Giovedì 21 Marzo 2019
   
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Addio, Franchino Amodio: ecco chi era

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Sindaco del popolo nel 1977. Faceva i comizi in dialetto ed era amato da tutti

Lo ricordano i figli Donato e Maria



 “A va la grè a fasc”. Tradotto in italiano perde di poetica. “Girerà la frasca”, ossia “La ruota girerà”. Questa era solo una delle locuzioni più popolari di Franchino Amodio, sindaco di Polignano nel 1977, scomparso lunedì. La frasca era il trifoglio simbolo del Partito Repubblicano Italiano, al quale Franchino è rimasto fedele, sempre.

La scomparsa di Franchino Amodio, che non aveva un soprannome (lo chiamavano Amodio, o gli amici lo chiamavano “U sindc” nel nostro video sui soprannomi) lascia un vuoto incolmabile nella storia di Polignano. La storia della Prima Repubblica, dal dopoguerra a tangentopoli. Un figlio della guerra, un figlio della fame e della povertà che amava il cibo: Franchino era un buongustaio, e il cibo che tanto amava è stato alla fine la causa del suo male.

Quando lo abbiamo intervistato in video, l’anno scorso, per i tipi “A ci appartin?”, “A chi sei figlio”, mostrava con tutto il suo orgoglio l’appartenenza a se stesso: “Sono Amodio, vi sembrerà strano ma io non ho soprannomi. Chiamatemi pure il sindaco, perché sono stato il miglior sindaco di Polignano”. Franchino era unico, non si può inventare un uomo così, legato alla politica e al popolo, al partito della Prima Repubblica, quando i partiti erano ancora quei “corpi intermedi tra le istituzioni e le società”. Questo dovevano essere i partiti per Aldo Moro e Giovanni Spadolini, leader del PRI (Partito Repubblicano Italiano).

Lo ricordano tutti per i suoi comizi in dialetto polignanese. “Se l’acqua non ve la dà Dio, ve la darà Amodio”. Questa è solo una delle tante locuzioni che i figli, Maria e Amodio, ai nostri microfoni ricordano con gli occhi imperlati di commozione. Franchino aveva i pozzi artesiani per irrigare i campi e regalava acqua. E’ stato uno dei precursori del motto “L’acqua è un bene pubblico”.

Il suo non era un proclamo elettorale, lui all’acqua e al bene della comunità ci teneva, perché ha masticato il palato povero della guerra. Sfogliamo, così l’album dei ricordi e le foto sono un trionfo di popolo: come quando in un comizio in piazza Moro tese il braccio verso la folla, come un Claudio Villa trionfatore a Sanremo, e grandi e piccini lo ascoltavano, pendendo dalle sue labbra e dal cuore. Franchino era un leader di popolo, carismatico. Agricoltore e commerciante.

LA VOCE DELLA VERITA' - Quando i Polignanesi si preparavano per i suoi comizi, gli unici affollatissimi, partecipavano con vivo entusiasmo: “Adesso parla la voce della verità”. Grandi e piccini ascoltavano la voce della verità: i più piccoli non capivano il vernacolo, ma lo ascoltavano curiosi, tra loro e Franchino si stabiliva un contatto, un’alchimia.

Erano gli anni della Prima Repubblica, quando folle oceaniche si riversavano per seguire i comizi dei politici locali, ma non a tutti era riservato questo privilegio; Franchino Amodio era uno di questi pochi privilegiati. Ciascun partito aveva il suo palco in piazza Moro, all’epoca piazza Regina Margherita. Quando si andava per comizi era come andare al mercato: gli elettori sceglievano il palco, quindi il proprio partito di riferimento, ma il voto sulla Dc era quasi una condanna. Franchino riuscì con il Partito Repubblicano. (continua...)

SPADOLINI A POLIGNANO - Perfino Giovanni Spadolini, in visita a Polignano, lo portò con se a braccetto. Il ministro  della Difesa era un vero intellettuale, uomo di cultura. Quando Spadolini assaggio fave e cicorie offerte da Franchino, pensava probabilmente di essere alla bouvette di Montecitorio, invece stava deliziando il palato con uno dei cibi poveri oggi simbolo della cucina mediterranea nel mondo.

Franchino rivendicava con orgoglio il suo incontro con Spadolini. Era talmente umile, da non credere che il Ministro, oberato di impegni istituzionali, potesse venire a Polignano a trovarlo. “Riesco a parlare con Spadolini e mi capisce” – si sorprendeva umilmente Franchino Amodio che mai, in vita sua, aveva fatto distinzione di classe sociale. La sede del PRI era accanto allo storico Bar Sport, oggi Caffè Sibilia. “La sede era a casa nostra” – spiega la figlia Maria – “perché l’unico vero hobby di papà era la politica”.

