hanno subito violenze sessuali (23,7%), 3 milioni 961 mila violenze fisiche (18,8%). Circa 1 milione di donne ha subito stupri o tentati stupri (4,8%). Il 14,3% delle donne con un rapporto di coppia attuale o precedente ha subito almeno una violenza fisica o sessuale dal partner, se si considerano solo le donne con un ex partner la percentuale arriva al 17,3%. Il 24,7% delle donne ha subito violenze da un altro uomo.

 

Nell’ultimo periodo si sono registrati a Polignano almeno 5 casi di violenza domestica e stalking

 

“La violenza familiare è quella più denunciata, e quella che si manifesta di più sul territorio. Esistono anche forme gravi da non sottovalutare – spiega la presidente Anna Maria Montanaro – Da noi sono venute donne che hanno denunciato violenze infantili, spesso difficili da affrontare. Mentre una donna vive il dramma può sperare nel corso della giustizia che possa liberarla.

La violenza non riguarda solo le donne che vengono al centro, ma la società intera, le istituzioni. E’ un fatto legato a una cultura maschilista che noi contrastiamo come centro antiviolenza, ma è molto radicata nelle menti di tutti, anche dei giovani. Servono interventi di tipo culturale, ma c’è bisogno di progetti che vengano approvati. A noi, l’anno scorso non ci fu approvato il progetto per l’estate; ci dissero che non interessava. Quest’anno ci siamo ben guardate dal riproporlo. Se non si interviene nel substrato culturale il problema della violenza non si riuscirà mai a contrastare”.

 

 

 

 

Aggiungi commento

rispettando il regolamento http://regolamento.lavocedelpaese.it/

ULTIMI COMMENTI