Giovedì 24 Gennaio 2019
   
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Soccorriamo i soccorritori. Lo sciopero a Polignano

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Li chiamano "Angeli". A Polignano hanno salvato la vita a diverse persone, tra cui il signor Michele Serripierri (LA TESTIMONIANZA)

 

SOS 118, Polignano rischia di rimanere senza servizio. Figurano come volontari, ma sono lavoratori a tempo pieno

 

 

Li chiamano volontari, ma sono lavoratori a tempo pieno. Migliaia di precari in tutta Italia operano nell’ambito del settore socio-sanitario, lavorano per conto di associazioni Onlus convenzionate e ben retribuite dalle Asl.

Da ieri cinque volontari soccorritori, più autista del 118, scioperano bonariamente all’ingresso del pronto soccorso di Polignano. Da cinque anni operano sul nostro territorio, scrivono storie di vite salvate, anche grazie al loro intervento. Quattro giovani volontari soccorritori, Legrottaglie, Formica, Pacello, Buonanno, dal giorno 8 maggio sono stati assorbiti dall’associazione SerCorato, alla quale è stata assegnata la postazione del 118 di Polignano. Da quel giorno comincia l’odissea: prima dell’8 maggio erano pur sempre precari, ma lavoravano in condizioni dignitose.

Daniele, un ragazzo di 29 anni era sotto contratto a tempo indeterminato come autista soccorritore. E’ stato licenziato e assorbito come volontario, con rimborsi per carburante e buoni pasto e fisso mensile di 200 euro. Può un’autista lavorare come volontario? “Mi hanno rovinato la vita!”. A Vittoriana Legrottaglie è andata peggio. Separata con una bambina a carico, è stata fatta fuori senza alcun apparente motivo.

“Copriamo turni da sei a dodici ore. Solo lunedì – racconta Vittoriana – abbiamo capito quanto dobbiamo percepire: 3,75 euro l’ora, puliti, senza contratto e non assicurati, con tutti i rischi che corriamo. Quindi siamo volontari, ma con turni regolari. Per noi, solo rimborsi spese che non bastano nemmeno per la benzina. Siamo passati dalla padella alla brace, perché prima dell’8 maggio lavoravamo per la Croce Santa Rita e riuscivamo a racimolare almeno mille euro al mese, con ritardo, ma pur dignitosi e sufficienti per tirare a campare”.

SE VOLETE E’ COSI’ – I “volontari” hanno provato a contattare il presidente della SerCorato, sig. Fedele Tarantini. “Se volete restate, altrimenti vi mando altro personale in pullman da Corato” – così avrebbe risposto. “Di fatto – spiega Vittoriana, irritata per il ricatto – il personale l’ha chiesto ad altre associazioni e martedì mattina ha mandato una signora di Bari che non fa parte nemmeno della sua associazione. Noi il servizio non l’abbiamo bloccato, stiamo manifestando bonariamente. Chiediamo almeno un aumento a 5 euro l’ora”.

I RISCHI DEL MESTIERE – Le differenze tra i soccorritori (volontari) e gli infermieri (lavoratori) non sono molte. Il volontariato (che ha una sua dignità) è tutta “manovalanza” a basso costo per le associazioni convenzionate con le Asl, al servizio dell’intero sistema sanitario.

I soccorritori operano per conto delle associazioni ben foraggiate dalle Asl, ma di fatto si occupano di tutto: della medicazione, del paziente in caso d’incidente d’auto, della defibrillazione, di punture. “Siamo a stretto contatto con l’infermiere e il medico – spiegano – passiamo farmaci, aiutiamo il medico a intubare. Corriamo rischi di infezioni da punture, rischi alla guida dell’ambulanza”. Perfino le divise (è il caso di Daniele) e i corsi di formazione sono a carico dei soccorritori volontari, i cui costi si aggirano sulle 80 euro a lezione. Nei casi più delicati sono chiamati a rispondere davanti al giudice, e indovinate chi paga la copertura legale?

“MI HANNO SALVATO LA VITA” – I polignanesi li chiamano “Angeli” e ogni tanto passano dal pronto soccorso per portare la propria solidarietà. Chiedetelo a Michele Serripierri, operaio agricolo in pensione forzata, di Polignano. Il signor Serripierri sciopera al fianco dei soccorritori. Il 12 giugno 2011 ha rischiato di morire per un arresto cardiaco. “Questi ragazzi – racconta ai nostri microfoni – mi hanno salvato la vita. Sono ancora vivo grazie all’equipe e al dott. Nanna. Il 118 è un servizio necessario, specie per Polignano, e a maggior ragione d’estate”.