Franchino Amodio diventò assessore provinciale ai servizi sociali. Entro nella squadra della prima e unica donna, presidente della Provincia di Bari. La giunta fu azzerata dalle inchieste giudiziarie e, uno dei pochi puliti era proprio Amodio che, orgoglioso, un giorno tornò a casa con la copia della Gazzetta e il titolo in prima pagina: solo un uomo onesto e mai indagato, era lui, Franchino.

I figli Maria e Donato Amodio lo ricordano con orgoglio: “per aver contribuito a un pezzo di storia di Polignano. Durante i comizi, le sue urla erano musicali, arrivavano al cuore dolcemente, mai aggressive. Era come se, in quei momenti, stesse illuminando la gente. A me e a mio fratello rimane il ricordo di un grande Papà. Siamo cresciuti tutti e due nel mito di mio padre. Io vedevo mio padre come un supereroe, mi sentivo di vivere in un mondo dove tutto si apriva grazie a lui”.

Commenti  

 
#2 gianina 2012-05-07 21:29
non ho mai saputo chi è veramente franchino ..fin quando mio compagnio mi presenta un amico dino ..dicendomi che il padre sta male..mi sono offerta da subito per dare una mano..non ci sono parole per descrivere mio legame con lui a parte la malattia..ero folgorata della sincerità del costui..io avevo perso il mio padre di recente..mia sorella di tumore..ero sola a polignano ..con lui potevo parlare di tutto ..era come un grande amico che quando stava male piangevamo insieme per darli la forza di farcela ancora una volta come diceva lui mi hai salvato 3 volte dalla morte come a fatto maria...pero non era cosi lui a salvato me..mia datto la forza di rimanere in italia umiliata di tante volte della gente sapendo che lui mi proteggeva perche ero brava e meritavo di più ..asieme a mio compagnio vito lilla ..non volevo scapare ..volevo dare mio contributo in una terra straniera ..e o trovato un vero padre..grazie franchino ..piango tutti giorni pensando a noi...
 
 
#1 franco de luca 2012-04-16 09:15
Il mio primo ricordo di Franchino risale agli anni '50,al Commisso, io ragazzino e lui giovane,di una famiglia allora di agricoltori molto vicini alla mia famiglia: nei campi mi raccontava della sua partecipazione ( e io lo ascoltavo volentieri,con un ammirato stupore) alla "liberazione di Trieste" del 1954 quando nel suo servizio da militare fece parte delle truppe inviate a Trieste, dei timori della vigilia e della festa dell'ingresso con le ragazze che abbracciavano i soldati!.... e mi avviava alla caccia facendomi sparare il mio primo colpo di fucile mirando ad una pietra. Primo ricordo grato di Franchino e del suo animo aperto sempre con il cuore in mano, come si dice. Di Franchino Amodio sentii poi sempre più parlare negli anni '60(gli anni dei miei studi universitari) per il suo avvio dell'utilizzo della falda acquifera freatica : un pozzo artesiano con acqua buona e utile per le campagne, prelevata con potenti pompe e canalizzata con tubature ai vari poderi: l'inizio di una nuova era per il territorio sitibondo, con iniziativa coraggiosa e lungimirante. Ebbe così inizio la sua popolarità e credo anche il suo accedere ad un certo benessere economico. Questa iniziativa fortunata di un privato,a distanza di qualche anno fu seguita da altri privati e poi anche da amministrazioni publiche. La popolarità lo portò alla rappresentanza del popolo che era in lui "in nuce",credo, dai tempi di Trieste : si schierò, lungimirante anche in questo, con un piccolo partito di maggioranza, il partito republicano, e il consenso raggiunto si moltiplicò ( meglio essere primo lontano dal centro che ultimo nel centro). Ebbi in quel periodo anche io una breve esperienza politica: nello stesso consiglio comunale all'inizio degli anni '70 io, dalla opposizione, un pò fui critico con lui amministratore, un pò lo sostenni. Con piacere lo vidi assurgere alla carica di sindaco- un sindaco popolare ! cervello fino in scarpa grossa ! a suo vanto. E poi in quel suo piccolo partito divenne un nome grosso a livello provinciale con eco nazionale. Molti polignanesi ne hanno tratto un atteso e giusto vantaggio.Negli anni successivi i nostri rapporti di tanto in tanto sono stati di curante con ammalato con qualche incontro di scambio di ricordi dei primi tempi al Commisso, sino all'ultimo di qualche mese fa in cui ebbi modo di apprezzare ancora una volta il suo lucido cervello ed il suo gran cuore pur nella malattia.
A Lui oggi, al termine della Sua parabola terrena, tutto il mio affettuoso ricordo e omaggio.
 

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