Sabato 19 Gennaio 2019
   
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Franco Bianco, il pioniere della Radio a Polignano

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LA STORIA DELLA RADIO A POLIGNANO

Il racconto di Franco Bianco: gelosie, invidie, infamie e la Polignano che non cambia mai


 

Franco Bianco è l’inventore della radio a Polignano. All’epoca si chiamava Radio Polignano, poi tutte quante le radio locali che portavano il nome della città di riferimento furono costrette, per legge a cambiare nome. Radio Polignano diventò Radio Neapolis (nome antico della città), Radio Conversano prese il nome antico della città dei Conti e diventò Radio Norba, e così le altre.

“Quante vicissitudini e infamie ho dovuto subire per tenere viva la radio” – sospira Franco Bianco ai nostri microfoni. I ricordi, anche quelli negativi, non si cancellano. Funzionava come la storia della volpe e dell’uva. Gelosie, trame, invidie, politici in erba, oggi ancora attivi, che negli anni ’70 tentavano di conquistarsi un po’ di notorietà in radio: questo era il panorama editoriale polignanese dell’epoca, questo è ancora oggi, con giornali locali in concorrenza tra loro.

Oltre due ore di conversazione con Franco Bianco ci sono serviti per tracciare la storia della radio negli anni ’70, prima e dopo la legge che liberalizzò definitivamente radio e tv private in Italia.

Come nasce Radio Polignano (Radio Neapolis)?

“Un giorno – racconta il sig. Franco Bianco, oggi pensionato – si presentarono, a casa mia, due personaggi che fecero degli spettacoli al Cinema Teatro Nuovo, era il “Duo Piano Piano”. Io ero studente al liceo scientifico, andavo in giro con la Vespa e mi dilettavo a creare dei trasmettitori e transistor per le radio, con apparecchiature varie che assemblavo in proprio. L’ingegno mi portava a smontare televisori: negli anni ’70 si formò un gruppo di appassionati come Oronzo Fiume, Walter Spilotro, Riccardo Giuliani. Tornando ai due personaggi, questi mi chiesero un trasmettitore perché volevano fare la radio a Polignano. Io posi subito delle condizioni: avrei ceduto il trasmettitore a patto che i due terzi della proprietà restassero a me. Così nacque Radio Neapolis. Dividemmo in tre la proprietà dell’apparecchiatura e cominciammo a trasmettere”.

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Il giorno 1 settembre 1976 i tre soci si divisero così le quote: il 51% a Franco Bianco, il 24,5% a Giuseppe Modugno (oggi cognato di Franco Bianco) e il rimanente 24,5% a Natale Carone. Poi accadde che nessuno dei due versò la quota e Franco Bianco dovette firmare le prime cambiali da 76 mila lire ciascuna (vedi foto a destra). Nella fine del 1976, a Natale Carone subentrò Donato Polignano.

Insomma, non propriamente un hobby: la radio era una testata giornalistica con tanto di programmazione e palinsesto da 18 ore. Lo stesso Bianco ammette: “di questo hobby si poteva fare un’attività lavorativa. Purtroppo la legge Mammì ci ha costretti in seguito a chiudere. Radio Neapolis è stata la prima radio ad aprire a Polignano e la prima a chiudere, nel 1991. Solo le radio confessionali, stando alla legge Mammì, non erano tenute a pagare la tassa di concessione governativa, motivo per cui Radio Incontro ha resistito e resiste tuttora. Le radio confessionali potevano fronteggiare i debiti. La legge Mammì fu varata apposta per far chiudere le radio piccole, per liberare le frequenze, poiché diventavano poche. Noi ci indebitammo e ricordo che altri titolari di radio vendevano le frequenze sottobanco, fino a decine di milioni di lire".

“Viviamo in un paese dove non ci sono grossi imprenditori e industrie. La radio riusciva a sopravvivere con la pubblicità – ricorda Bianco – che costava 20mila lire al mese, troppo poco per farne un’attività. Senza contare che c’era tanta concorrenza”. Una delle “rivali” era Radio Mare di Pasquale Messa, ma si proponeva come radio più popolare, mentre di Radio Neapolis si ricordano le programmazioni di musica jazz, le interviste inventate con personaggi famosi e imitazioni, le partite della Polimnia e i collegamenti con l’estate polignanese che all’epoca durava solo una settimana.

