Sabato 19 Gennaio 2019
   
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Attentato a Brindisi: si voleva colpire il cambiamento

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Tutta la Puglia al corteo anti-mafia: GALLERIA FOTO A FINE ARTICOLO

 

 

Brindisi è il cuore della Puglia, il ponte verso l’Albania un tempo Paese importatore di armi per la guerra sporca della ex Jugoslavia. All’epoca, migliaia di morti furono barattati in cambio di droga e sigarette. Negli anni ’90 qui, in Puglia, il sangue dei bosniaci, musulmani, albanesi valeva poco più di un mozzicone di sigarette. La Puglia non ha mai chiesto scusa, ma poi ha rialzato la testa. Lontana da Roma e dall’Europa ha deciso di cambiare rotta verso Oriente. Oggi, dopo vent’anni, Puglia e Albania, accomunate dallo stesso destino, sono due laboratori di legalità e di ospitalità. Hanno scelto il cambiamento.

Pomeriggio eravamo nella folla del corteo anti-mafia, in piazza della Vittoria. Abbiamo preso confidenza con la città di Brundisium per i latini, la Brunda dei messapici. Dopo aver ascoltato gli interventi delle autorità politiche e religiose, si è avvertita, ancora più pesante, la distanza che separa da una parte il sentimento della gente, dall’altra il sentimentalismo della politica.

Qualunque sia stata la matrice del vile attentato (terrorismo, mafia o complotto di pezzi deviati dello Stato come ipotizza “Il Fatto Quotidiano”), la deflagrazione di stamattina ha scosso un tabù, ha toccato un nervo scoperto, lungo dal Tavoliere a lu Salentu: la cultura mafiosa e la criminalità. La città sembra soffrire di quel male incubato, di una verità già svelata da tempo. Non a caso, malgrado non vi fossero prove o indizi, tracce o rivendicazioni, fin dalle prime ore dello scoppio davanti all’istituto Morvillo-Falcone, il pensiero di tutti era rivolto sempre lì, alla Mafia.

Il corteo di piazza della Vittoria poteva cominciare e finire con l’intervento accorato di una studentessa: “Non c’è bisogno di una strage per scoprire che qui, in Puglia, c’è un problema che è quello della criminalità e della mafia. Problema che va affrontato”.

Con l’attentato a Brindisi, l’Italia si è risvegliata misera, mafiosa, corrotta, omertosa, impoverita dal disagio sociale e dall’insofferenza. Come se nulla fosse stato prima di quella scintilla mortale.

Speriamo solo che Melissa non sia l’ennesima vittima sacrificata sull’inarrivabile altare della verità. Forse si voleva colpire la generazione del cambiamento. Si voleva colpire il cambiamento.

Non si vuol negare l'esistenza della mafia e della criminalità. La mafia c'è, a prescindere dalla matrice dell'attentato. La domanda è: qual è l'obiettivo e chi sono i mandanti di questo orribile attentato? 


 

Commenti  

 
#3 SESTOSENSO 2012-05-21 00:02
CARISSIMO "unpadredi famiglia" non ti devi sentire schifato e indignato di essere italiano nè tantomeno pugliese...Tutti i gentori di questo mondo all'ascolto di tale notizie rimangono scioccati e dispiaciuti della tragedia, ma mai schifarsi della propria Patria Italiana!!!
E' stato un evento doloroso per tutti specialmente per noi padre che non siamo stati capace dare ai nostri figli un futuro migliore...Solo un imbecille ed un malato di mente abbia fatto una cosa del genere senza pensare alle conseguenze verificatesi. Comunque, ha poco tempo di libertà e quando sarà anche la sua famiglia piangerà, ascolta le parole di un saggio!! In questi casi c'è solo da pregare per quell'angelo bianca salita in Cielo. Coraggio amico mio avranno anche loro da piangere!!!!
 
 
#2 arturo paganelli 2012-05-20 16:04
recita un cartello mostrato alla manifestazione di brindisi: fuori i mafiosi dal parlamento! Praticamente avremo un parlamento vuoto!!!! E visto come mal funziona non sarebbe male!!!
 
 
#1 unpadredifamiglia. 2012-05-20 07:59
Sono un padre di famiglia con figli che studiano, dopo quello che è accaduto ieri sono veramente indignato e schifato di essere cittadino italiano, ed ancor di piu pugliese.
 

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