La vita di Serripierri era appesa a un filo: “è stato preso in tempo”, si dice in gergo, rianimato e defibrillato. I medici del pronto soccorso confermano: l’intervento dei soccorritori è fondamentale. Lo è stato anche nel luglio scorso, quando un uomo in barca rischiò di annegare a causa delle forti mareggiate. Questi ragazzi sono intervenuti, pur non dovendo, come farebbe qualsiasi soccorritore: il loro lavoro consiste nel salvare vite umane, e lo fanno a prescindere dal compenso, ma meritano rispetto e dignità (continua, in basso alla galleria foto)


L’INCONTRO CON IL SINDACO – Ieri mattina il sindaco di Polignano, Domenico Vitto ha incontrato i soccorritori in sciopero. Ha accolto le loro rimostranze, esprimendo la ferma convinzione che il servizio è necessario per il territorio. “Guarda caso, a Polignano certe cose accadono sempre in estate” – questo è stato lo sfogo del sindaco, il quale si è messo subito in contatto con il dott. Marco De Giosa, coordinatore regionale del 118.

INTERROGATIVI – In genere, le associazioni in convenzione con le Asl ricevono contributi fino a 25mila euro. Con la precedente associazione, l’autista non percepiva lo stipendio dal mese di ottobre scorso. Poi, l’8 maggio sono stati assorbiti dal SerCorato , ma nonostante il passaggio, i soccorritori, autista compreso, sono caduti in una trappola, dalla padella alla brace. Eppure le condizioni di affidamento del servizio non sono cambiate. Perché l’attuale azienda ha deciso di ridurre il compenso, licenziare la signora Legrottaglie e assumere l’autista come volontario, senza contratto?

“Noi lavoriamo e loro prendono i soldi” – questo lo sfogo naturale di chi vede la propria dignità calpestata.

Commenti  

 
#8 Il Rivoluzionario 2012-05-31 14:27
per quanto riguarda gli operatori del 118...bene...sarebbe meglio che vendola non venga a polignano per inaugurare un opera già inaugurata... ma venga per dare un risposta per questa gente che ci salva la vita a tutte le ore...altrimenti sarà preso a pomodori marciti in faccia..!!
 
 
#7 Il Rivoluzionario 2012-05-31 14:11
Inaugurare il MUSEO??? Ma non è stata gia fatta l'inaugurazione del MUSEO??? Ne vogliono fare un'altra?? il motivo?? vogliono prendersene i meriti i nuovi governatori??? ahahahahhah... bellisima questa... ORMAI LA POLITICA è FINITA!!!! SIAMO TUTTI STANCHI... BASTA!!!!
 
 
#6 Fuorisede 2012-05-30 15:57
Mi ricordo quando nel 2005 il signor vendola si presentava nelle piazze sbandierando il fatto che lui avrebbe risolto il problema della sanità pugliese! Risolto alla grandissima...tutti indagati!
 
 
#5 le mani in tasca 2012-05-30 11:55
il corpo esprime meglio delle parole le intenzioni di un individuo, le mani in tasca sono l'atteggiamento di questa amministrazione nei confronti della sanità locale, Vendola viene per il museo, ma non credo che lo porteranno al pronto soccorso, mandiamocelo noi...
 
 
#4 robert 2012-05-30 11:02
1l sindaco lo deve dire al compagno di coalizione vendola che ha rovinato la sanita in puglia
 
 
#3 spero... 2012-05-30 08:13
spero che il nuovo sindaco cambi questo disagio al meglio! no come in passato qualcuno s'inc... cmq questa gente va pagata onestametne x il duro e coragioso lavoro che fanno!!!!!! molte vite proseguono grazie a loro, e ttuti noi possiamo avere bisogno, salvaguardiamoli!!!!ma sopratutto rispettiamoli
 
 
#2 Onofrio 2012-05-30 07:27
Cittadini di Polignano difendiamo i nostri "ANGELI soccorritori" e il nostro Pronto soccorso, non è possibile che il nostro Governatore VENDOLA venerdì sera viene ad inaugurare il Museo di Pino Pascali, disinteressandosi completamente della salute dei Cittadini, e pensare che la nuova amministrazione in presenza del Sindaco Vitto che inaugurerà il museo Pino Pascali non protesterà assieme ai cittadini di Polignano, che spero siano numerosi per protestare nei confronti di Vendola, a Polignano viene solamente per prendersi i voti e inaugurare Musei. VERGOGNA.....
 
 
#1 indigeno 2012-05-30 07:07
ormai in questo nostro Paese il Pubblico si scarica dei problemi "amministrativi" che dirigenti incompetenti non riescono a risolvere affidando appalti ad ONLUS troppo spesso ricettacolo di fondi pubblici che sfruttano i lavoratori in maniera indegna!
Non è la prima volta che associazioni di volontariato vengono impiegate per sopperire alle mancanze dello Stato! Basti pensare alle raccolte fondi ed alle ONLUS che lavorano nel mondo della ricerca create ad hoc per un escamotage fiscale e che sfruttano ottimi ricercatori e personale qualificato con accertate finalità di lucro...Che tristezza vedere sempre gli incolpevoli sfruttati fino all'osso senza che lo stato garantisca loro controlli e regole dignitose.
 

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