 

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Da hobby a lavoro – “La nostra era un’associazione a tutti gli effetti – ricorda Franco Bianco – perché c’era bisogno di molto volontariato. Oggi ci sono i programmi del computer, all’epoca servivano risorse umane, deejay che miscelavano i dischi da comprare e che costavano una fortuna e gli speaker. Facevamo una programmazione di 18 ore al giorno. Da un mio calcolo, a Radio Polignano (poi radio Neapolis) transitarono, in 15 anni di attività, ben 400 persone, alcune delle quali hanno fatto carriera in altre radio o hanno suonato in eventi e matrimoni nelle varie sale che all’epoca andavano per la maggiore: Ristorante La Corvetta, Copacabana, ecc.”.

La fortuna di Radio Norba – Franco Bianco cominciò a costruire trasmettitori con pezzi di televisione nel 1975. Dopo cominciò a venderli: il primo acquirente fu un tale di nome Leopoldo Del Faro, di radio Monopoli, in quota al partito socialista, oggi giornalista. Ben presto, i transistor diventarono un vero e proprio business che a Franco Bianco servivano per mettere un po’ di grana in tasca, studente precario qual’era. “Radio Norba (all’inizio Radio Conversano) – racconta Franco Bianco – inizio a trasmettere i primi segnali nel 1975, poco prima di Radio Polignano. Poi chiuse. Nell’ambiente ci conoscevamo tutti quanti. Radio Norba fu messa in piedi da un maestro di scuola elementare di Conversano che si faceva affiancare da un tecnico di cognome Spada, un certo proprietario di un bar del centro storico, molto giovane e intraprendente.

Accadde che questo tecnico, allievo del maestro, gli fregò l’iniziativa e vendette la radio a una società formata da un gruppo di vari politici della DC e onorevoli socialisti, con a capo l’ing. Montrone, attuale patron del Gruppo Norba. Radio Norba fu sovvenzionata dai politici. All’inizio il segnale non andava oltre il territorio conversanese. Ma Conversano, rispetto a Polignano, si trova in un punto geografico strategico, essendo più alta il segnale ben presto arrivò sparato su Bari, città dalla quale arrivarono molti sponsor. Invece Polignano si trova in una fossa sotto la Murgia, tanto che dovemmo installare un ripetitore in campagna, al Commisso. Radio Norba fece fortuna grazie ai politici e alla posizione strategica: l’antenna era sul punto più alto, a largo di corte. Questa fu la sua fortuna, ma fu anche la nostra sfortuna”.

 

Commenti  

 
#8 nico giuliani 2016-04-24 17:33
Grazie Franco.
 
 
#7 Walter 2012-05-30 19:00
E' passato moto tempo, ma sembra appena ieri, ricordo bene quel periodo. All'epoca ero disoccupato: facevo il portaborsa ad un noto Avvocato polignanese per recuperare qualche lira :-))
 
 
#6 Nico Amodio 2012-04-23 23:42
Caro Franco hai per caso in archivio
spezzoni o trasmissioni dei primi anni?Con calma dopo il 7 Maggio perchè non facciamo un raduno?CIAO
 
 
#5 stellina 2012-04-21 16:12
a quanto so radio mare nn era una radio popolare era altrettanto seguita da tutte le persone..e cmq sia sn orgogliosa di esser la nipote di un grande di radio mare.. nn ci sn rivali ma solo radio che hanno tt la stessa passione la musica...ho ascoltato qualche pragramma e era mlto divertente nn sentivo nemmeno l'esigenza dopo di accendre la tv..bei tempi..cio che in realtà vorremmo fare oggi... ascoltare e sognare! cmq bel articolo:) ;-)
 
 
#4 che belle le radio 2012-04-21 09:16
Radio Neapolis oltre che essere una sana espressione di libertà era una grande famiglia..e il caro Franco per il sottoscritto è stato un secondo padre!!
Giuseppe Maiellaro
 
 
#3 Flavio Oliva 2012-04-19 23:50
Onorato di essere stato un tuo collaboratore e speaker per anni !!!! era stupendo fare tardi la notte per mandare musica dal vivo : UNDERGROUND, LA MUSICA DELLA NOTTE !!! con gli amici Flavio Caprera e Tommy Colagrande
 
 
#2 Pierpaolo Fiume 2012-04-19 13:49
Complimenti per l'articolo!!!
 
 
#1 il mio primo lavoro 2012-04-19 09:03
Complimenti per l'articolo. Ho collaborato con Radio Neapolis e quindi con Franco.
Una bella e onorevole esperienza.
Grande stima per il fondatore. :D
 

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